Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21172/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di omicidio aggravato (suocera Giulia Tateo), con doglianze sulla carenza di motivazione circa l'inidoneità di misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) e la mancata considerazione di elementi favorevoli all'imputato (natura del rapporto con Alessandra Quaranta, chat sociali, sospensione rapporto di lavoro con ASL, disponibilità del fratello ad ospitarlo, 'tempo silente', risultati analisi dispositivi elettronici). Si deduce altresì carenza di motivazione sulle esigenze cautelari, in particolare sul pericolo concreto e attuale di recidiva e sull'individuazione dei delitti eventualmente reiterabili.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza del GIP fosse adeguatamente motivata in tutti i punti contestati: ha evidenziato la sussistenza di gravi elementi indiziari, la premeditazione, il movente economico e sentimentale e la reiterazione omicida (altresì l'omicidio della moglie con identico modus operandi), che rafforzano il pericolo di recidiva e giustificano la custodia in carcere. La Corte ha precisato che la motivazione sulla necessità della misura custodiale è anche implicitamente idonea a escludere l'efficacia degli arresti domiciliari con controllo elettronico. Ha inoltre affermato che il tempo trascorso non è di per sé idoneo ad attenuare le esigenze cautelari, specie in presenza di fatti successivi. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; la decisione sarà trasmessa alla direzione dell'istituto penitenziario ai fini del disposto concernente l'informazione al detenuto.

Norme richiamate

  • art. 311 cod. proc. pen.

    Consente il ricorso per cassazione contro ordinanze che dispongono misure coercitive esclusivamente per violazione di legge e per assenza/apparenza motivazionale; la Corte ha ritenuto che il ricorso non descrivesse alcuna assenza o apparente motivazione.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Prevede una presunzione relativa di adeguatezza della custodia in carcere per taluni reati (tra cui l'omicidio); la Corte ha richiamato tale presunzione per sostenere l'adeguatezza della misura nel caso concreto, rafforzata dalla reiterazione del reato.

  • art. 275-bis cod. proc. pen.

    Regola gli strumenti di controllo elettronico e le misure alternative; la Corte ha ritenuto che la decisione sulla custodia cautelare in carcere comprenda, per natura assorbente, la valutazione (anche implicita) dell'inidoneità degli strumenti elettronici a contenere il pericolo di recidiva.

  • art. 195 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla motivazione; invocata dalla difesa, ma la Corte ha ritenuto che il provvedimento impugnato contenga motivazione adeguata e coerente.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    comma 2 lett. c-bis) e comma 2-ter

    Stabilisce gli obblighi motivazionali del giudice in materia cautelare e l'argomentazione su elementi favorevoli all'imputato; la Corte ha ritenuto rispettati tali obblighi nel provvedimento impugnato.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Individua le esigenze cautelari (fra cui il pericolo di reiterazione); la Corte ha confermato che il pericolo di recidiva risultava adeguatamente motivato.

  • legge 16 aprile 2015, n. 47

    Riforma le norme cautelari; la Corte ricorda che il tempo trascorso non scioglie automaticamente le esigenze cautelari, specie alla luce delle modifiche normative e della giurisprudenza consolidata.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata al ricorrente.

  • art. 94 disposizioni di attuazione c.p.p.

    Prevede l'obbligo di trasmettere la sentenza al direttore dell'istituto penitenziario quando la decisione non comporta la rimessione in libertà; la Corte ha disposto tale trasmissione.

  • Giurisprudenza richiamata

    Sez. U, n. 20769/2016 (Lovisi); Sez. 4, n. 5700/2016 (Mandrillo); Sez. 2, n. 31572/2017 (Caterino); Sez. 2, n. 43402/2019 (Marsili)

    Richiami giurisprudenziali usati dalla Corte per precisare il corretto standard motivazionale richiesto, l'effetto della presunzione relativa nei reati omicidio e il principio che l'inidoneità degli arresti domiciliari può risultare implicitamente compresa nel giudizio di gravità che giustifica la custodia carceraria.

Massime di principio

  • La custodia cautelare in carcere per reati di particolare gravità (es. omicidio) può essere ritenuta adeguata sulla base della presunzione relativa di cui all'art. 275, comma 3, specie se sussistono elementi di premeditazione, movente e reiterazione del reato.
  • Il giudice deve motivare l'inidoneità di misure meno afflittive (arresti domiciliari con controllo elettronico), ma tale inidoneità può risultare implicitamente assorbita dalla motivazione complessiva che giustifica la custodia cautelare in carcere.
  • Il tempo trascorso dall'evento non è, di per sé, sufficiente a escludere l'attualità del pericolo di reiterazione: va valutato nel contesto complessivo della vicenda cautelare e delle condotte successive.
  • Elementi favorevoli all'imputato (relazioni personali, sospensione lavorativa, offerta di domiciliari presso terzi) devono essere considerati, ma possono risultare assorbiti da un quadro probatorio che documenti pericolosità concreta e propensione alla recidiva.
  • La sussistenza di più reati simili e collegati (es. omicidi con identico modus operandi e medesimo movente) rafforza la valutazione di pericolosità e giustifica misure più afflittive.
  • In sede di impugnazione per cassazione contro misure cautelari il sindacato della Corte è limitato alla verifica di legittimità (assenza/apparenza motivazionale): se la motivazione è logica e coerente, il ricorso sarà rigettato.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.