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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7261/2022 del 01/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gli indagati sono stati sottoposti a sequestro preventivo di somme ritenute provento del reato di peculato: somme incassate a titolo di imposta di soggiorno che, invece di essere versate al Comune, sarebbero state trattenute dai gestori delle strutture ricettive. I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza denunciando, tra l'altro, violazione del principio devolutivo (art. 597 c.p.p.) con riguardo all'estensione del sequestro alle somme sui conti societari e personali, violazioni procedurali e di diritto in ordine alla configurabilità del fumus commissi delicti alla luce delle modifiche legislative (art. 180 d.l. 19/05/2020 n.34 e successive interpretazioni), la mancata istruttoria rispetto al contenuto del regolamento comunale di Taormina che definisce i rapporti tra Comune e gestori e la non configurabilità del peculato in relazione alla responsabilità dell'ente ai sensi del d.lgs. n.231/2001. Inoltre la societa Namastè ha sollevato questioni relative alla legittimazione e alla possibilità di sequestro diretto sui conti sociali.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto nell'interesse della societa Namastè s.r.l. perché la nomina del difensore era stata conferita dalla legale rappresentante che era indagata, situazione incompatibile con il divieto di rappresentanza previsto dal d.lgs. n.231/2001; la società e stata condannata alle spese processuali e a una sanzione in favore della Cassa delle ammende. Per gli altri ricorsi proposti dagli indagati (Di Maio, Mendolia e Micena) la Corte ha ritenuto fondati, nei limiti indicati, i motivi relativi al fumus commissi delicti e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale di Messina per un nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame non avesse valutato adeguatamente il contenuto del regolamento comunale di Taormina, necessario per accertare se il gestore rivestisse la qualifica di incaricato di pubblico servizio, se le somme sequestrate appartenessero al patrimonio comunale o a quello del gestore e, in generale, per verificare il nesso tra i fondi sui conti (anche personali) e l'attività delittuosa.

Norme richiamate

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Riferito al principio devolutivo; i ricorrenti hanno contestato che il Tribunale abbia ecceduto l'oggetto dell'appello del PM disponendo sequestri non coperti dall'impugnazione; la Corte valuta la questione nell'ambito delle eccezioni sollevate

  • d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231

    Il divieto di rappresentanza previsto dalla disciplina della responsabilità amministrativa degli enti ha reso inammissibile il ricorso della societa poiche il legale rappresentante indagato non puo nominare il difensore dell'ente

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    La questione centrale riguarda la configurabilità del peculato per l'omesso, ritardato o parziale versamento dell'imposta di soggiorno da parte dei gestori; la Corte ha richiesto un accertamento preciso del contenuto regolamentare comunale prima di confermare il fumus

  • d.l. 19 maggio 2020, n. 34, art. 180

    Le modifiche introdotte sono rilevanti rispetto alla normativa precedente e i ricorrenti hanno dedotto effetto estintivo/abrogativo: la Corte ha esaminato la giurisprudenza e le questioni di retroattivita e interpretazione, ritenendo necessario un esame piu approfondito

  • art. 2 cod. pen.

    Richiamato in merito all'applicabilita delle modifiche normative ai fatti commessi anteriormente alla loro entrata in vigore

  • art. 358 cod. pen.

    Definisce l'incaricato di pubblico servizio; la Corte osserva che la qualifica richiede verifica concreta dei caratteri pubblicistici dell'attivita svolta dal gestore, anche alla luce del regolamento comunale

  • d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 4

    Utilizzato dalla giurisprudenza per ritenere che il gestore potesse integrare la qualifica di incaricato di pubblico servizio quando materialmente riscuoteva l'imposta; la Corte richiama l'importanza di valutare i regolamenti comunali

  • d.lgs. n. 471/1997, art. 13

    Menzionato come esempio di sanzione amministrativa 'tipicamente tributaria' che puo accompagnare la responsabilita diretta del gestore nei confronti del Comune

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla rilevabilita di ufficio del difetto di legittimazione e all'inammissibilita del ricorso della societa

  • legge 17 dicembre 2021, n. 215

    Menzionato come successiva disposizione di interpretazione autentica sulle sanzioni relative all'imposta di soggiorno, intervenuta dopo la deliberazione della sentenza e con efficacia retroattiva

Massime di principio

  • Quando si valuta la sussistenza del reato di peculato per omissione di versamento di imposte riscosse, occorre esaminare il regolamento comunale vigente: la qualifica di incaricato di pubblico servizio dipende dalle previsioni regolamentari e dai concreti poteri e obblighi attribuiti al gestore.
  • Il sequestro preventivo diretto di somme sui conti societari e personali e la loro riconducibilita al profitto del reato richiedono un accertamento specifico del nesso fra le somme sequestrate e l'attivita delittuosa; non e sufficiente una deduzione generica.
  • Il principio devolutivo limita l'ambito dell'appello: il giudice non puo estendere la materia decisa oltre i temi oggetto dell'impugnazione che sono stati proposti dalle parti.
  • Per la responsabilita degli enti ai sensi del d.lgs. 231/2001, la nomina del difensore da parte del legale rappresentante indagato e incompatibile e determina possibile inammissibilita per difetto di legittimazione dell'impugnazione proposta dall'ente.
  • Dopo modifiche legislative rilevanti, e necessario valutare la loro efficacia retroattiva e l'eventuale interpretazione autentica: la sussistenza del fumus deve essere accertata anche alla luce del quadro normativo aggiornato.
  • In presenza di contestazioni su fondi versati dai clienti (ad es. imposta di soggiorno), e fondamentale stabilire se quelle somme appartengono fin dall'origine al patrimonio del Comune o a quello del gestore, poiche solo il 'maneggio di denaro pubblico' permette di configurare il reato di peculato.

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