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Sentenza

Sentenza n. 426/2026 - Pescara, Sezione 1

per l'accertamento del silenzio-inadempimento del Comune di Bussi sul Tirino sulla propria istanza di sanatoria paesaggistica del 22 agosto 2025, relativa alla realizzazione, sul terreno di proprietà ricadente in zona vincolata, di un’area destinata a parcheggio.

Giustizia amministrativa202600208

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - Pescara, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull’istanza del 22 agosto 2025 di sanatoria paesaggistica per un’area adibita a parcheggio su terreno ricadente in zona vincolata

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento del silenzio-inadempimento del Comune sulla propria istanza di sanatoria paesaggistica. Ha dedotto la violazione dell’art. 11, commi 5 e 9, del d.P.R. 31/2017, degli artt. 1 e 2 della l. 241/1990 e dell’art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per ingiustizia. Il Comune aveva formulato il 25 agosto 2025 una proposta favorevole, ma poi era rimasto inerte. In corso di giudizio ha sostenuto che la competenza spettava alla Regione Abruzzo, di non avere ricevuto subdelega e che l’istanza fosse improcedibile; ha inoltre riferito di aver ritirato la proposta favorevole, trasmesso gli atti alla Regione e chiuso il procedimento con foglio del 4 settembre 2026. Il ricorrente ha quindi chiesto la declaratoria di cessata materia del contendere e la rifusione delle spese per il ritardo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che in corso di causa il silenzio-inadempimento del Comune era venuto meno: l’Amministrazione aveva segnalato che la competenza a riscontrare l’istanza paesaggistica spettava alla Regione. Non è stata accolta la richiesta di cessata materia del contendere; le spese sono state compensate, in considerazione della richiesta di sanatoria e della precedente proposta favorevole formulata dal Comune.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Il testo non contiene un passaggio che applichi o interpreti l’art. 31 c.p.a.; la disposizione non è citata espressamente.

    Il giudice dichiara l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza indicare espressamente la norma processuale applicata.

  • art. 11, commi 5 e 9, d.P.R. 31/2017

    Il testo riferisce che il ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 11, commi 5 e 9, del d.P.R. n. 31 del 2017, ma non riporta un passaggio in cui il giudice applichi o interpreti tali disposizioni.

    Le disposizioni sono menzionate soltanto tra i motivi dedotti; la sentenza non ne esamina il contenuto.

  • artt. 1 e 2 l. 241/1990

    Il testo riferisce che il ricorrente ha dedotto la violazione degli artt. 1 e 2 della legge n. 241 del 1990, ma non riporta un passaggio in cui il giudice applichi o interpreti tali disposizioni.

    Le disposizioni sono richiamate soltanto tra i motivi di ricorso e non sono oggetto di esame nella decisione.

  • art. 97 Cost.

    Il testo riferisce che il ricorrente ha dedotto la violazione dell’art. 97 Cost., ma non riporta un passaggio in cui il giudice applichi o interpreti tale disposizione.

    La disposizione è menzionata solo tra i motivi dedotti e non è esaminata nella motivazione.

Massime di principio

  • La sopravvenuta cessazione dell’inerzia dell’amministrazione, intervenuta durante il giudizio sul silenzio e consistente nella definizione del procedimento o nell’indicazione dell’amministrazione competente, determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilitàSanatoria paesaggistica
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoBeni culturali e paesaggio
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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