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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10034/2025 del 16/04/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Un vigile venatorio alle dipendenze di una provincia aveva chiesto il pagamento di varie voci retributive e indennitarie connesse all’attività lavorativa svolta, in particolare lavoro straordinario, indennità di turnazione, indennità di vigilanza, compensi per riposi non fruiti e lavoro festivo. Il tribunale aveva accolto solo in parte la domanda, riconoscendo alcune somme; la corte d’appello, invece, aveva accolto l’impugnazione dell’ente e rigettato integralmente la pretesa, ritenendo non provati i presupposti fattuali per le indennità richieste, in particolare l’inserimento in turni con estensione superiore a dieci ore, l’attestazione dirigenziale e l’effettivo svolgimento di lavoro in giorno festivo. Il lavoratore ha quindi proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: nullità della sentenza per motivazione apparente o omessa ex art. 132 c.p.c.; violazione dell’art. 22 CCNL comparto Regioni ed Enti locali per mancato esame della turnazione e della documentazione prodotta; violazione dell’art. 91 c.p.c. e del D.M. n. 55/2014 sulle spese; violazione degli artt. 2697 c.c. e 115 c.p.c. per omessa considerazione degli ordini di servizio; violazione degli artt. 3, 24 e 111 Cost. e dell’art. 6 CEDU per asserita lesione del giusto processo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure, pur formalmente prospettate come violazioni di legge, omessa motivazione ed error in procedendo, mirassero in realtà a ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio e dei fatti di causa. In particolare, la ratio decidendi della sentenza impugnata era fondata sulla carenza di prova dei presupposti fattuali delle indennità richieste, nonché sull’assenza di elementi idonei a dimostrare l’effettivo inserimento del lavoratore in un turno giornaliero rilevante ai fini contrattuali e l’effettivo lavoro festivo. La Corte ha anche escluso il vizio di motivazione apparente, rilevando che la sentenza d’appello esponeva chiaramente le ragioni del rigetto, e ha ritenuto inammissibile anche la censura sulle spese, perché la condanna era conforme al principio di soccombenza e la doglianza sulla liquidazione era priva di specificità. Il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità e all’ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.c.

    Il vizio motivazionale è configurabile solo se la motivazione manca del tutto, è meramente apparente, perplessa o irriducibilmente contraddittoria; non basta contestarne sufficienza o razionalità in base alle risultanze probatorie.

  • art. 360, comma primo, nn. 4 e 5 c.p.c.

    Le censure di nullità della sentenza e omesso esame sono inammissibili quando, sotto l’apparenza della violazione di legge, mirano a una rivalutazione del merito e delle prove.

  • art. 22 CCNL comparto Regioni ed Enti Locali 14.9.2000

    La spettanza dell’indennità di turnazione presuppone la prova dei fatti costitutivi previsti dal contratto, in particolare dell’inserimento in turni rilevanti secondo la disciplina collettiva.

  • art. 91 c.p.c.

    La denuncia della violazione del principio di soccombenza è configurabile solo se le spese sono poste a carico della parte integralmente vittoriosa.

  • art. 92 c.p.c.

    La compensazione delle spese è rimessa al potere discrezionale del giudice di merito.

  • D.M. n. 55/2014

    La censura sulla liquidazione delle spese richiede specificità e indicazione delle spese effettivamente sostenute.

  • art. 2697 c.c.

    L’onere di provare i fatti costitutivi del diritto invocato grava su chi lo fa valere.

  • art. 115 c.p.c.

    La doglianza non può essere utilizzata per ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno del preteso contrasto con i principi del giusto processo, senza accoglimento della censura.

  • art. 24 Cost.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della lamentata lesione del diritto di difesa, ma la Corte ha ritenuto la doglianza volta al riesame del merito.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato per denunciare la violazione del giusto processo; la Corte ha escluso che la sentenza d’appello fosse affetta da nullità motivazionale.

  • art. 6 CEDU

    Invocato come parametro del giusto processo, ma non ritenuto violato alla luce della motivazione della sentenza impugnata.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stato dato atto dell’obbligo di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità dell’impugnazione.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile il ricorso che, sotto l’apparente deduzione di violazioni di legge, omesso esame o nullità della sentenza, miri in sostanza a ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove compiuta dal giudice di merito.
  • La motivazione è nulla solo quando sia del tutto assente o meramente apparente, oppure presenti un contrasto irriducibile o una tale incomprensibilità da non consentire di individuarne la ratio; non è sufficiente lamentarne insufficienza o non condivisibilità.
  • Le prestazioni retributive accessorie e le indennità previste dalla contrattazione collettiva spettano solo se il lavoratore prova i fatti costitutivi del diritto, secondo le condizioni applicative stabilite dal contratto collettivo.
  • La censura sulle spese processuali è ammissibile solo se la parte vittoriosa sia stata indebitamente condannata o se la liquidazione sia contestata con specifica indicazione delle voci e degli esborsi dedotti.
  • Il ricorso per cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di merito mediante la deduzione del preteso errore di percezione della prova, quando la doglianza richieda in realtà una rivalutazione del materiale istruttorio.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioniSpese di lite
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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