Sentenza n. 1025/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determinazione di acquisizione gratuita al patrimonio comunale e immissione in possesso di un immobile, nonché successivi provvedimenti di rigetto dell’istanza di autotutela e di conferma della legittimità dell’iter procedimentale
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, proprietario di un immobile, aveva presentato una CILA per interventi di manutenzione ordinaria. A seguito di sopralluogo, il Comune aveva contestato opere abusive e adottato un’ordinanza di demolizione, assegnando novanta giorni per il ripristino. Prima della scadenza di tale termine, il proprietario aveva presentato una SCIA in sanatoria ai sensi dell’art. 37 d.P.R. 380/2001, sulla quale il Comune non aveva adottato alcun provvedimento espresso. Successivamente l’amministrazione aveva irrogato una sanzione pecuniaria per inottemperanza all’ordine di demolizione e, con determinazione del 26 febbraio 2026, aveva disposto l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale e l’immissione in possesso ai sensi dell’art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. 380/2001. Il ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, la violazione degli artt. 31 e 37 d.P.R. 380/2001, sostenendo che la presentazione della SCIA in sanatoria avesse sospeso l’efficacia dell’ordinanza di demolizione, impedito il perfezionamento dell’inottemperanza e fatto venir meno i presupposti dell’acquisizione. Con il secondo motivo ha dedotto l’erronea applicazione dell’art. 31, assumendo che il regime dell’acquisizione gratuita riguardasse soltanto fattispecie di maggiore gravità, non contestate nel procedimento. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione dell’ordinanza di demolizione e per l’impugnazione delle successive determine di rigetto e conferma, oltre a contestare nel merito la fondatezza delle censure.
La decisione
Il TAR ha respinto tutte le eccezioni di inammissibilità. Ha ritenuto che l’ordinanza di demolizione fosse un atto presupposto ormai distinto e che il giudizio riguardasse la legittimità, per vizi propri, della successiva determinazione di acquisizione, autonomamente lesiva. Ha inoltre ritenuto autonomamente impugnabile il provvedimento di rigetto dell’istanza di autotutela, poiché motivato e adottato dopo l’esame dei rilievi del privato, nonché impugnabile la successiva determina nella parte in cui qualificava come immune da censure l’iter acquisitivo, nonostante la sospensione interinale dell’esecuzione. Nel merito, ha accolto il ricorso ritenendo decisivo che la SCIA in sanatoria fosse stata depositata prima della scadenza del termine di novanta giorni assegnato per ottemperare alla demolizione. Secondo il Collegio, il deposito dell’istanza di sanatoria sospende l’efficacia della precedente ordinanza di demolizione, paralizza il decorso del termine per l’ottemperanza e impedisce il perfezionamento del presupposto dell’acquisizione gratuita al patrimonio comunale fino all’adozione di un provvedimento espresso sulla domanda. Non è stata condivisa la tesi comunale sull’inefficacia della SCIA per la sua natura parziale: l’effetto sospensivo deriva dal mero deposito dell’istanza e l’amministrazione avrebbe dovuto riattivare il potere repressivo mediante un formale e motivato provvedimento di rigetto, mai adottato. Il TAR ha quindi annullato la determinazione di acquisizione, il provvedimento di rigetto dell’istanza di autotutela e la successiva determina nei limiti dell’interesse del ricorrente, assorbendo il secondo motivo. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 2.000, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
sentenza in forma semplificata
Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata all’esito della camera di consiglio cautelare, previa audizione delle parti.
art. 31, commi 3 e 4, d.P.R. 380/2001
Acquisizione al patrimonio comunale dell’immobile ... e immissione in possesso
Disciplina l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale quale conseguenza dell’inottemperanza all’ordine di demolizione; il presupposto non si perfeziona quando il termine per ottemperare è sospeso dalla presentazione di una domanda di sanatoria non ancora definita.
art. 37 d.P.R. 380/2001
La presentazione della SCIA in sanatoria, effettuata prima della scadenza del termine per la demolizione, produce l’effetto sospensivo dell’efficacia dell’ordine repressivo fino all’adozione di un provvedimento espresso sulla domanda.
art. 21-nonies l. 241/1990
istanza di annullamento in autotutela
Riguarda l’istanza privata di annullamento d’ufficio; il relativo rigetto, quando esamina nel merito le contestazioni e non si limita a una conferma meramente formale, costituisce provvedimento autonomamente impugnabile.
Massime di principio
- La presentazione di una SCIA in sanatoria ai sensi dell’art. 37 d.P.R. 380/2001, effettuata prima della scadenza del termine assegnato per ottemperare a un’ordinanza di demolizione, sospende l’efficacia dell’ordinanza, paralizza il decorso del termine per l’ottemperanza e impedisce il perfezionamento dei presupposti per l’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale fino alla definizione espressa della domanda.
- L’amministrazione non può considerare inefficace una SCIA in sanatoria per il solo fatto che sia parziale, senza adottare un formale e motivato provvedimento di rigetto; fino a tale provvedimento, l’effetto sospensivo derivante dal deposito della domanda permane.
- La determinazione di acquisizione gratuita al patrimonio comunale è un atto autonomamente lesivo e può essere impugnata per vizi propri anche quando l’ordinanza di demolizione presupposta sia divenuta inoppugnabile.
- Il provvedimento con cui l’amministrazione respinge un’istanza di autotutela è autonomamente impugnabile quando, anziché limitarsi a una conferma meramente formale, esamina nel merito le contestazioni del privato e motiva sulla legittimità dell’atto precedente.
- Anche un provvedimento che sospende l’esecuzione dell’acquisizione può essere impugnato nella parte in cui contiene una statuizione autonomamente lesiva sulla legittimità dell’iter procedimentale, quando sussista un interesse concreto del privato a contestarla.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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