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Sentenza

Sentenza n. 5634/2026 - Napoli, Sezione 6

per l’esecuzione della sentenza n. 2527/2025 del 5 giugno 2025 del Tribunale di Napoli nord, sezione lavoro.

Giustizia amministrativa202507178

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord, sezione lavoro, n. 2527/2025 del 5 giugno 2025, che aveva condannato il Ministero al pagamento di 1.000 euro mediante emissione del buono elettronico della carta del docente, oltre interessi e spese

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord, sezione lavoro, n. 2527/2025 del 5 giugno 2025, assumendone il passaggio in giudicato e denunciando che il Ministero non aveva adempiuto alla condanna al pagamento di 1.000 euro mediante emissione del buono elettronico della carta del docente, oltre interessi e spese di giudizio. Ha chiesto che fosse fissato un termine per l'adempimento, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna dell'Amministrazione a una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

La decisione

Il ricorso per ottemperanza è accolto: il Ministero, costituitosi con atto di stile e senza indicare elementi ostativi, è ordinato a eseguire la sentenza del giudice del lavoro entro sessanta giorni dalla comunicazione della presente decisione. In caso di persistente inottemperanza, è nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della stessa Amministrazione; il commissario dovrà intervenire entro gli ulteriori sessanta giorni decorrenti dalla comunicazione, da parte della difesa della ricorrente, della scadenza del termine assegnato al Ministero. È accolta anche la domanda di astreinte: il Ministero deve corrispondere, dalla comunicazione della sentenza e fino all'effettivo adempimento, una somma pari agli interessi legali calcolati sull'importo dovuto. Le spese sono poste a carico del Ministero e liquidate in 800 euro, oltre accessori di legge, con distrazione al difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La stessa disposizione chiarisce che, nei giudizi aventi ad oggetto il pagamento di somme di denaro, "la penalità di mora [...] decorre dal giorno della comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento disposto nella sentenza di ottemperanza; detta penalità non può considerarsi manifestamente iniqua quando è stabilita in misura pari agli interessi legali".

    Nei giudizi di ottemperanza aventi ad oggetto il pagamento di somme di denaro, su richiesta di parte il giudice può fissare una penalità di mora decorrente dalla comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento; la misura pari agli interessi legali non è manifestamente iniqua.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'Amministrazione non esegue una sentenza che la condanna al pagamento di una somma e non allega elementi ostativi all'adempimento, il giudice può ordinare l'esecuzione entro un termine e, per il caso di ulteriore inerzia, nominare un commissario ad acta.
  • Nei giudizi di ottemperanza aventi ad oggetto il pagamento di somme di denaro, su richiesta di parte può essere applicata una penalità di mora pari agli interessi legali, decorrente dalla comunicazione della sentenza di ottemperanza fino all'effettivo adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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