Cassazione Civile, Ordinanza n. 15666/2023 del 05/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Una società importatrice contestava avvisi di rettifica doganale relativi a importazioni del 2011 di beni recanti il proprio marchio, emessi perché il valore in dogana era stato determinato sul solo prezzo di transazione senza aggiungere le royalties pagate alla società licenziante. La CTR aveva riformato la decisione favorevole di primo grado, ritenendo legittima la pretesa doganale e tempestivi gli atti, sulla base del controllo diretto e indiretto esercitato dalla licenziante sulla produzione e del fatto che il pagamento delle royalties costituiva condizione della vendita. Nel ricorso per cassazione furono dedotti otto motivi: 1) nullità degli avvisi per difetto di attribuzione del funzionario sottoscrittore e mancanza di delega; 2) omesso esame del decreto di archiviazione penale per contrabbando; 3) omessa pronuncia sulla decadenza ex art. 221, par. 3, CDC e richiesta di rinvio pregiudiziale sul rilievo del decreto di archiviazione ai sensi dell'art. 221, par. 4, CDC; 4) violazione della disciplina doganale sulla inclusione delle royalties nel valore in dogana e richiesta di rinvio pregiudiziale su controllo, condizione di vendita e utilizzo del Commento n. 11; 5) violazione delle norme sull'interpretazione dei contratti per erronea lettura delle clausole di licenza e fornitura; 6) illegittimità della pretesa IVA per asserita duplicazione dell'imposta già assolta con reverse charge; 7) erronea esclusione dello sgravio dei dazi per mancato recupero nel 2009 e per l'interpello non riscontrato, invocando l'errore dell'autorità doganale e la buona fede; 8) violazione dello Statuto del contribuente per mancata tutela dell'affidamento. La Suprema Corte ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi relativi alla sottoscrizione degli atti, al decreto penale, all'omessa pronuncia, all'interpretazione contrattuale, all'IVA e alla buona fede; quanto alle royalties, ha confermato che esse vanno incluse nel valore doganale quando non siano già nel prezzo, siano riferite alle merci importate e costituiscano condizione della vendita, anche in presenza di controllo diretto o indiretto del licenziante sui fornitori, con ampia utilizzabilità dei parametri interpretativi del Commento n. 11. Ha inoltre escluso i presupposti per un nuovo rinvio pregiudiziale, richiamando la giurisprudenza UE sulla nozione di controllo e di condizione di vendita. Il ricorso è stato rigettato.
La decisione
La Corte ha rigettato integralmente il ricorso, confermando la sentenza della CTR che aveva ritenuto legittimi gli avvisi di rettifica doganale e fondato l'addebito relativo alle royalties da includere nel valore in dogana. In particolare, ha affermato che non era stata dimostrata la nullità degli atti per difetto di sottoscrizione; che il decreto di archiviazione penale e la prospettata decadenza non imponevano una diversa soluzione; che la CTR aveva correttamente accertato, in fatto, la sussistenza delle condizioni per l'inclusione delle royalties nel valore doganale; che le questioni di interpretazione contrattuale e di IVA erano inammissibili o comunque infondate; e che non ricorrevano i presupposti per l'errore dell'Amministrazione idoneo a fondare il legittimo affidamento o per l'applicazione dello Statuto del contribuente. Spese regolate secondo soccombenza, nei limiti risultanti dal dispositivo non integralmente trascritto.
Norme richiamate
art. 369 c.p.c.
La doglianza sulla tempistica del deposito dell'istanza è stata respinta: il deposito antecedente alla notifica del ricorso non è vietato dalla norma e un'interpretazione formalistica sarebbe incompatibile con il principio di effettività della tutela.
art. 42 d.P.R. n. 600 del 1973
Richiamato dal ricorrente per contestare la sottoscrizione degli avvisi; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile per difetto di specificità e per mancata allegazione dell'estraneità del firmatario ai ruoli dell'Agenzia.
art. 21-septies l. n. 241 del 1990
Invocato per la nullità per difetto di attribuzione; la Corte ha escluso che la sola mancanza di delega di firma equivalga a usurpazione del potere.
art. 360 n. 5 c.p.c.
Il motivo è inammissibile quando si lamenta l'omesso esame di un fatto che, in realtà, il giudice di merito ha considerato e reputato non decisivo.
art. 221, par. 3, CDC
La dedotta decadenza per superamento del termine triennale non è stata esaminabile come omessa pronuncia per carenza di specificità della censura; la Corte richiama inoltre la disciplina unionale e la giurisprudenza che ammette la decorrenza collegata alla definizione del procedimento penale nei casi di reato.
art. 221, par. 4, CDC
La Corte esclude che il codice doganale disciplini autonomamente la prescrizione e afferma che, in mancanza di disciplina unionale specifica, il regime di prescrizione è affidato al diritto nazionale.
art. 32 CDC
Il valore in dogana coincide di regola con il valore di transazione, ma va rettificato aggiungendo royalties non incluse nel prezzo quando ricorrano i presupposti di legge.
art. 157 DAC
Le royalties si aggiungono al prezzo solo se specificamente riferite alle merci da valutare e dovute come condizione della vendita.
art. 159 DAC
Per i marchi di fabbrica, l'aggiunta delle royalties richiede che le merci siano rivendute tal quali o con lavorazioni secondarie, che rechino il marchio e che l'acquirente non sia libero di approvvigionarsi da altri fornitori non legati al venditore.
art. 160 DAC
Quando il pagamento è dovuto a un terzo, la condizione di vendita sussiste solo se il venditore o una persona a esso legata chiede all'acquirente di effettuare il pagamento.
art. 143, par. 1, lett. e), DAC
La nozione di controllo è intesa in senso ampio, comprendendo il potere, di diritto o di fatto, di costrizione o di orientamento su un'altra persona.
art. 360 n. 4 c.p.c.
Il vizio di omessa pronuncia richiede che domanda o eccezione siano state ritualmente proposte e che il loro contenuto sia riportato nel ricorso con specifica indicazione degli atti di provenienza.
art. 112 c.p.c.
La Corte ha ritenuto inammissibile la deduzione di omessa pronuncia perché la questione non era stata riportata in modo puntuale e verificabile nel ricorso.
art. 267 TFUE
Il rinvio pregiudiziale è stato negato perché le questioni erano prive di rilevanza, già chiarite dalla giurisprudenza della Corte di giustizia o dipendenti da accertamenti di fatto insindacabili.
art. 70 d.P.R. n. 633 del 1972
La censura sull'IVA è stata dichiarata inammissibile perché l'importatore non aveva provato la corrispondenza tra le autofatture e le specifiche operazioni doganali; inoltre la CTR aveva autonomamente fondato la decisione anche sulla diversità dei regimi IVA interno e all'importazione.
art. 220, par. 2, lett. b, CDC
Per evitare il recupero a posteriori dei dazi occorrono cumulativamente errore dell'autorità, impossibilità di rilevarlo per un debitore in buona fede e rispetto delle prescrizioni dichiarative; rileva solo l'errore attivo dell'amministrazione.
art. 10, comma 2, l. n. 212 del 2000
La norma è stata ritenuta inapplicabile al caso concreto e, in ogni caso, rilevante ai soli fini dell'esclusione di sanzioni e interessi, non del tributo.
Massime di principio
- Ai fini della determinazione del valore in dogana, le royalties devono essere aggiunte al prezzo di transazione quando non siano già incluse, siano riferite alle merci importate e costituiscano condizione della vendita: la verifica va compiuta sul contenuto complessivo dei rapporti contrattuali e sugli effetti economici dell'operazione, non sulla sola formulazione letterale di singole clausole.
- La nozione di "condizione della vendita" ricorre anche quando il pagamento delle royalties non sia espressamente subordinato in contratto all'acquisto, ma emerga dal complesso dei rapporti tra licenziante, licenziatario e fornitore, specie se il licenziante esercita un controllo diretto o indiretto tale da orientare la produzione o la scelta dei fornitori.
- Il "controllo" rilevante in materia doganale ha contenuto ampio e fattuale: può consistere in un potere di costrizione o di orientamento anche di fatto e non richiede necessariamente un vincolo formale di gruppo, purché in concreto il licenziante possa incidere sulle condizioni di produzione o vendita.
- La deduzione di nullità dell'atto per difetto di sottoscrizione o di delega è inammissibile se non viene allegata in modo specifico l'usurpazione del potere o l'estraneità del sottoscrittore all'amministrazione di appartenenza; la sola mancanza di delega di firma non basta, da sola, a provare la nullità.
- Il vizio di omessa pronuncia e il rinvio pregiudiziale non possono essere prospettati in modo generico: il ricorrente deve riportare puntualmente la domanda o eccezione proposta e spiegare la loro decisività; in mancanza, la censura è inammissibile.
- Nel recupero a posteriori dei dazi, il legittimo affidamento del debitore è tutelato solo in presenza di un errore attivo dell'autorità doganale, cioè di un comportamento positivo dell'amministrazione idoneo a ingenerare affidamento; la mera inerzia o il mancato controllo preventivo non bastano.
- Chi contesta la debenza dell'IVA conseguente alla rettifica doganale deve provare con precisione la riferibilità delle autofatture alle specifiche importazioni oggetto di recupero; in difetto, la doglianza non supera il vaglio di ammissibilità o infondatezza.
- Lo Statuto del contribuente, in tema di affidamento e buona fede, non impedisce il recupero del tributo quando manchino i presupposti fattuali dell'affidamento tutelabile; l'eventuale protezione opera, in linea di principio, soprattutto sul piano sanzionatorio e degli interessi.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 5 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 15655/2023 del 05/06/2023
- ordinanza_civile · 5 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 15658/2023 del 05/06/2023
- ordinanza_civile · 5 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 15659/2023 del 05/06/2023
- ordinanza_civile · 5 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 15660/2023 del 05/06/2023
- ordinanza_civile · 5 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 15663/2023 del 05/06/2023
- ordinanza_civile · 5 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 15665/2023 del 05/06/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →