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Ordinanza

Ordinanza n. 467/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Quinta) n. -OMISSIS-/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202600252

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che ha respinto il ricorso contro gli esiti del concorso per 2.568 posti di allievo agente del Corpo di polizia penitenziaria e contro la ripartizione dei posti tra candidati uomini e donne

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Le appellanti contestano la clausola del bando di concorso che ripartiva i posti disponibili per genere, riservando una quota preponderante ai candidati uomini. Deducevano di essere state escluse nonostante avessero conseguito un punteggio superiore a quello di alcuni candidati uomini e nonostante non fossero stati coperti tutti i posti messi a concorso. Il TAR aveva ritenuto legittima la ripartizione, richiamando l'art. 6, comma 2, dell'Ordinamento penitenziario, secondo cui il personale da adibire ai servizi di istituto deve essere dello stesso sesso dei detenuti o internati, e ritenendo conseguentemente necessaria una parametrizzazione degli organici alla consistenza delle rispettive componenti della popolazione carceraria. In appello venivano inoltre prospettate questioni di legittimità costituzionale e di compatibilità con il diritto dell'Unione europea, da esaminare nel merito.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha deciso nel merito la legittimità della clausola del bando né le prospettate questioni costituzionali ed eurounitarie. Ha ritenuto che gli interessi delle parti fossero adeguatamente tutelabili mediante la sollecita fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a., anziché mediante la sospensione cautelare della sentenza appellata. Ha disposto la trattazione dell'appello alla pubblica udienza del 25 giugno 2026 e ha ritenuto opportuna la trattazione congiunta con altro appello pendente dinanzi alla stessa Sezione su questioni analoghe. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della trattazione della domanda cautelare in appello.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente, nella fase cautelare, di fissare sollecitamente la discussione del ricorso nel merito quando tale definizione assicura adeguata tutela agli interessi delle parti.

  • art. 6, comma 2, Ordinamento penitenziario

    Il personale da adibire ai servizi di istituto deve «essere dello stesso sesso dei detenuti o internati ivi ristretti».

    Norma richiamata dal TAR, secondo la ricostruzione riportata nell'ordinanza, per giustificare la ripartizione dei posti concorsuali tra uomini e donne in rapporto alla composizione della popolazione detenuta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità delle appellanti a tutela dei loro diritti o della dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, quale base per l'oscuramento delle generalità delle appellanti.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare d'appello, quando la fissazione sollecita dell'udienza di merito assicura adeguata tutela agli interessi delle parti, il giudice può preferire tale misura alla sospensione dell'efficacia della sentenza impugnata, senza anticipare la decisione sulle questioni sostanziali.
  • Quando dinanzi alla stessa Sezione pendono appelli aventi a oggetto questioni sostanzialmente analoghe, è opportuno disporne la trattazione congiunta per assicurare coerenza e concentrazione della decisione.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareAppelloConcorsi pubblici
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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