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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44357/2024 del 04/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello del 3/11/2023: Aronne contestava la sussistenza della corruzione ai capi B e C, deducendo mancanza di prova del "pactum sceleris", assenza di potere funzionale rispetto al parere e qualificando la consegna degli oggetti come donativi di modico valore; Torsello censurava l'esistenza dell'accordo corruttivo con Aronne e chiedeva il riconoscimento delle circostanze di cui all'art. 62-bis cod. pen. o comunque la tenuità del fatto (art. 323-bis), sostenendo che l'utilità fosse un "donativo d'uso"; Napoletano deduceva insufficienza di prova per le cessioni di cocaina (capo D ed E), sostenendo che la condanna poggiasse solo sul giudicato a carico dell'acquirente Buccarella e mancassero riscontri autonomi ex art. 238-bis cod. proc. pen., oltre a contestare la configurazione della recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza, confermando nella sostanza le valutazioni dei giudici di merito. La Corte ha richiamato il principio della "doppia conforme" (appello che si salda con il primo grado) e ricordato i limiti della cognizione di legittimità, escludendo la possibilità di una rilettura dei fatti. Per Aronne e Torsello sono state ritenute congrue le valutazioni sulla corruzione (anche per un parere non vincolante quando rilevante ai fini dell'atto finale) e sulla inutilizzabilità della tesi del "donativo d'uso"; per Napoletano la sentenza d'appello è confermata avendo la Corte valorizzato la deposizione di Buccarella, la testimonianza di Bianco e riscontri (conversazione ambientale con il richiamo al nome "Roberto"). La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante, alla stregua processuale, l'eccezione di prescrizione sollevata solo in cassazione, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e ha disposto la somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 318 cod. pen.

    Norma sulla corruzione per l'esercizio della funzione; la Corte ha ritenuto integrata anche dalla redazione di pareri non vincolanti se questi sono decisivi nella procedura amministrativa e incidono sull'atto finale.

  • art. 323-bis cod. pen.

    Prevede la circostanza attenuante per i fatti di particolare tenuità; la Corte d'appello l'aveva riconosciuta in parte, ma la valutazione della tenuità resta rimessa al giudice del merito e insindacabile in cassazione se motivata.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 (T.U. stupefacenti)

    art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Consente la riqualificazione della condotta in altra fattispecie del T.U. stupefacenti; la Corte ha confermato la riclassificazione adottata in appello che incide anche sul termine di prescrizione.

  • art. 238-bis cod. proc. pen.

    art. 238-bis cod. proc. pen.

    Imposta l'esigenza di adeguati riscontri probatori quando la condanna fondi su dichiarazioni rese in riti diversi; la Corte ha ritenuto presenti elementi di riscontro (deposizione, testimoni, registrazione) utili a sostenere la condanna di Napoletano.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Disposizione sulla estinzione del reato per prescrizione; la Corte di legittimità ha richiamato l'orientamento delle Sezioni Unite per cui l'inammissibilità dei ricorsi limita la possibilità di rilevare d'ufficio la prescrizione non prospettata in appello.

  • art. 609, comma secondo, cod. proc. pen.

    art. 609 cod. proc. pen., comma secondo

    Norma richiamata unitamente all'art. 129 per i casi di estinzione del reato e rilevazione d'ufficio della prescrizione; la Cassazione ha confermato i limiti applicabili in presenza di ricorsi inammissibili.

  • d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 (Codice di comportamento dei dipendenti pubblici)

    d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62

    Norme di comportamento che regolano i donativi; la Corte ha osservato che donativi di modico valore sono irrilevanti solo se non correlati allo svolgimento della pratica e se la condotta del pubblico ufficiale è conforme ai doveri d'ufficio.

  • Legge n. 3/2019

    Riforma che ha modificato il quadro sanzionatorio di alcuni reati (e quindi i termini di prescrizione); la Corte ha osservato che ai fatti del 2014 si applica l'editto anteriore alla riforma.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione, di fronte a una "doppia conforme" (sentenza di appello che riprende motivazione e criteri del primo grado), limita il suo sindacato ai profili di legittimità e non può rivedere la valutazione del merito fatta dai giudici di merito.
  • In ipotesi di corruzione per l'esercizio della funzione l'elemento decisivo può essere costituito anche da un parere non vincolante se tale parere è rilevante e incide sulla procedura amministrativa e sull'atto finale.
  • La consegna di regali o oggetti, anche di modico valore, può integrare il reato di corruzione se è collegata allo svolgimento di pratiche amministrative in favore del donante e se il comportamento del pubblico ufficiale non è conforme ai doveri d'ufficio; la qualificazione come "donativo d'uso" non è automaticamente esimente.
  • In materia di stupefacenti, la conferma di una condanna fondata su dichiarazioni rese in rito abbreviato o da terzi richiede elementi di riscontro autonomi; la valutazione della loro idoneità resta comunque rimessa al giudice di merito se adeguatamente motivata.
  • La valutazione della recidiva richiede un esame concreto della maggiore capacità a delinquere del reo e del nesso tra precedenti e fatto attuale; tale valutazione è sindacabile in Cassazione solo nei limiti della motivazione e della logicità.
  • La prescrizione del reato, se non rilevata o eccepita in sede di appello e non dedotta nel ricorso, può non essere valorizzata in cassazione quando il ricorso è dichiarato inammissibile, secondo l'orientamento delle Sezioni Unite.

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