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Sentenza

Sentenza n. 1937/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) n. 692 del 2025.

Giustizia amministrativa202503889

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lombardia n. 692 del 2025, che aveva accolto il ricorso di ottemperanza, dichiarato nullo il nuovo provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 e ordinato la restituzione dell'area con condanna al risarcimento del danno

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa proprietaria aveva ottenuto una precedente sentenza che imponeva al Comune di scegliere, entro 120 giorni, tra l'acquisizione dell'area ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001 e la restituzione del bene con risarcimento del danno da occupazione illegittima. Il Comune aveva tempestivamente adottato un decreto di acquisizione, poi annullato per incompetenza dell'organo emanante. La sentenza di annullamento aveva tuttavia espressamente fatto salvo il potere-dovere del Comune di adottare un nuovo provvedimento esente dal vizio accertato. Il TAR, con la sentenza appellata, aveva ritenuto consumato il potere comunale alla scadenza del termine di 120 giorni, considerando irrilevante il precedente decreto perché illegittimo, e aveva dichiarato nullo per violazione ed elusione del giudicato il nuovo provvedimento adottato dal Comune nel 2024 previa deliberazione consiliare. Il Comune ha dedotto, in sintesi, l'erronea interpretazione della portata del giudicato, la violazione degli artt. 112 e 113 ss. c.p.c. e dell'art. 2909 c.c., l'erronea qualificazione del termine come definitivamente preclusivo, la violazione del principio di inesauribilità del potere amministrativo, il difetto di motivazione e di istruttoria, il travisamento dei fatti e la violazione dell'art. 97 Cost. Ha sostenuto che il provvedimento originario era stato adottato entro il termine assegnato e che il successivo annullamento per incompetenza, intervenuto dopo la scadenza del termine, aveva consentito la riedizione del potere da parte dell'organo competente.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello e riformato la sentenza del TAR. Ha rilevato che la sentenza del TAR che aveva annullato il primo decreto di acquisizione per incompetenza non aveva imposto la restituzione dell'area né precluso la riedizione del potere; al contrario, aveva espressamente fatto salvo il potere-dovere del Comune di adottare un nuovo provvedimento esente dal vizio accertato. Il primo decreto era stato inoltre adottato tempestivamente, entro il termine di 120 giorni stabilito dalla precedente sentenza. L'effetto caducatorio della sentenza di annullamento si era prodotto solo successivamente alla scadenza del termine, sicché l'effetto ripristinatorio aveva comportato la rimessione in termini dell'amministrazione per l'adozione di un nuovo provvedimento da parte dell'organo competente. Una diversa soluzione avrebbe posto in insanabile contrasto logico e giuridico le due sentenze del TAR, rendendo inapplicabile la parte della sentenza di annullamento che salvaguardava il potere-dovere di rideterminazione. Il nuovo provvedimento non costituiva sanatoria del precedente atto viziato, ma esercizio rinnovato del potere da parte dell'autorità competente. Non si era formato, quindi, un giudicato restitutorio idoneo a impedire l'acquisizione. Il ricorso di primo grado è stato respinto. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Disciplina l'acquisizione al patrimonio indisponibile dell'area utilizzata senza valido titolo, quale alternativa alla restituzione del bene; il provvedimento può essere nuovamente adottato dall'amministrazione competente dopo l'annullamento del precedente atto per incompetenza, se il giudicato ne lascia salvo il potere-dovere.

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente al giudice di imporre all'amministrazione, in sede di cognizione, di valutare gli interessi pubblici e di determinarsi tra acquisizione dell'area e restituzione del bene.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato dall'appellante in relazione alla contestazione della perentorietà del termine giudiziale e alla corretta organizzazione dell'esercizio del potere amministrativo.

  • artt. 112 e 113 ss. c.p.c.

    Sono richiamati in relazione alla delimitazione della portata del giudicato e all'asserita violazione o elusione dello stesso.

  • art. 2909 c.c.

    È richiamato in relazione agli effetti vincolanti del giudicato e alla verifica della sua effettiva portata preclusiva.

Massime di principio

  • Quando una sentenza amministrativa annulla un provvedimento per incompetenza e fa espressamente salvo il potere-dovere dell'amministrazione competente di adottare un nuovo atto esente dal vizio, il giudicato non preclude la riedizione del potere né impone automaticamente la restituzione del bene o l'adozione di un atto meramente restitutorio.
  • Se il provvedimento amministrativo adottato tempestivamente in esecuzione di un giudicato viene successivamente annullato per incompetenza, l'effetto caducatorio della sentenza di annullamento, intervenuto dopo la scadenza del termine assegnato dal primo giudicato, può comportare la rimessione in termini dell'amministrazione per l'esercizio del potere da parte dell'organo competente, quando la sentenza di annullamento abbia espressamente salvaguardato tale potere.
  • La riedizione del potere da parte dell'organo competente dopo l'annullamento per incompetenza dell'atto originario non costituisce sanatoria del precedente provvedimento illegittimo, ma adozione di un nuovo provvedimento, assoggettato ai requisiti sostanziali e procedimentali propri.
  • La portata del giudicato deve essere ricostruita coordinando le pronunce succedutesi sulla medesima vicenda, in modo da evitare interpretazioni che pongano in insanabile contrasto logico o giuridico il dispositivo e le statuizioni delle sentenze successive.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiIncompetenzaEffetto conformativo e riedizione del potereNullità del provvedimentoOttemperanza e commissario ad acta

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