Cassazione Penale, Sentenza n. 46799/2023 del 21/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva confermato, in parte, il provvedimento del GIP di applicazione di misure cautelari per reati connessi a stupefacenti, doping e contraffazione di medicinali. La ricorrente deduceva, con unico motivo articolato, violazione di legge per assenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari: sosteneva che le sostanze fossero destinate al consumo personale di D'Alessandro (body building), che non fosse provata la adulterazione o pericolosità per la salute pubblica, che mancassero prove di cessione a terzi e che i quantitativi non fossero tali da indicare spaccio o commercializzazione; inoltre richiamava l'assenza di denaro illecito sequestrato, elementi probatori favorevoli per D'Alessandro in altri procedimenti, la limitata frequentazione dei locali da parte della ricorrente e la sua personalità incensurata.
La decisione
Il giudice ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ritenuto che il motivo, formulato unitariamente e volto a rimettere in discussione la ricostruzione fattuale e l'apprezzamento delle prove, non superi il vaglio di ammissibilità perché volto a far valere ragioni diverse da quelle consentite (cioè una rivalutazione del merito). La Corte ha ritenuto adeguata e logica la motivazione del Tribunale del riesame, che aveva evidenziato gravi indizi di partecipazione: co-detenzione e attività di confezionamento (la ricorrente trovata a preparare confezioni), significativi quantitativi di nandrolone e GBL, presenza di efedrina, sibutramina e trembolone (sostanze anabolizzanti e pericolose), macchinari, flaconi vuoti, etichette, bilancini e sostanze da taglio indicativi di produzione e commercializzazione. Il riesame ha inoltre valutato, in modo motivato, le esigenze cautelari ritenendo concreto il rischio di reiterazione e quindi la necessità di una misura cautelare più restrittiva (nei fatti il Tribunale del riesame aveva comunque disposto gli arresti domiciliari). La ricorrente è stata condannata alle spese del procedimento e a versare una somma alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Fondamento della competenza del Tribunale in sede di riesame delle misure custodiali; la norma è richiamata quale base per il provvedimento impugnato.
artt. 110 e 81 cod. pen.
Rinvio alla responsabilità per concorso di persone nell'ipotesi criminosa; la Corte ha ritenuto sussistere, a livello indiziario, la partecipazione concorrente della ricorrente.
art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990
Norme sul divieto e sulle sanzioni riguardanti le sostanze stupefacenti; la detenzione delle sostanze elencate è valutata come illecito in assenza di autorizzazioni.
art. 586-bis, comma 7, cod. pen.
Riferimento a ipotesi aggravate o speciali connesse alla fattispecie contestata (richiamata nell'imputazione).
art. 440, comma 3, cod. pen.
Richiamato come parte dell'imputazione originaria per fatti accessori o specifici contestati.
legge n. 376/2000
Norma che disciplina le sostanze dopanti; i prodotti sequestrati rientrano nelle classi vietate con riferimento alla tutela della salute sportiva.
art. 23, commi 8 e 9, D.L. 137/2020 (conv. L. 176/2020) e successive proroghe
Norme procedurali che hanno regolato il trattamento del procedimento in udienza camerale con modalità emergenziali (richiamate a fini procedurali).
Giurisprudenza di legittimità richiamata (es. Sez. 2, n. 27866/2019 Mazzelli; Sez. 3, n. 19198/2017 Forti)
Principi sul limite del sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari: controllo della congruenza logica e della motivazione, senza rinnovare il giudizio ricostruttivo dei fatti; indicazioni su quali elementi possano configurare indizi di traffico (quantitativi, strumenti, organizzazione).
Massime di principio
- Il ricorso in Cassazione avverso provvedimenti cautelari non può essere utilizzato per una rinnovata valutazione del merito o per rimettere globalmente in discussione l'attendibilità delle prove quando la motivazione del giudice di merito sia adeguata e coerente.
- Per ritenere sussistenti gravi indizi di spaccio/produzione di sostanze è rilevante, oltre al quantitativo, la presenza di elementi organizzativi: flaconi vuoti, etichette, bilancini, macchinari, sostanze da taglio e attività di confezionamento.
- La semplice possibilità che una parte delle sostanze sia utilizzabile per uso personale non esclude automaticamente l'ipotesi di commercializzazione se sussistono indici concreti di attività continuativa e organizzata.
- Nelle impugnazioni cautelari è più efficace contestare vizi di diritto, errori logici formali o carenze motivazionali specifiche piuttosto che proporre una ritrattazione generale dei fatti.
- Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe è strategico documentare elementi concreti a supporto della tesi di uso personale (prescrizioni mediche, quantità compatibili, assenza di strumenti di produzione, assenza di movimenti finanziari sospetti, testimonianze sulla mera frequentazione limitata dei locali) e contestare puntualmente la logica che ha portato all'investitura di indizi di tipo organizzativo.
- Nella valutazione delle esigenze cautelari il giudice bilancia personalità, incensuratezza e comportamento processuale con la gravità e le modalità della condotta e con il rischio concreto di reiterazione; per ottenere misure meno afflittive occorre fornire elementi idonei a neutralizzare il rischio di reiterazione o a mostrare la sproporzione della misura scelta.
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