Cassazione Penale, Sentenza n. 47683/2022 del 16/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per omessa/insufficiente motivazione sul fumus commissi delicti rispetto al sequestro preventivo di euro 6.960,25. La difesa sosteneva che le tre fatture contestate si riferivano a operazioni realmente esistenti, supportate da documenti di trasporto e bonifici, e che non vi erano elementi probatori che dimostrassero la retrocessione dei pagamenti al ricorrente. Il Tribunale aveva ritenuto che la documentazione non scalfisse il quadro indiziario, riconducendo le emissioni a un 'sistema' di societaà cartiere, ma senza un confronto specifico con le deduzioni e le prove prodotte dalla difesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: l'ordinanza impugnata presenta motivazione meramente apparente e non fornisce un adeguato confronto con la documentazione e le argomentazioni difensive. Ha quindi annullato l'ordinanza e rinviato al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per un nuovo giudizio, imponendo al giudice di esprimere un percorso argomentativo concreto e motivato sul fumus e sul rapporto tra le risultanze probatorie e l'ipotesi di retrocessione dei prezzi.
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
Disciplina la funzione cautelare del Tribunale in sede di riesame; il provvedimento impugnato era adottato in tale funzione.
art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norma penale richiamata come fattispecie oggetto delle indagini (riferita a reati tributari), in relazione al sequestro preventivo disposto.
artt. 322-bis e 325 cod. proc. pen.
Stabiliscono che il ricorso per cassazione avverso le ordinanze in materia di sequestro preventivo è proponibile soltanto per violazione di legge.
art. 325, comma 1, cod. proc. pen.
La Corte ha richiamato questo articolo per affermare che l'omissione o la motivazione meramente apparente costituiscono violazione di legge che legittima il ricorso per cassazione.
Massime di principio
- Avverso ordinanze cautelari sul sequestro preventivo la Cassazione interviene prevalentemente per violazioni di legge: omissione o motivazione apparente possono determinare annullamento e rinvio.
- Il giudice che conferma il fumus commissi delicti deve fornire un percorso argomentativo concreto che confronti esplicitamente le prove difensive (es. DDT, bonifici) con gli elementi indiziari; formule generiche sul 'sistema' societario non sono sufficienti.
- Se la difesa produce documentazione che attesta l'effettiva esecuzione delle operazioni (documento di trasporto, pagamenti bancari), il giudice deve spiegare perché tali elementi non escludono o non attenuano il fumus; altrimenti la motivazione può essere considerata apparente.
- La mera ricorrenza di comportamenti anomali su conti di terzi non basta a collegare automaticamente i fondi al ricorrente: è necessario indicare il nesso probatorio con elementi specifici che giustifichino la retrocessione dei prezzi.
- Difensori: documentare con chiarezza l'iter economico e la provenienza/ destinazione dei flussi finanziari e sottolineare la mancata correlazione probatoria tra atti contestati e patrimonio sequestrato; Giudici: evitare argomentazioni di stile e motivare il rigetto con riscontri puntuali.
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