Cassazione Penale, Sentenza n. 21483/2022 del 01/06/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna per cassazione la sentenza della Corte d'appello di Genova che ha confermato la condanna per possesso di una falsa carta d'identità francese. Propone due motivi: (1) inosservanza dell'art. 420-bis c.p.p., deducendo la nullità della sentenza di primo grado per difetto di notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare; (2) violazione dell'art. 175 c.p.p., lamentando il rigetto dell'istanza di restituzione in termine in conseguenza della mancata notifica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha dichiarato inammissibile la parte del motivo relativa alla notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare nella misura in cui il ricorso non era autosufficiente e non produceva la documentazione probatoria richiesta. Sottolineando però i fatti emersi nel fascicolo, la Corte ha ritenuto che, pur essendosi la notifica perfezionata tramite deposito e compiuta giacenza (non mediante consegna a mani proprie), sussistono elementi indicativi che l'imputato fosse comunque a conoscenza del procedimento e si sia volontariamente sottratto alla notifica personale (arresto in flagranza, elezione di domicilio valida, essere libero al momento della notifica, affissione dell'avviso, plico non ritirato, assenza di contestazioni in primo e secondo grado circa l'effettività della notifica). Per tali ragioni la presunta mancata conoscenza è stata ritenuta frutto di scelta consapevole e irrilevante, venendo quindi respinta anche l'istanza di restituzione in termine; il ricorrente è condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 420-bis cod. proc. pen.
L'art. 420-bis è stato richiamato in relazione alle nullità o inutilizzabilità connesse a notifiche (es. avviso di fissazione dell'udienza preliminare). La Corte ha ritenuto che, sebbene la notifica a mani diverse non garantisca di per sé la conoscenza effettiva dell'atto, la mancata conoscenza può essere considerata irrilevante quando emergano circostanze che dimostrino una scelta volontaria dell'imputato di sottrarsi alla notifica.
art. 175 cod. proc. pen.
L'art. 175 è stato invocato nella parte relativa alla restituzione in termine. La Corte ha interpretato che la restituzione in termine può essere negata quando il mancato rispetto dei termini deriva da una volontaria sottrazione alla notifica e non da una impossibilità oggettiva di conoscere l'atto; pertanto l'istanza è stata rigettata per mancanza di prova di ignoranza non volontaria.
Massime di principio
- Le deduzioni di nullità o di mancata notifica devono essere autosufficienti e corredate dalla relativa documentazione; in mancanza la censura può essere dichiarata inammissibile.
- La notifica non effettuata a mani proprie può essere valida se si perfeziona tramite deposito e compiuta giacenza; tuttavia essa è presunzione legale di conoscenza e può essere confutata solo con prove concrete di mancata conoscenza non causata da comportamento volontario dell'interessato.
- Se emergono elementi che dimostrano la consapevolezza del procedimento (es. arresto in flagranza, elezione di domicilio valida, affissione dell'avviso, comunicazioni non ritirate), il giudice può inferire una volontaria sottrazione alla notifica e declinare la rilevanza della mancata conoscenza effettiva.
- Per ottenere la restituzione in termine è necessario dimostrare che il mancato rispetto del termine non è stato conseguenza di una scelta volontaria di sottrarsi alla notifica, ma di un impedimento oggettivo.
- L'assenza di contestazioni tempestive nei gradi di merito circa l'effettività della notifica indebolisce la successiva eccezione di nullità fondata su mancata conoscenza.
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