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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50373/2023 del 18/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Palermo del 26/01/2023 che aveva confermato la condanna di Salvatore Genovese per il reato di lesioni personali aggravate (commesse il 4/9/2015). Il ricorso ha rilevato che, a seguito della riforma (d.lgs. n.150/2022, "riforma Cartabia"), il fatto non risulta più aggravato ex art.61 n.1 e, dato che la durata della malattia non supera i 40 giorni, il reato è divenuto procedibile a querela e di competenza del giudice di pace; inoltre il regime sanzionatorio applicabile ai reati di competenza del giudice di pace (d.lgs. n.274/2000) esclude la reclusione, rendendo la pena inflitta non più conforme a legge. Si è visto altresì se tale mutamento operi retroattivamente e quali conseguenze ne derivino (anche in termini di estinzione per prescrizione).

La decisione

La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Ha ritenuto che la modifica dell'art.582 c.p. (con la relativa disciplina transitoria) abbia mutato il regime di procedibilità (ora procedibile a querela per lesioni non aggravate con malattia fino a 40 giorni), la competenza (giudice di pace) e il regime sanzionatorio (d.lgs. n.274/2000, senza reclusione) e che tali modifiche, avendo natura sostanziale e in presenza della disciplina transitoria, trovano applicazione anche ai fatti anteriori alla riforma. Tuttavia, i reati commessi il 4/9/2015 risultano ormai estinti per prescrizione, per cui la sentenza è annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 582 c.p. (lesioni personali)

    modificato dall'art.2, comma 1, lett. b), n.1 del d.lgs. 10/10/2022 n.150

    La modifica ha ampliato la procedibilità a querela per le lesioni lievi (inclusa la fascia 21-40 giorni), rendendo procedibili d'ufficio solo le lesioni gravi e gravissime (oltre 40 giorni o ipotesi gravi).

  • d.lgs. 10/10/2022 n.150 (riforma Cartabia)

    art.2, comma 1, lett. b), n.1; art.85 (disciplina transitoria)

    La riforma ha modificato la procedibilità delle lesioni personali e, per effetto della disposizione transitoria (art.85), ha previsto termini e regole per l'esercizio della querela anche per fatti commessi anteriormente all'entrata in vigore.

  • decreto-legge 31/10/2022 n.162

    Ha posticipato l'entrata in vigore della riforma al dicembre 2022, incidendo sui termini transitori per l'esercizio della querela.

  • art. 61 n.1 c.p. (circostanze aggravanti)

    La Corte ha ritenuto che le circostanze aggravanti contestate non siano state applicate o comunque non sussistano nella fattispecie, con conseguente ricaduta sul regime di procedibilità.

  • d.lgs. 28/08/2000 n.274

    Stabilisce il regime sanzionatorio per i reati di competenza del giudice di pace, che non contempla la reclusione; tale regime ha natura sostanziale e, pertanto, si applica anche ai reati commessi anteriormente alla riforma se integrano i presupposti di competenza.

  • art. 129 comma 2 c.p.p. (cause di proscioglimento)

    La Corte ha verificato l'assenza di evidenza di cause di proscioglimento previste da tale norma; tuttavia, avendo i reati raggiunto la prescrizione, la sentenza è stata annullata senza rinvio.

  • Giurisprudenza citata

    Sez.5, n.12517 del 10/01/2023 (Cinquina, Rv.284375); Sez.2, n.21700 del 17/04/2019 (Sibio, Rv.276651); Sez.U, n.46653 del 26/06/2015 (Della Fazia, Rv.265111)

    Giurisprudenza richiamata per affermare la retroattività del nuovo regime di procedibilità e la natura "mista" della querela, nonché per i principi relativi all'annullamento in melius e all'applicazione delle modifiche sostanziali anteriori.

Massime di principio

  • Se una riforma penale riduce la gravità di un reato o ne muta il regime di procedibilità (da d'ufficio a a querela) e tali modifiche hanno natura sostanziale, esse possono trovare applicazione anche ai fatti commessi anteriormente, specie se la riforma contiene una disciplina transitoria che lo prevede.
  • Quando il reato diventa procedibile a querela, è determinante verificare se la persona offesa abbia esercitato la querela nei termini previsti dalla norma transitoria; in mancanza, il procedimento può estinguersi o restare privo di prosecuzione.
  • La modifica della competenza per materia (es. passaggio al giudice di pace) comporta anche l'applicazione del diverso regime sanzionatorio previsto per quel giudice; se il nuovo regime esclude pene come la reclusione, le pene precedentemente inflitte possono risultare oggi illegittime.
  • Se una modifica sostanziale rende la pena incompatibile con il nuovo regime, il giudice di legittimità può annullare la sentenza sul punto; occorre però controllare lo stato della prescrizione, che può rendere il reato estinto nonostante l'illegittimità della pena.
  • In casi analoghi è fondamentale valutare: data del fatto, natura e durata della lesione (per distinguere lesioni lievi/lievi estese/lesioni gravi), eventuale applicazione di circostanze aggravanti, termini transitori previsti dalla riforma e l'eventuale esercizio della querela da parte della persona offesa.
  • La presenza di norme transitorie e la qualificazione della querela come atto "misto" sono elementi che spesso consentono l'applicazione retroattiva delle norme più favorevoli all'imputato; pertanto, ogni verifica deve essere temporale e normativa.

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