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Ordinanza

Ordinanza n. 75/2026 - Potenza, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600189

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: permesso di costruire in sanatoria, nella parte in cui ne condiziona l’efficacia alla cessione gratuita di particelle comunali, previo rogito e demolizione delle opere preesistenti, nonché gli atti connessi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune nella parte relativa alla prescrizione che subordinava l’efficacia del titolo al frazionamento catastale, all’arretramento del muretto, alla demolizione delle opere preesistenti e alla cessione gratuita di determinate aree all’amministrazione comunale. Sono state inoltre impugnate, per quanto lesive, la nota di partecipazione del 12 febbraio 2026 e la nota di riscontro del 22 aprile 2026. È stata proposta domanda cautelare di sospensione dell’efficacia degli atti impugnati. Il Comune ha sollevato eccezioni di rito, il cui esame è stato riservato, e si è opposto alla domanda.

La decisione

Il TAR, in sede cautelare e sulla base di un esame sommario, ha ritenuto il ricorso privo di sufficienti profili di fondatezza. In particolare, ha considerato rilevante il fatto che la prescrizione inserita nel provvedimento di sanatoria fosse sostanzialmente conforme agli impegni assunti dagli stessi ricorrenti con una nota del 17 settembre 2025, con la quale essi si erano obbligati, in caso di accoglimento della sanatoria, a procedere al frazionamento catastale, all’arretramento del muretto e alla cessione gratuita delle aree. Il giudice ha valorizzato, a sostegno del rigetto cautelare, i doveri di buona fede e correttezza. Ha inoltre ritenuto non provata la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione del provvedimento. La domanda di sospensione è stata pertanto respinta, con condanna solidale dei ricorrenti al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000, oltre accessori di legge. Le eccezioni processuali sono state riservate e non definite con l’ordinanza.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare incidentale; la sospensione è stata negata per l’insufficienza dei profili di fondatezza e per l’assenza di un pregiudizio grave e irreparabile.

  • Doveri di buona fede e correttezza

    Sono stati valorizzati per ritenere non sufficientemente fondata la contestazione della prescrizione, sostanzialmente corrispondente agli impegni previamente assunti dai ricorrenti nei confronti del Comune.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la contestazione di una prescrizione contenuta in un titolo edilizio presenta insufficienti profili di fondatezza quando la prescrizione riproduce sostanzialmente obblighi previamente assunti dal destinatario nei confronti dell’amministrazione in vista del rilascio del titolo.
  • Il giudizio cautelare richiede la verifica congiunta del fumus boni iuris e del periculum in mora; la domanda di sospensione deve essere respinta quando, anche a fronte di una contestazione non manifestamente infondata, non sia provato un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto.
  • I doveri di buona fede e correttezza possono rilevare nella valutazione cautelare della legittimità della contestazione proposta contro un provvedimento amministrativo, quando il privato abbia previamente assunto impegni coerenti con il contenuto prescrittivo dell’atto impugnato.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioTitoli abilitativi edilizi
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareBuona fede e correttezza della PA

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