L.R. Lazio 20/2009
Disposizioni per la diffusione dell'altra economia nel Lazio (1) (2)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge riconosce e sostiene, nel Lazio, le attività dell’“altra economia” (bio, eco-compatibile, equo-solidale, consumo critico, finanza etica, rinnovabili, riuso/riciclo, scambi non monetari, software libero, turismo responsabile). Prevede elenco regionale, marchio, Consulta, programmi annuali, contributi e regole per accesso, controlli e decadenza, con avvio dell’entrata in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione.
Diffusione e sostegno dell’altra economia nel Lazio
Disposizioni per la diffusione dell’altra economia nel Lazio
La legge regionale del Lazio riconosce e sostiene l’“altra economia” come modello di attività economica orientato a finalità sociali, ambientali e di trasparenza. La disciplina vale esclusivamente nel territorio della Regione Lazio e si applica attraverso programmi annuali, un elenco regionale dei soggetti, un marchio identificativo e strumenti di sostegno economico e promozionale.
Finalità e impostazione generale
La Regione, nel rispetto dei principi statutari e delle regole sulla concorrenza, promuove iniziative e interventi per sviluppare le attività dell’altra economia, favorirne la rete tra operatori, creare centri dedicati, incrementare l’uso di beni e servizi coerenti con questi principi e diffondere la conoscenza del settore presso cittadini, scuole, università e sedi formative. Sono previsti anche eventi di incontro tra la comunità regionale e i soggetti dell’altra economia.
Definizioni e requisiti soggettivi
La norma definisce l’altra economia come una modalità di svolgimento dell’attività economica più trasparente, solidale e partecipata, basata sulla valorizzazione delle relazioni, sull’equa ripartizione delle risorse, sulla tutela ambientale e sul perseguimento di obiettivi sociali. I “soggetti” sono organizzazioni e imprese senza scopo di lucro, oppure che reinvestano almeno il 50% dell’utile annuale nel settore e si impegnino a raggiungere l’80% entro tre anni; vi rientrano anche le cooperative, purché svolgano attività nei settori individuati e rispettino i principi della legge.
Principi e ambiti di applicazione
L’altra economia deve rispettare cinque principi: eco-compatibilità, trasparenza, equità e solidarietà, buona occupazione e partecipazione. Gli ambiti espressamente ricompresi sono:
- agricoltura biologica;
- produzione di beni eco-compatibili;
- commercio equo e solidale;
- consumo critico;
- finanza etica;
- risparmio energetico ed energie rinnovabili;
- riuso e riciclo di materiali e beni;
- sistemi di scambio non monetario;
- software libero;
- turismo responsabile.
Parametri di riconoscimento delle attività
La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, individua con propria deliberazione i parametri di riferimento di ciascuna attività, i criteri per misurare lo svolgimento in via prevalente e la documentazione necessaria a provarlo. Tali parametri costituiscono condizione per l’iscrizione all’elenco regionale.
Programma annuale delle attività
Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio regionale, la Giunta adotta il programma annuale delle attività dell’altra economia, in coerenza con la programmazione economico-sociale regionale. Il programma individua priorità territoriali e settoriali, risorse disponibili, modalità di attuazione, criteri di concessione ed erogazione dei finanziamenti, modalità di verifica e località per i centri dell’altra economia. È predisposto dalla direzione regionale competente, d’intesa con le altre direzioni interessate e tenendo conto delle proposte della Consulta.
Disciplina dei singoli ambiti
Agricoltura biologica
L’agricoltura biologica comprende coltivazione e allevamento orientati alla tutela dell’ambiente, della salute dei consumatori e del benessere animale, svolti nel rispetto della normativa regionale, comunitaria e nazionale. La Regione favorisce la vendita e l’acquisto dei prodotti locali tramite ciclo corto.
Produzione di beni eco-compatibili
La produzione è caratterizzata da basso impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita del bene. Sono valorizzati l’uso di materiali eco-compatibili, il consumo minimo di risorse naturali, l’impiego prevalente di materiali locali, processi non inquinanti, tecniche orientate al benessere fisico e psicofisico e la durata/riutilizzabilità del bene. I produttori devono fornire informazioni aggiuntive su materie prime, modalità d’uso e manutenzione, dismissione finale, riuso e riciclo.
Commercio equo e solidale
È l’attività di cooperazione economica e sociale finalizzata a migliorare l’accesso al mercato di produttori o venditori di paesi in via di sviluppo organizzati collettivamente. La legge richiede prezzo equo, eventuale anticipo, rispetto dei diritti dei lavoratori e del lavoro minorile, rapporti continuativi, miglioramento degli standard ambientali e trasparenza di tutta la filiera. I soggetti accreditati possono svolgere commercio, educazione, divulgazione e formazione; anche senza accreditamento possono vendere al dettaglio i prodotti ammessi. La direzione competente effettua almeno ogni due anni una ricognizione degli enti accreditanti e certificatori.
Consumo critico
È il consumo consapevole e sobrio che considera non solo prezzo e qualità, ma anche impatti sociali e ambientali della catena del valore. I soggetti promuovono informazione, formazione, organizzazione e tutela dei consumatori; tra essi sono espressamente richiamati i gruppi di acquisto solidale (GAS).
Finanza etica
È l’attività finanziaria a sostegno di iniziative sociali e ambientali, anche tramite microcredito. Deve operare senza discriminazioni, favorendo l’accesso al credito per i soggetti deboli, con trasparenza completa, partecipazione dei risparmiatori e tassi equi; sono esclusi rapporti con attività che violano diritti fondamentali, come produzione e commercio di armi, sfruttamento di minori e lavoratori o attività gravemente dannose per salute e ambiente.
Risparmio energetico ed energie rinnovabili
Le attività mirano a ridurre consumi energetici e uso di fonti fossili, incrementando energie solari, eoliche, idrauliche, geotermiche e da biomasse. I soggetti offrono beni e servizi per interventi di miglioramento energetico e per impianti a rinnovabili, anche tramite informazione e sensibilizzazione.
Riuso e riciclo di materiali e beni
L’attività comprende recupero, progettazione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione di materiali e beni per allungarne il ciclo vitale e ridurre l’impatto dei rifiuti. I processi di trasformazione devono privilegiare materiali e tecniche eco-compatibili, basso consumo di risorse e processi non inquinanti.
Sistemi di scambio non monetario
Sono scambi gratuiti di beni o servizi, su base volontaria e solidale, orientati al benessere sociale e individuale e alla valorizzazione delle relazioni interpersonali.
Software libero
È il software a codice sorgente aperto distribuito con licenza che consente uso, copia, studio e modifica. L’attività include produzione, trasformazione, scambio e promozione del software e dei servizi connessi, con accesso libero, assenza di vincoli d’uso, possibilità di studio e adattamento, sostegno alla diffusione e manutenzione personalizzata.
Turismo responsabile
È un turismo improntato a giustizia sociale ed economica, rispetto dell’ambiente e delle culture, con centralità della comunità locale ospitante e sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile. I soggetti offrono servizi turistici in tale ambito.
Elenco regionale e marchio
È istituito presso la direzione competente l’elenco regionale dell’altra economia. Possono iscriversi i soggetti che svolgono, sulla base dei parametri fissati dalla Giunta, una o più attività del settore. L’iscrizione è condizione per accedere ai benefici della legge e per usare il marchio regionale dell’altra economia del Lazio.
L’elenco è articolato per sezioni corrispondenti ai singoli ambiti e in una sezione mista per chi svolge più attività. Per iscriversi occorre:
- rientrare tra i soggetti definiti dalla legge;
- avere sede operativa nel Lazio;
- svolgere in via prevalente nel territorio regionale almeno una delle attività disciplinate.
La Giunta stabilisce criteri e modalità per l’uso del marchio e per l’assegnazione, nonché la documentazione e le modalità di domanda. La direzione competente conclude l’istruttoria entro 60 giorni. In caso di rigetto, una nuova domanda è possibile dopo 12 mesi. Gli iscritti devono presentare ogni anno un’autocertificazione sul permanere dei requisiti; la perdita dei requisiti o la mancata autocertificazione comportano cancellazione d’ufficio. L’elenco è pubblicato sul BUR e sul sito istituzionale.
Consulta regionale dell’altra economia
È istituita la Consulta regionale dell’altra economia, organismo permanente di consultazione presso l’assessorato competente in programmazione economica. È composta da un rappresentante effettivo e uno supplente per ciascuna sezione dell’elenco ed è costituita con decreto del Presidente della Regione.
Per la costituzione, i soggetti iscritti designano i propri rappresentanti entro 30 giorni dalla richiesta; se trascorso il termine risulta designata almeno la metà più uno dei componenti, la Consulta si considera validamente costituita, con possibilità di successive integrazioni. Entro 30 giorni dalla costituzione è convocata la prima seduta, nella quale viene eletto il presidente.
La Consulta:
- si organizza con proprio regolamento;
- si riunisce presso la Giunta regionale con supporto della direzione competente;
- resta in carica per l’intera legislatura;
- si riunisce ordinariamente almeno ogni tre mesi e straordinariamente su richiesta del presidente o della maggioranza;
- partecipa a titolo gratuito.
Può intervenire ai lavori anche un’ampia platea di rappresentanti istituzionali regionali.
Funzioni della Consulta
La Consulta propone contenuti per il programma annuale, formula pareri sulle problematiche operative degli ambiti dell’altra economia, propone miglioramenti e potenziamenti delle attività e collabora al monitoraggio del corretto uso del marchio regionale.
Iniziative, finanziamenti e accesso ai benefici
La Regione, in attuazione del programma annuale, promuove azioni informative ed educative, sostiene iniziative e reti tra i soggetti iscritti, favorisce convenzioni con università, istituti di ricerca e organizzazioni specializzate, concede contributi, prestiti agevolati e garanzie tramite istituti convenzionati e promuove la formazione di operatori e volontari.
L’accesso ai finanziamenti avviene tramite avvisi pubblici ed evidenza pubblica. I bandi devono rispettare i principi della legge e individuano, tra l’altro:
- requisiti dei beneficiari, con possibilità di chiedere l’iscrizione all’elenco anche insieme alla domanda di finanziamento;
- iniziative finanziabili e requisiti essenziali;
- termini e modalità di presentazione;
- importi massimi e minimi ammissibili;
- modalità di erogazione;
- documentazione richiesta;
- rendicontazione e controlli;
- criteri di priorità e di valutazione;
- regole di cumulabilità;
- durata della graduatoria.
L’istruttoria è affidata a una commissione composta anche da rappresentanti delle direzioni competenti. La direzione approva la graduatoria, comunica le non ammissioni, concede i finanziamenti e vigila sulla realizzazione degli interventi, con potere di revoca.
Decadenza, revoca e recupero somme
I benefici decadono se il soggetto perde i requisiti per l’iscrizione, se l’intervento non è realizzato secondo il progetto approvato e nei tempi stabiliti, salvo varianti o proroghe autorizzate, oppure se emergono irregolarità sostanziali nella documentazione di spesa. In tal caso i finanziamenti sono revocati e le somme già erogate sono recuperate con interessi legali e spese eventuali.
Promozione, centri e trasparenza
La Regione inserisce criteri preferenziali nelle proprie procedure di contratti pubblici per favorire l’uso di beni e servizi dell’altra economia e impartisce indirizzi agli enti dipendenti. Inoltre realizza campagne di sensibilizzazione.
Promuove anche la creazione di centri per l’altra economia, finalizzati a diffondere e consolidare le esperienze del settore e a mettere in relazione domanda e offerta. I centri offrono servizi di informazione, formazione, assistenza tecnica, orientamento, consulenza e tutoraggio, oltre a sportelli e attività promozionali; la Regione sostiene iniziative già esistenti che presentino almeno uno di questi elementi.
Per garantire trasparenza amministrativa, la Regione diffonde sul proprio sito le notizie sull’attuazione della legge, pubblicizza le iniziative finanziate e pubblica l’elenco degli iscritti e delle rispettive attività.
Monitoraggio e clausola valutativa
La Regione definisce modalità di monitoraggio e controllo delle attività finanziate con fondi pubblici. A partire dal secondo anno di vigenza della legge, la Giunta trasmette al Consiglio regionale una relazione annuale sullo stato di attuazione e sull’efficacia della disciplina.
Aspetti finanziari ed entrata in vigore
Gli oneri sono coperti mediante lo stanziamento del capitolo dedicato alle attività di conoscenza e promozione dell’altra economia, sia in parte corrente sia in parte capitale, con uno stanziamento iniziale di 100.000 euro per il 2009 a valere su apposita copertura. La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Obsolescenza pratica
La disciplina non risulta limitata a un singolo esercizio ormai chiuso, ma contiene riferimenti a programmi annuali, finanziamenti e relazioni che hanno rilevanza operativa generale. Non appare quindi obsoleta in senso pratico, pur essendo una legge del 2009.
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