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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30937/2022 del 10/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell\'ordinanza di riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere applicata dopo arresto in flagranza per detenzione illecita di stupefacenti (cocaina grammi 0,59 e hashish circa 45 g) nonché per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Il ricorrente deduceva: (i) mancata valutazione della fattispecie di lieve entità ex art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, considerando il modesto peso delle sostanze, le modalità rudimentali, l\'esito negativo della perquisizione domiciliare e l\'assenza di elementi indicativi di organizzazione dello spaccio; (ii) insufficienza della gravità indiziaria in relazione al reato di resistenza e alla ricorrenza di lesioni, invocando presunte incongruenze tra il verbale di arresto e il referto del pronto soccorso circa la natura e l\'entità della lesione del militare intervenuto, nonché la possibilità che la lesione fosse conseguenza fortuita dell\'arrestate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il primo motivo fosse manifestamente infondato e comunque non sindacabile in questa sede perché mirava a una rivalutazione del quadro indiziario (questione di merito vietata in Cassazione). Ha confermato la congruità della motivazione del Tribunale del riesame, che aveva considerato: dichiarazione dell\'indagato che assumeva la responsabilità, presenza di due tipologie di sostanze (hashish e cocaina, quest\'ultima idonea a più dosi), elevato numero di dosi ricavabili dall\'hashish (413), modalità di detenzione (busta in cellophane nella tasca anteriore), precedenti specifici e ingente somma di denaro contante, elementi ritenuti sintomatici di un\'attività di spaccio non riconducibile alla lieve entità. Sul secondo motivo, la Corte ha ritenuto la doglianza generica e irrilevante: il verbale di arresto e il certificato medico, letti congiuntamente, descrivono una condotta violenta e la presenza di una contusione con prognosi (cinque giorni) a carico del militare, elementi che legittimano l\'attribuzione delle fattispecie di resistenza e lesioni aggravate. Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende di euro 3.000.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    Art. 73 comma 1/4: disciplina la detenzione e il traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto configurata l\'ipotesi di detenzione ai fini di spaccio in ragione della varietà e quantità delle sostanze, del numero presumibile di dosi e delle modalità di detenzione. Art. 73 comma 5 (fattispecie di lieve entità): evocata dal ricorrente ma esclusa dal Tribunale e dalla Cassazione in quanto gli elementi complessivi (quantitativi, modalità, precedenti, denaro) non consentivano di qualificare la condotta come di lieve entità.

  • codice penale, art. 576 (richiamato nella sentenza)

    Riferimento alle aggravanti/contestazioni connesse alla resistenza a pubblico ufficiale e alle lesioni: la Corte ha ritenuto che la documentazione (verbale di arresto e certificato medico) fosse idonea a dimostrare lesioni e prognosi, nonché una condotta di resistenza violenta.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 6, n. 32227 del 16/07/2010)

    Principio richiamato relativo ai limiti del sindacato in sede di legittimità: la Corte non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione della consistenza e del peso degli elementi indizianti; il controllo è limitato alla sussistenza dei requisiti minimi di esistenza e logicità della motivazione.

Massime di principio

  • In Cassazione non è ammessa una rivalutazione di merito degli elementi indiziari: gli argomenti che chiedono una diversa valutazione dei fatti sono generalmente inammissibili, salvo profili di illegittimità formale o logica della motivazione.
  • La derubricazione alla "lieve entità" ex art. 73, comma 5 d.P.R. n. 309/1990 richiede una valutazione complessiva e comparata di quantità, qualità delle sostanze, modalità di detenzione, presenza di denaro, confezionamento e precedenti: la mera limitatezza del peso non è sufficiente se altri indici fanno ritenere finalità di spaccio.
  • Per contestare la gravità indiziaria relativa a reati come resistenza e lesioni è necessario indicare punti critici specifici della motivazione che ne compromettano la logicità o la fondatezza; semplici incongruenze formali tra verbali e referti non sono rilevanti se l\'insieme documentale descrive una condotta violenta coerente.
  • Il ricorso deve contenere censure puntuali e argomentate; doglianze generiche o basate su una \"lettura alternativa\" dei fatti sono destinate a essere dichiarate inammissibili.
  • Quando si contesta una misura cautelare, è utile focalizzarsi su vizi di motivazione, mancanza dei requisiti giuridici della misura o specifiche violazioni procedurali, poiché sono i profili che la Corte di legittimità può effettivamente sindacare.

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