Cassazione Penale, Sentenza n. 4995/2022 del 11/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso l'ordinanza che confermava la misura della custodia cautelare in carcere applicata ad Antonino Pescé per il reato di associazione mafiosa (art. 416-bis c.p., capo 1), per plurimi reati di estorsione o tentata estorsione (capi 43, 53, 58, 59, 61, 64, 66) e per il reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (capo 39). Il ricorrente contestava principalmente la valorizzazione delle intercettazioni, lamentando che singole frasi fossero state decontestualizzate e che non emergessero elementi per configurare l'affiliazione stabile al sodalizio mafioso, la partecipazione alle estorsioni o la concorrenza nella cessione di stupefacenti; chiedeva quindi la riforma dell'ordinanza per vizi di motivazione e violazioni di legge.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi fossero meri richiami a singoli frammenti di conversazioni e non fossero idonei a dimostrare il travisamento della prova o a intaccare la motivazione del Tribunale, che aveva ricostruito il ruolo stabile del ricorrente nel sodalizio sulla base di un ampio compendio intercettativo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
La norma è stata applicata ritenendo comprovata, mediante un complessivo esame delle intercettazioni e delle attività estorsive, la posizione stabile del ricorrente all'interno della cosca Pesce e il suo apporto alle finalità del sodalizio.
art. 416-bis.1 cod. pen. (circostanza aggravante)
L'aggravante è ritenuta sussistente perché le condotte estorsive sono state valutate come manifestazione della forza di intimidazione mafiosa e come riconducibili all'azione del sodalizio, svolgendo utilità e funzioni in favore di quest'ultimo.
art. 73 d.P.R. n. 309/1990
Il reato di illecita detenzione/cessione di stupefacenti è stato contestato in concorso sulla base di intercettazioni che dimostrano la condivisione delle decisioni sulla spartizione dei proventi e sulla disponibilità della sostanza.
Giurisprudenza della Cassazione su valutazione delle intercettazioni
Sez. 3, n. 6722 del 21/11/2017; Sez. 5, n. 7465 del 28/11/2013; Sez. 6, n. 11189 del 08/03/2012
In sede di legittimità una diversa interpretazione delle intercettazioni è ammessa solo se sussiste un travisamento della prova: occorre dimostrare con specificità che il giudice di merito ha riportato il contenuto in modo difforme dal reale e che la difformità è decisiva. Non è sufficiente isolare singole frasi o proporre una rivalutazione sommaria del materiale captato.
Massime di principio
- Per impugnare con successo in Cassazione la valutazione delle intercettazioni è necessario dimostrare in modo specifico e decisivo il travisamento della prova; non basta contestare singole frasi o proporre una diversa lettura isolata.
- La sussistenza del reato associativo ex art. 416-bis va valutata sul complesso delle condotte e delle acquisizioni probatorie: ripetute iniziative estorsive e ruoli ripetuti e organizzati possono delineare l'affiliazione anche in assenza di una 'formale' cerimonia di affiliazione.
- Per escludere la partecipazione a singoli reati (es. estorsioni, cessione stupefacenti) occorre fornire elementi probatori concreti e non solo deduzioni logiche: la mera affermazione di non conoscenza o il richiamo a rapporti di parentela non sono di per sé sufficienti.
- L'aggravante legata all'appartenenza mafiosa si fonda sulla funzione delle condotte come espressione della forza intimidatoria o come utilità per il sodalizio; per contrastarla è necessario mostrare l'assenza di collegamento funzionale tra l'atto e l'interesse del clan.
- In sede di riesame o cautelare il giudice può fondare le misure su un compendio di intercettazioni concordanti; il difensore deve quindi aggredire la coerenza complessiva dell'insieme probatorio e non limitarsi a contestazioni frammentarie.
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