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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36131/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Caradonna era stato condannato dal Tribunale di Trapani per i reati previsti dagli artt. 186, commi 4 e 5, e 187, commi 3 e 4, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (guida in stato di ebbrezza/guida sotto l'effetto di stupefacenti e rifiuto di sottoporsi agli accertamenti). Con unico motivo in Cassazione il difensore ha dedotto: erronea applicazione di varie norme processuali e sostanziali (tra cui art. 186 comma 2 cod. strada, art. 114 disp. att. c.p.p., artt. 354, 356, 178 lett. c) c.p.p., art. 189 comma 9-bis cod. strada, art. 131-bis c.p.), carenza e manifesta illogicità della motivazione e mancato avviso all'imputato del diritto ad essere assistito da difensore di fiducia; inoltre si è lamentata la mancata concessione della sostituzione della pena con lavoro di pubblica utilità o con le pene sostitutive brevi ex art. 20-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto inammissibile la doglianza sul mancato avviso ex art. 114 disp. att. c.p.p. perché sollevata per la prima volta in Cassazione e non già in appello, principio per cui non sono deducibili questioni non oggetto di gravame in sede di appello. Quanto alla richiesta di pene sostitutive, la Corte ha confermato che la decisione del giudice di merito è discrezionale e deve rispettare i criteri dell'art. 133 c.p.; la Corte d'appello ha motivato adeguatamente il diniego alla conversione rilevando la pervicacia del rifiuto di sottoporsi ai test, i plurimi precedenti penali per reati gravi e la insofferenza alle norme, elementi che escludevano l'idoneità delle misure sostitutive a fini rieducativi e di prevenzione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 186

    Norma del Codice della Strada che sanziona la guida in stato di ebbrezza; applicata per la condanna in combinato con il rifiuto agli accertamenti. La Corte ha ritenuto provata la fattispecie nonostante il rifiuto dell'imputato agli esami.

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 187

    Norma che punisce la guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti; richiamata per la fattispecie relativa al rifiuto di sottoporsi agli accertamenti e per la conferma della responsabilità.

  • art. 114 disposizioni di attuazione cod. proc. pen.

    Riguarda l'avviso all'imputato del diritto alla difesa; la presunta omissione è stata ritenuta questione nuova in Cassazione e pertanto inammissibile perché non dedotta in appello.

  • art. 20-bis cod. pen.

    Prevede le pene sostitutive brevi; la Corte ha ritenuto che la loro concessione sia rimessa alla discrezionalità del giudice di merito e che, se la motivazione è adeguata, sfugge al sindacato di legittimità.

  • art. 133 cod. pen.

    Contiene i criteri per la determinazione della pena e per la valutazione dell'adeguatezza delle misure sostitutive; il giudice di merito deve tenerne conto e motivare sulla parte ritenuta decisiva. La Corte ha ritenuto regolare la valutazione discrezionale della Corte d'appello alla luce di questi criteri.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150

    Modifiche normative sulle pene sostitutive e sulle pene detentive brevi; la Corte osserva che, nonostante tali modifiche, il sindacato di legittimità rimane limitato quando la motivazione del giudice di merito è adeguata.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disciplina della recidiva e dei precedenti nel momento della determinazione della pena; richiamata nei motivi del ricorso e considerata nella valutazione della Corte d'appello sulla personalità del condannato.

  • artt. 354, 356, 178 lett. c) cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate nel motivo di ricorso (riguardanti, tra l'altro, i mezzi di prova e la revisione delle sentenze), ma la Cassazione non ha affrontato nel merito tali censure perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

  • art. 189 comma 9-bis cod. strada

    Norma del Codice della Strada richiamata nel ricorso; non trattata nel merito dalla Corte di Cassazione a causa dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In Cassazione non possono essere introdotte questioni nuove rispetto a quelle sollevate in appello: i motivi non già dedotti in appello sono inammissibili.
  • La mancata comunicazione di un diritto processuale (es. avviso sul diritto alla difesa) deve essere sollevata tempestivamente nei gradi di merito; se sollevata per la prima volta in Cassazione è normalmente inammissibile.
  • La concessione di pene sostitutive per pene detentive brevi è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito e il sindacato della Cassazione è limitato quando la decisione è adeguatamente motivata sui criteri dell'art. 133 c.p.
  • Fattori quali il rifiuto reiterato di sottoporsi ad accertamenti, precedenti penali gravi e persistente insofferenza alle regole sono elementi decisivi per escludere misure sostitutive e giustificano il diniego motivato dal giudice.
  • Se la motivazione di merito affronta i criteri rilevanti e spiega perché le misure alternative non sono adatte, la decisione difficilmente sarà cassata per vizio di motivazione.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta normalmente la condanna alle spese processuali e può implicare sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle ammende) a carico del ricorrente.

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