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Sentenza

Sentenza del 28/10/2015 n. 21966 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle entrate contestava la detrazione dell'IVA relativa al 1997, ritenendo che la società avesse effettuato operazioni soggettivamente inesistenti con P.S. s.r.l. e V.C. s.r.l., qualificate come società cartiere interposte rispetto all'effettivo fornitore francese. L'Ufficio sosteneva che la contribuente dovesse dimostrare la propria buona fede e di avere adottato tutte le cautele ragionevoli per evitare di partecipare a una frode IVA. Contestava inoltre la valutazione della Commissione tributaria regionale, che aveva considerato rilevante l'assoluzione penale dell'amministratore della società.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale dell'Agenzia delle entrate, ritenendo non decisivo il primo motivo, generico e non autosufficiente il secondo, e fondato su un presupposto inesistente il terzo. La CTR non aveva attribuito efficacia vincolante alla sentenza penale, ma l'aveva correttamente considerata come elemento probatorio, insieme all'assenza di prova dei profili di dolo o negligenza della contribuente. È rimasta quindi ferma la decisione favorevole alla società, con assorbimento del ricorso incidentale condizionato e condanna dell'Agenzia al pagamento di 10.200 euro di spese del giudizio di legittimità, oltre accessori.

Norme richiamate

  • Art. 2697 codice civile

    Riparto dell'onere della prova

    La contestazione dell'indetraibilità dell'IVA richiede una corretta distribuzione dell'onere probatorio tra Amministrazione finanziaria e contribuente, secondo la natura e la specificità degli elementi presuntivi dedotti.

  • D.P.R. n. 633/1972, artt. 19 e 54

    Detrazione dell'IVA e poteri di accertamento

    La detrazione è riconoscibile solo in presenza dei presupposti sostanziali dell'operazione; tuttavia l'Amministrazione deve fornire elementi idonei a dimostrare la frode e la consapevolezza, o conoscibilità mediante ordinaria diligenza, del coinvolgimento del contribuente.

  • Art. 17 della direttiva 77/388/CEE e art. 167 della direttiva 2006/112/CE

    Diritto alla detrazione dell'IVA

    Il diritto alla detrazione può essere negato quando sia dimostrato, sulla base di elementi oggettivi, che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere, usando l'ordinaria diligenza, che l'acquisto si inseriva in una frode IVA.

  • Art. 654 codice di procedura penale

    Efficacia della sentenza penale nel giudizio civile o amministrativo

    La sentenza penale di assoluzione non ha efficacia vincolante automatica nel giudizio tributario, perché i due procedimenti hanno regole probatorie diverse; può però essere valutata come elemento di prova critica sui fatti accertati.

  • Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, codice di procedura civile

    Motivi del ricorso per cassazione

    Il giudizio di cassazione non consente una nuova valutazione del merito o delle prove. Le censure devono essere specifiche, autosufficienti e riferite a effettive violazioni di legge o a vizi motivazionali rilevanti secondo la disciplina applicabile.

Massime di principio

  • In materia di frodi IVA e operazioni soggettivamente inesistenti, l'Amministrazione deve fornire elementi oggettivi e specifici che dimostrino la natura fraudolenta delle operazioni e la consapevolezza, o conoscibilità con l'ordinaria diligenza, da parte del contribuente.
  • La mera qualificazione del fornitore come società cartiera non è necessariamente sufficiente, da sola, a negare la detrazione al cliente: occorre collegare la frode alla posizione concreta del contribuente.
  • La buona fede del contribuente non può essere affermata in modo astratto, ma deve essere valutata alla luce delle circostanze concrete, delle anomalie dell'operazione e delle verifiche ragionevolmente esigibili.
  • Una sentenza penale di assoluzione non vincola automaticamente il giudice tributario, ma può costituire un elemento probatorio rilevante, soprattutto quando riguarda gli stessi fatti e la posizione dell'amministratore della società.
  • Nel ricorso per cassazione non è sufficiente sostenere genericamente che il giudice di merito abbia valutato male le prove: occorre indicare con precisione la violazione di legge o il fatto decisivo trascurato, rispettando gli oneri di specificità e autosufficienza.
  • Quando la decisione impugnata si fonda su più autonome ragioni, il ricorrente deve contestarle tutte; se ne lascia intatta anche una sola, il motivo può risultare non decisivo e il ricorso può essere dichiarato inammissibile.

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