Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29070/2022 del 22/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Domanda di riparazione per ingiusta detenzione in relazione alla custodia cautelare subita dal 4/8/2010 al 18/2/2014, dopo successiva assoluzione con sentenza della Corte d'Appello di Napoli (5/7/2016) ai sensi dell'art.530, comma 2 c.p.p.; la Corte d'Appello (ordinanza 22/12/2020) aveva rigettato la richiesta ritenendo sussistente una causa impeditiva (colpa grave) derivante da condotte extraprocessuali: dichiarazioni di collaboratori, rapporti di parentela e frequentazioni ambigue con soggetti riconducibili al clan Veneruso

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte di Appello di Napoli per nuovo esame. La Cassazione ha ritenuto la motivazione del giudice della riparazione insufficiente, contraddittoria e carente quanto all'accertamento della colpa grave e — soprattutto — alla dimostrazione del nesso causale tra le condotte contestate e l'adozione o la durata della cautela; ha quindi disposto che la Corte di Appello rivaluti compiutamente le prove e chiarisca la natura, il contesto, la rilevanza delle frequentazioni e l'incidenza causale sulla misura cautelare

Norme richiamate

  • art.314 c.p.p.

    chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, ha diritto a un'equa riparazione per la custodia cautelare subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave

    La norma definisce il diritto all'equa riparazione e la causa impeditiva (dolo o colpa grave). Il giudice della riparazione deve accertare d'ufficio l'assenza di dolo o colpa grave e motivare specificamente se ritiene che condotte extraprocessuali abbiano concorso a determinare la custodia cautelare; non è sufficiente una motivazione generica sulle "frequentazioni ambigue" senza collegamento causale con la misura

  • art.530 c.p.p. comma 2

    Norma citata per attestare l'assoluzione della ricorrente (non avere commesso il fatto). La pronuncia di proscioglimento o assoluzione attiva il diritto alla riparazione salvo che ricorra dolo o colpa grave

  • art.125 c.p.p.

    Norma invocata dalla ricorrente in relazione al principio di motivazione; la Cassazione richiama il dovere del giudice di motivare adeguatamente le deduzioni che ostano alla riparazione e verifica la correttezza del procedimento logico-giuridico seguito

Massime di principio

  • Il giudice della riparazione deve valutare ex officio e autonomamente, con argomentazione logico-giuridica compiuta, tutti gli elementi probatori rilevabili per accertare l'assenza di dolo o colpa grave; non può limitarsi a richiami generici o a ripetere affermazioni della fase istruttoria
  • Le "frequentazioni" con soggetti coinvolti in attività illecite possono costituire indizio idoneo a integrare la colpa grave, ma occorre descrivere in modo specifico la natura, il contesto, la qualità dei rapporti e spiegare perché tali rapporti abbiano effettivamente ingenerato l'apparenza di partecipazione e, soprattutto, quale incidenza causale hanno avuto sull'adozione o sulla prosecuzione della custodia cautelare
  • Non sono utilizzabili per escludere la riparazione elementi che siano stati espressamente neutralizzati o dichiarati inutilizzabili nel giudizio di merito, salvo che il giudice della riparazione fornisca una motivazione convincente e specifica sulla diversa valutazione ex ante
  • Il sindacato della Cassazione sulla decisione di merito è limitato alla correttezza del procedimento logico-giuridico e alla completezza della motivazione: carenze motivazionali gravi comportano annullamento e rinvio per nuovo esame
  • Per ritenere che sussista colpa grave occorre anche accertare il nesso di concausalità (anche minimo) tra la condotta extraprocessuale e la decisione dell'autorità di mantenere la misura cautelare

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.