Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 26351/2024 del 09/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (curatore fallimentare)

La controversia

La controversia nasce da un'operazione di sale and lease back conclusa il 30 marzo 2009: una società vendette un terreno con capannone in corso di costruzione e, contestualmente, si impegnò a riottenerne il godimento in leasing per 21 mesi una volta completata la costruzione. Dopo il fallimento della venditrice/utilizzatrice, la curatela chiese l'accertamento della nullità dell'operazione, ritenuta dal giudice di merito funzionalmente diretta a garantire debiti pregressi e quindi elusiva del divieto di patto commissorio. Il tribunale accolse la domanda e la corte d'appello confermò, valorizzando: l'esistenza di esposizioni debitorie pregresse della società verso istituti del medesimo gruppo bancario del compratore/concedente; l'aggravamento dell'indebitamento complessivo della società; la sproporzione tra il valore del bene e il corrispettivo effettivamente percepito, poiché una maxi-rata era stata immediatamente detratta dal prezzo. La ricorrente ha proposto tre motivi di ricorso: con i primi due ha denunciato violazione degli artt. 112, 113 e 132 c.p.c., sostenendo che la corte territoriale avrebbe arbitrariamente limitato la domanda alla sola compravendita invece che all'intera operazione negoziale; con il terzo ha dedotto violazione degli artt. 2729, 2744 e 132 c.p.c., contestando i criteri usati per ravvisare una fattispecie elusiva del divieto di patto commissorio e, in sostanza, la valutazione del materiale indiziario compiuta dai giudici di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi, osservando che non vi era violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato: la corte d'appello aveva individuato correttamente il petitum nella declaratoria di nullità della compravendita, ma aveva poi esaminato il collegamento negoziale con il leasing, considerando l'intera operazione e gli indici sintomatici dell'illiceità della causa. Ha dichiarato inammissibile il terzo motivo perché diretto a ottenere una diversa valutazione del compendio indiziario, attività riservata al giudice di merito; inoltre ha ribadito che la censura per violazione dell'art. 2729 c.c. è ammissibile solo se il giudice di merito abbia applicato presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, non quando si contesti soltanto la ricostruzione fattuale o l'inferenza probatoria adottata. La ricorrente è stata condannata alle spese e la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato è deducibile in cassazione solo ai sensi dell'art. 360, n. 4, c.p.c.; nel caso concreto non è stata ravvisata alcuna violazione perché il giudice di merito ha deciso nei limiti del petitum, pur considerando il collegamento negoziale con il leasing.

  • art. 113, comma 1, c.p.c.

    È stato richiamato come norma processuale asseritamente violata, ma la Corte ha escluso l'errore denunciato nei giudizi di merito.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    È stato evocato nel terzo motivo per dedurre un vizio di motivazione/struttura della sentenza, ma la Corte ha ritenuto la motivazione adeguata.

  • art. 132, comma 2, n. 5, c.p.c.

    È stato richiamato nei primi due motivi; la Corte non ha ravvisato il vizio denunciato.

  • art. 360 c.p.c.

    È stata richiamata nelle varie articolazioni dei motivi per inquadrare i vizi denunciabili in cassazione.

  • art. 2729 c.c.

    La denuncia di violazione della norma sulle presunzioni è ammissibile solo se il giudice di merito abbia fondato il ragionamento presuntivo su elementi privi dei requisiti di gravità, precisione e concordanza; non basta contrapporre una diversa lettura delle circostanze di fatto.

  • art. 2744 c.c.

    Richiamato per contestare la qualificazione dell'operazione come elusiva del divieto di patto commissorio; la Corte ha lasciato ferma la valutazione di merito sulla presenza di indici sintomatici dell'illiceità.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato per il deposito di memoria in sede camerale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La Corte ha dichiarato la sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato quale base del contributo unificato aggiuntivo dovuto in caso di rigetto dell'impugnazione.

Massime di principio

  • In tema di sale and lease back, il giudice di merito può valutare l'intera operazione negoziale e non solo il singolo contratto di vendita, quando occorra verificare se l'assetto complessivo persegua in realtà una funzione di garanzia vietata dall'ordinamento.
  • La violazione dell'art. 112 c.p.c. è censurabile in cassazione nei limiti dell'art. 360, n. 4, c.p.c.; non sussiste quando il giudice individui correttamente il petitum e motivi su un collegamento negoziale coerente con la domanda proposta.
  • La censura di violazione dell'art. 2729 c.c. è ammissibile solo se il giudice di merito abbia utilizzato presunzioni prive dei requisiti legali di gravità, precisione e concordanza; non può essere usata per sollecitare una diversa lettura del materiale indiziario o una diversa inferenza probabilistica.
  • La valutazione della coesistenza di indici sintomatici della funzione illecita di un'operazione contrattuale appartiene al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se sorretta da motivazione adeguata.
  • Ai fini della verifica dell'eventuale elusione del divieto di patto commissorio, possono assumere rilievo elementi quali l'indebitamento pregresso dell'alienante/utilizzatore, la destinazione del prezzo alla riduzione di esposizioni debitorie e la sproporzione tra valore del bene e corrispettivo effettivo.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTransazione
RamiProcesso civileContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàBuona fede e correttezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.