Sentenza del 19/05/2020 n. 338 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria
Riscossione e misure cautelari - cartella di pagamento - irritualità della notifica - sanatoria per raggiungimento dello scopo - si applica - art 156 c.p.c.Riscossione e misure cautelari - cartella di pagamento - obbligo di motivazione - non sussisteRiscossione e misure cautelari - cartella di pagamento - calcolo degli interessi - obbligo di motivazione - non sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione della cartella di pagamento per: (i) illegittimità/irritualità della notifica (relata difforme, messo notificatore non qualificato); (ii) nullità del ruolo per mancata sottoscrizione digitale; (iii) mancata attestazione di conformità della copia cartacea all'originale informatico (CAD); (iv) assenza di motivazione della cartella; (v) illegittimità e oscurità del calcolo degli interessi e degli oneri di riscossione (aggio e presunta anatocismo); (vi) vizi formali relativi alla sottoscrizione digitale della cartella e al ruolo; (vii) violazione di norme dello Statuto del contribuente e principi di proporzionalità e trasparenza.
La decisione
La CTR di Genova ha rigettato l'appello e confermato la sentenza di primo grado. Motivazione principale: la validità della cartella di pagamento non è subordinata alla ritualità assoluta della notifica quando l'atto ha comunque raggiunto lo scopo informativo (e il contribuente l'ha impugnata); le eventuali irregolarità della notifica si rilevano solo se si discute la validità di atti successivi o della decadenza dell'Amministrazione. La cartella derivante da un atto impositivo autonomo non richiede una motivazione autonoma; la sottoscrizione del ruolo riguarda la formazione del ruolo e non la regolarità della cartella che deve invece riportare la data di esecutorietà; le copie cartacee di documenti informatici sono efficaci salvo disconoscimento probatorio del contribuente; contestazioni generiche sugli interessi/aggio sono inammissibili: il contribuente deve provare l'errore di calcolo concreto, poi l'Amministrazione dovrà dimostrare la correttezza. Sono state liquidate spese a carico dell'appellante.
Norme richiamate
art. 156 c.p.c.
Sanatoria della notificazione: la notifica irrituale è sanata se l'atto ha raggiunto lo scopo e il destinatario ha avuto conoscenza, con conseguente irrilevanza della mera nullità formale quando il contenuto è noto al contribuente.
art. 25 D.P.R. n. 602/1973 comma 2-bis
La cartella deve indicare la data in cui il ruolo è stato reso esecutivo; non è richiesto che contenga il ruolo sottoscritto integralmente.
art. 12 D.P.R. n. 602/1973
Definisce il ruolo e la sua esecutorietà tramite sottoscrizione elettronica del titolare dell'Ufficio; la sottoscrizione riguarda la formazione del ruolo, non la validità formale della cartella stessa.
D.Lgs. 7/3/2005 n. 82 (CAD) art. 23
Copia analogica di documento informatico ha efficacia probatoria se la conformità è attestata o non è disconosciuta; la cartella cartacea ricavata da documento informatico è quindi presumibilmente conforme salvo prova contraria.
D.Lgs. 7/3/2005 n. 82 (CAD) art. 40
Obbligo per le pubbliche amministrazioni di formare originali digitali conformi alle regole tecniche; utile per valutare integrità e immutabilità, ma non travolge la presunzione di conformità della copia cartacea se non contestata con prova.
art. 17 L. n. 212/2000 (Statuto del contribuente)
L'obbligo di motivazione degli atti si applica agli atti dell'Amministrazione finanziaria; la cartella derivante da un atto impositivo autonomo non necessita di motivazione autonoma salvo che sia l'unico atto motivante la pretesa.
art. 2967 c.c.
Principio sull'inversione dell'onere della prova: spetta al contribuente dimostrare in concreto l'errore nel calcolo degli interessi o oneri richiesti; non basta una contestazione generica.
art. 2 L. 29/1961
Norma richiamata per computo degli interessi diversi dalla mora: il tributo è esigibile dalla data stabilita e gli interessi si calcolano secondo le norme richiamate; la cartella è valida nel riportare le date utili al calcolo.
art. 125 c.p.c.
Riguarda la sottoscrizione degli atti: è stato richiamato ma la Corte ha ritenuto l'applicabilità limitata in quanto la cartella collegata a un ruolo e ad atti informatizzati non è invalidata per la sola assenza di firma cartacea.
art. 19 D.Lgs. n. 546/1992
Principio che gli atti impugnabili possono esserlo per vizi propri: le lagnanze sugli importi e sanzioni devono riferirsi ai vizi dell'atto impugnato o agli atti prodromici regolarmente notificati.
art. 132 c.p.c. co.1 n.4 e art. 118 Disp. Att. c.p.c.
Consentono motivazione concisa della sentenza; il giudice non è tenuto a trattare analiticamente tutte le questioni formali se irrilevanti ai fini della decisione.
art. 15 D.Lgs. n. 546/1992 e art. 91 c.p.c.
Richiami in tema di spese di lite e disciplina processuale; la Corte ha applicato criteri ordinari di soccombenza nella liquidazione delle spese.
art. 17 d.l. n. 185/2009
Normativa citata come base per il calcolo del compenso/aggio dell'agente della riscossione; la Corte ha ritenuto applicato l'aggio secondo le norme vigenti (percentuali previste).
Massime di principio
- La cartella di pagamento mantiene validità anche se la notificazione è formativamente viziata, purché l'atto abbia raggiunto lo scopo informativo e il contribuente ne abbia avuto conoscenza (sanatoria ex art.156 c.p.c.).
- Se la cartella è conseguenza di un atto impositivo precedente, non è necessaria una motivazione autonoma nella cartella: l'onere motivazionale grava sull'atto impositivo originario.
- Contestazioni sugli interessi, aggio e calcoli numerici richiedono dal contribuente una dimostrazione concreta e circostanziata dell'errore di calcolo; non è sufficiente un rilievo generico: solo dopo ciò l'Amministrazione deve provare la correttezza.
- Vizi formali del ruolo (es. sottoscrizione) attengono alla formazione del ruolo e non determinano automaticamente la nullità della cartella che riporta la data di esecutorietà; le eccezioni vanno rivolte specificamente agli atti prodromici.
- Le copie cartacee tratte da documenti informatici godono di presunzione di conformità ai sensi del CAD; il contribuente che disconosce la conformità deve proporre prova idonea.
- Le obiezioni meramente formali e pretestuose (nomina del messo, mancanza di QR non funzionante, ecc.) sono spesso inefficaci se il contribuente ha comunque esercitato il diritto di difesa e ha avuto conoscenza dell'atto.
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