Cassazione Penale, Sentenza n. 36599/2025 del 10/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del GIP del Tribunale di Salerno (06/06/2025) che aveva accolto l'incidente di esecuzione proposto da Nicola Fiore per la rideterminazione, per fungibilità ex art. 657 c.p.p., della pena da eseguire con la custodia cautelare subìta a seguito della sentenza della Corte d'appello di Salerno del 19/12/2023 (irrevocabile 29/01/2025). Il Procuratore ha dedotto incompetenza del GIP, sostenendo che, in presenza di una sentenza di appello che ha riformato in senso sostanziale parti della decisione di primo grado in un procedimento con pluralità di imputati, la competenza in executivis spetta alla Corte d'appello.
La decisione
Il giudice ha accolto il ricorso del Procuratore, ritenendolo fondato. La Corte ha richiamato la giurisprudenza sul principio dell'unitarietà dell'esecuzione secondo cui, nei procedimenti con pluralità di imputati, la competenza a provvedere in executivis spetta al giudice d'appello non solo con riguardo ai soggetti per i quali la sentenza di primo grado è stata riformata, ma anche rispetto a coloro nei cui confronti la decisione sia stata confermata. Per tali ragioni l'ordinanza del GIP è stata annullata senza rinvio per incompetenza funzionale assoluta e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Salerno perché provveda sull'istanza.
Norme richiamate
art. 657 cod. proc. pen.
Riferimento alla possibilità di riconoscere la fungibilità della detenzione ai fini della rideterminazione della pena da eseguire; la decisione sull'istanza di esecuzione fondata su tale principio deve essere assunta dal giudice competente secondo le regole di competenza in executivis.
Principio dell'unitarietà dell'esecuzione (giurisprudenza di legittimità)
La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui, nei procedimenti con pluralità di imputati, la competenza del giudice d'appello a provvedere in executivis si estende anche agli imputati la cui sentenza di primo grado sia stata confermata, quando in relazione ad altri coimputati la sentenza sia stata sostanzialmente riformata; tale principio giustifica l'attribuzione della competenza alla Corte d'appello e non al GIP.
Massime di principio
- Se in un procedimento con più imputati la sentenza d'appello ha riformato in senso sostanziale la decisione di primo grado per anche alcuni coimputati, la competenza in executivis spetta generalmente alla Corte d'appello per l'intero procedimento, per effetto del principio di unitarietà dell'esecuzione.
- Anche se la decisione d'appello si limita a ridurre la pena o confermare la condanna di un singolo imputato, ciò non esclude la competenza del giudice d'appello sugli atti esecutivi relativi agli altri imputati quando la sentenza di appello abbia inciso sostanzialmente su posizioni di coimputati.
- Le regole di competenza in materia esecutiva sono di natura formale e vanno applicate in base alla titolarità astratta indicata dall'ultimo provvedimento passato in giudicato, indipendentemente dall'effettiva esecutività immediata di tutte le statuizioni contenute nella sentenza.
- Se un GIP decide su un'incidente di esecuzione ma sussistono elementi che fanno presumere l'incompetenza (es. sentenza d'appello passata in giudicato che ha riformato il processo cumulativo), l'ordinanza può essere annullata per incompetenza funzionale e gli atti trasmessi al giudice competente (Corte d'appello).
- In casi simili è prudente verificare sempre quale sia l'ultimo provvedimento passato in giudicato e se il processo sia stato deciso cumulativamente, poiché ciò determina la competenza a decidere le questioni esecutive anche per imputati la cui posizione non sia stata sostanzialmente variata.
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