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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34773/2023 del 09/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello per: 1) vizio della motivazione per l'ingiustificata esclusione della causa di non punibilità ex art. 131‑bis c.p.; 2) violazione di legge relativamente al reato ex art. 494 c.p., con la censura che la sostituzione di persona non avrebbe indotto in errore la vittima; 3) vizio della motivazione circa la tempestività (tardività) della querela presentata da Lucia Pirondi; 4) contestazione del calcolo della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per aspecificità dei motivi, ritenendo che le censure reiterassero argomentazioni già proposte in appello e non confrontassero criticamente la motivazione della corte territoriale. La Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione della tempestività della querela (querela del 28/06/2016 correlata alla conoscenza del fatto in maggio 2016), confermato che la sostituzione di persona integrava il reato ex art. 494 c.p. in quanto idonea ad indurre in errore per procurare vantaggio patrimoniale, e giudicato motivato il diniego della causa di non punibilità ex art. 131‑bis per l'entità delle somme e il carattere abituale delle condotte. Anche la determinazione della pena è stata ritenuta adeguatamente motivata. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; la ricorrente è condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, D.L. n.137/2020 conv. in L. n.176/2020

    Richiamata come regola procedurale adottata nel procedimento (modalità di svolgimento previste dalla norma), senza incidenza sostanziale sul merito della decisione.

  • art. 131‑bis cod. pen.

    L'istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto è stato escluso dalla corte perché le somme sottratte non erano trascurabili e le condotte avevano carattere di abitualità; pertanto la fattispecie non rientra nella tenuità della offensività richiesta dall'art. 131‑bis.

  • art. 494 cod. pen.

    La sostituzione di persona è stata ritenuta integrativa del reato poiché ha effettivamente indotto in errore la persona offesa e ha avuto lo scopo di procurare un vantaggio patrimoniale, indipendentemente dalle modalità pratiche utilizzate per attuarla.

Massime di principio

  • In cassazione sono inammissibili i motivi che si limitano a reiterare questioni già decise in sede di merito senza confutare criticamente la motivazione della corte territoriale.
  • La causa di non punibilità ex art. 131‑bis c.p. richiede una valutazione complessiva della tenuità: importo sottratto e ripetizione delle condotte (abitualità) possono escluderla.
  • Per il reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) è sufficiente che la condotta abbia indotto in errore la vittima con lo scopo di conseguire un vantaggio patrimoniale; le modalità concrete di attuazione non escludono automaticamente la responsabilità.
  • La tempestività della querela va valutata rispetto alla data di effettiva conoscenza del fatto illecito: il termine decorre dalla conoscenza concreta dell'evento, non necessariamente dalla sua consumazione.
  • Piccole discordanze nella determinazione della pena rispetto ai minimi edittali sono ammesse se adeguatamente motivate in relazione all'intensità del dolo e agli aumenti dovuti alla continuazione.

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