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Sentenza

Sentenza n. 679/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501432

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nove provvedimenti prefettizi di decadenza da nulla osta al lavoro subordinato stagionale per decorso del termine semestrale di validità

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente contestava la decadenza di nove nulla osta al lavoro subordinato stagionale, rilasciati il 2 gennaio 2024 e aventi durata di sei mesi. I lavoratori avevano presentato domanda di visto d'ingresso il 31 marzo 2024, entro il periodo di validità dei nulla osta, ma l'Ambasciata italiana in Bangladesh non aveva definito le domande entro il termine di trenta giorni previsto dall'art. 31, comma 8, d.P.R. 394/1999 e, per quanto risultava, non si era successivamente pronunciata. Nel frattempo, l'art. 3 d.l. 145/2024, convertito dalla l. 187/2024, aveva sospeso l'efficacia dei nulla osta già emessi in favore di cittadini del Bangladesh, salvo rilascio del visto, fino alla conferma espressa dello sportello unico per l'immigrazione, previa verifica del rispetto dei requisiti e delle procedure previste dall'art. 24-bis d.lgs. 286/1998. Il ricorrente sosteneva quindi che la Prefettura non potesse dichiarare la decadenza per decorso del termine, poiché i nulla osta non erano stati utilizzati per ragioni non imputabili agli interessati e l'amministrazione avrebbe dovuto procedere alle verifiche previste dalla disciplina sopravvenuta e adottare un provvedimento espresso di conferma o revoca.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. In sede cautelare il Tribunale aveva ritenuto che, alla luce dell'art. 3 d.l. 145/2024, la Prefettura dovesse riaprire il procedimento, svolgere le verifiche necessarie, anche tramite l'Ispettorato del lavoro, e concludere con un provvedimento espresso e motivato di conferma o revoca, senza limitarsi a dichiarare la decadenza per decorso del termine semestrale; aveva inoltre disposto un remand, precisando che la mera sopravvenuta insufficienza delle quote non avrebbe potuto costituire, da sola, ragione sufficiente per negare la conferma. In esecuzione dell'ordinanza cautelare, la Prefettura ha riaperto il procedimento, comunicato i motivi ostativi, acquisito il parere negativo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro sulla base dell'insufficiente situazione economica del richiedente e, infine, revocato tutti i nulla osta con provvedimento del 16 aprile 2026. Tale nuovo atto ha sostituito i provvedimenti originari di decadenza ed è divenuto pienamente efficace, facendo cessare l'interesse del ricorrente all'annullamento degli atti impugnati. Il giudice non ha quindi esaminato nel merito la legittimità delle decadenze. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, sentite le parti, quando la causa è matura per la decisione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Impone al giudice di sottoporre alle parti le questioni rilevate d'ufficio; il rilievo della possibile improcedibilità è stato formulato in udienza.

  • art. 31, comma 8, d.P.R. 394/1999

    termine di trenta giorni per evadere le istanze di visto

    Prevede il termine per la trattazione delle domande di visto d'ingresso, il cui mancato rispetto ha contribuito alla vicenda oggetto del giudizio.

  • art. 3 d.l. 145/2024, convertito dalla l. 187/2024

    salvo che sia stato rilasciato il visto d’ingresso, l’efficacia dei nulla osta già emessi in favore di lavoratori cittadini del Bangladesh “è sospesa fino alla conferma espressa da parte dello sportello unico per l’immigrazione del positivo espletamento delle verifiche”

    La disciplina sopravvenuta imponeva alla Prefettura di svolgere le verifiche previste e di concludere con una conferma espressa o con la revoca dei nulla osta, anziché dichiararne la decadenza per il mero decorso del termine.

  • art. 24-bis d.lgs. 286/1998

    Individua i requisiti e le procedure oggetto delle verifiche demandate all'Ispettorato nazionale del lavoro nell'ambito della disciplina sopravvenuta.

  • art. 34, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Rilevante quale base processuale della dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, come richiamata nella motivazione? No, non è espressamente citata nel testo.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento che sostituisce integralmente quello impugnato e diviene pienamente efficace, il ricorso contro l'atto originario diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, salvo che permanga uno specifico interesse alla decisione sul precedente atto.
  • Qualora una disciplina sopravvenuta sospenda l'efficacia di nulla osta già rilasciati e subordini la loro operatività a verifiche e a una conferma espressa, l'amministrazione non può sostituire tale procedimento con una decadenza fondata sul mero decorso del termine originario di validità, se il mancato utilizzo del titolo dipende dalla mancata definizione delle domande di visto.
  • In presenza di un provvedimento sopravvenuto di revoca che sostituisce l'originaria decadenza, la legittimità e gli effetti del nuovo atto costituiscono l'oggetto di un'eventuale distinta impugnazione, mentre il giudizio sull'atto sostituito non conserva, di regola, utilità attuale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEfficacia ed esecutorietàTutela cautelare

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