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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38487/2024 del 21/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Napoli del 07/01/2014 che lo aveva condannato (ammenda condizionalmente sospesa) per: capo A) omissione della valutazione dei rischi e mancata redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) ai sensi degli artt. 17 e 18 del d.lgs. n. 81/2008; capo B) scarichi in pubblica fognatura di acque reflue della ristorazione senza autorizzazione (art. 137 d.lgs. n. 152/2006). Il ricorrente deduceva: 1) insussistenza del reato sul punto A perché si tratta di piccolo ristorante familiare e aveva frequentato corso RSPP e chiesto il DVR; 2) errore nella qualificazione degli scarichi, assimilabili a domestici e non industriali, con richiamo all'art. 318 ter d.lgs. 152/2006; 3) esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; 4) sopravvenuta prescrizione dei reati.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazioni principali: il primo motivo è manifestamente infondato perché il DVR è obbligo non delegabile del datore di lavoro e la sua adozione è avvenuta solo dopo l'accertamento; la questione della assimilabilità degli scarichi a domestici è questione di fatto non suscettibile di nuova trattazione in Cassazione e risulta che il ricorrente aveva comunque chiesto l'autorizzazione dopo il controllo; il richiamo all'art. 318 ter era aspecifico; la causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) non poteva essere riconosciuta alla luce della pena applicata in primo grado, superiore al minimo edittale; la prescrizione maturata dopo la sentenza impugnata è irrilevante dato l'esito di inammissibilità. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e a versare alla Cassa delle ammende una somma equitativamente fissata in Euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • Codice penale

    art. 81, secondo comma; art. 131-bis; art. 133; art. 62-bis

    Art. 81 citato nella rubricazione della pena; art. 131-bis (particolare tenuità) di natura sostanziale applicabile anche ai procedimenti pendenti ma la sua applicabilità dipende dall'entità concreta della pena rispetto al minimo edittale; art. 133 utilizzato come parametro per valutare l'entità della pena; art. 62-bis richiamato come circostanza attenuante applicata dal giudice di merito.

  • D.Lgs. n. 81/2008

    art. 17, comma 1, lett. a; art. 18; art. 28; art. 29; art. 34

    La Corte conferma che la valutazione dei rischi e la redazione del DVR (art. 28) sono obblighi non delegabili del datore di lavoro (ex art. 17) e si applicano anche alle piccole attività di ristorazione; il contenuto e la forma possono variare (art. 29) ma non l'obbligo sostanziale; la formazione RSPP (art. 34) non esonera dall'obbligo di redigere il DVR.

  • D.Lgs. n. 152/2006

    art. 137; art. 318-bis e ss.; art. 318-ter

    Art. 137 sanziona gli scarichi non autorizzati; la qualificazione degli scarichi come 'industriali' o 'domestici' dipende dalle caratteristiche qualitative dei reflui e costituisce questione di fatto; la mancata indicazione di prescrizioni da parte degli organi di vigilanza (artt. 318-bis e ss.) non determina necessariamente l'improcedibilità dell'azione penale; il richiamo all'art. 318-ter è ritenuto aspecifico nel ricorso.

  • Codice di procedura penale

    art. 609, comma 2; art. 616

    Art. 609, comma 2 consente alla Suprema Corte di rilevare d'ufficio la sussistenza delle condizioni per l'applicazione di art. 131-bis in procedimenti pendenti; art. 616 disciplina la condanna alle spese per i ricorsi inammissibili e la possibilità di aumento della sanzione per inammissibilità ascrivibile a colpa del ricorrente.

  • Legge n. 103/2017

    Consente al Collegio di aumentare la sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p. in caso di inammissibilità del ricorso, valutando le ragioni dell'inammissibilità; qui applicata per fissare un versamento alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • L'obbligo di redigere il DVR è inderogabile e non delegabile: anche le piccole attività e le imprese familiari devono effettuare la valutazione dei rischi e documentarla, salvo che la valutazione stessa concluda per l'assenza di rischi ma ciò deve risultare dal DVR.
  • La qualificazione degli scarichi come 'domestici' o 'industriali' dipende da valutazioni tecniche e fattuali sulle caratteristiche dei reflui; tali contestazioni, se non adeguatamente diversificate e provate in primo grado, difficilmente sono riesaminabili in Cassazione.
  • La condotta successiva al reato (adozione del DVR e richiesta dell'autorizzazione) può essere considerata nel bilanciamento ai fini della particolare tenuità, ma non è di per sé sufficiente a far ritenere il fatto di particolare tenuità se la pena concreta applicata supera il minimo edittale.
  • L'inammissibilità del ricorso per motivi di merito/formalità espone il ricorrente al pagamento delle spese e a sanzioni aggiuntive (es. somma alla Cassa delle ammende) se l'inammissibilità è dovuta a sua colpa.
  • Questioni nuove di fatto o asserzioni prive di specificità e di supporto probatorio non sono ammissibili in Cassazione; vanno presentate e documentate nei gradi di merito.

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