Tribunale, Sentenza T-570/22
Judgment of the General Court (Second Chamber) of 25 September 2024. — Herbert Smith Freehills LLP v European Commission. — Access to documents – Regulation (EC) No 1049/2001 – Public health – Delegated Directive (EU) 2022/2100 – Withdrawal of certain exemptions for heated tobacco products – Preparatory documents – Databases – Article 2(3) of Regulation No 1049/2001 – Documents held by an institution – Declaration of non-existence – Presumption of lawfulness. — Case T-570/22
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Tribunale affronta una controversia sull’accesso ai dati utilizzati dalla Commissione per adottare la direttiva delegata 2022/2100 sui prodotti del tabacco riscaldato. La Corte chiarisce che i dati estratti da una banca dati possono costituire documenti accessibili se recuperabili con strumenti di ricerca ordinari, ma non quando la loro estrazione richiede la creazione di un nuovo documento. La decisione della Commissione viene annullata solo per i dati provenienti da Euromonitor, mentre è confermata per le banche dati EU-CEG e traceability system e per la pretesa esistenza di documenti intermedi ulteriori.
Accesso ai documenti e ai dati contenuti in banche dati utilizzati dalla Commissione per adottare la direttiva delegata 2022/2100 sui prodotti del tabacco riscaldato; nozione di documento detenuto e limiti dell’obbligo di creare nuovi documenti
La questione giuridica
Se i dati estratti dalla Commissione da banche dati esterne o istituzionali, utilizzati per fondare un atto delegato, debbano essere considerati "documenti detenuti" ai sensi dell’articolo 2(3) del regolamento n. 1049/2001 e quindi accessibili; se la Commissione possa rifiutare l’accesso perché tali dati richiederebbero la creazione di nuovi documenti o perché non disporrebbe più di una banca dati in abbonamento; e se esistano documenti intermedi ulteriori rispetto a quelli divulgati.
Principio di diritto
Ai fini del regolamento n. 1049/2001, sono "documenti detenuti" anche i dati contenuti in una banca dati che l’istituzione può estrarre mediante strumenti di ricerca esistenti senza dover compiere un investimento sostanziale o alterare la struttura della banca dati; viceversa, quando l’estrazione richiede ricerche complesse e iterative tali da comportare la creazione di un nuovo documento, l’accesso può essere legittimamente negato. La Commissione non può inoltre negare l’accesso ai dati del database Euromonitor invocando la mera scadenza del proprio abbonamento, poiché ciò renderebbe la disponibilità del documento dipendente da una scelta organizzativa dell’istituzione incompatibile con l’obiettivo di trasparenza. Il Tribunale annulla quindi la decisione solo nella parte in cui nega l’accesso ai dati estratti da Euromonitor e respinge il ricorso per il resto.
Norme richiamate
- Articolo 263 TFUE
- Regolamento (CE) n. 1049/2001
- Articolo 2(1) e (3) del regolamento (CE) n. 1049/2001
- Articolo 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001
- Articolo 4(3) del regolamento (CE) n. 1049/2001
- Articolo 7(2) e 7(3) del regolamento (CE) n. 1049/2001
- Direttiva 2014/40/UE
- Articolo 2(28) della direttiva 2014/40/UE
- Articolo 5(6) e 5(7) della direttiva 2014/40/UE
- Articolo 7(1), 7(7) e 7(12) della direttiva 2014/40/UE
- Articolo 11(1) e 11(6) della direttiva 2014/40/UE
- Articolo 15(8) della direttiva 2014/40/UE
- Direttiva delegata (UE) 2022/2100
- Regolamento di esecuzione (UE) 2018/574
- Articolo 25(2) del regolamento di esecuzione (UE) 2018/574
- Regolamento (UE) 2021/2121
Accesso ai dati utilizzati dalla Commissione per la direttiva delegata 2022/2100
La pronuncia riguarda un ricorso ex articolo 263 TFUE contro una decisione della Commissione in materia di accesso ai documenti ai sensi del regolamento n. 1049/2001. Il contenzioso nasce nell’ambito della revisione delle deroghe applicabili ai prodotti del tabacco riscaldato nella direttiva 2014/40/UE.
Fatti e procedimento amministrativo
La Commissione aveva pubblicato un report che concludeva per un "substantial change of circumstances" ai sensi dell’articolo 2(28) della direttiva 2014/40/UE, sulla base del quale aveva adottato la direttiva delegata (UE) 2022/2100. Herbert Smith Freehills LLP aveva chiesto accesso a tutti i documenti relativi a tale conclusione e, separatamente, ai dati sulle vendite dei prodotti del tabacco registrati nell’EU Common Entry Gate.
La Commissione aveva inizialmente ritenuto accessibili solo tre documenti: due presentazioni e una bozza di report; poi, nella decisione contestata, aveva dichiarato di non detenere ulteriori documenti. In particolare, aveva sostenuto che i dati estratti da Euromonitor, EU-CEG e dal traceability system non fossero documenti in suo possesso ai sensi dell’articolo 2(3) del regolamento n. 1049/2001.
Questioni giuridiche esaminate
Il Tribunale ha dovuto stabilire:
- se i dati contenuti nelle tre banche dati richieste fossero "documenti detenuti" dalla Commissione;
- se la Commissione potesse negare l’accesso perché l’estrazione avrebbe richiesto la creazione di nuovi documenti;
- se esistessero documenti intermedi o metodologici ulteriori rispetto a quelli divulgati;
- se la motivazione della decisione fosse sufficiente.
Quadro normativo rilevante
La causa ruota attorno all’articolo 2(1) e (3) del regolamento n. 1049/2001, che attribuisce il diritto di accesso ai documenti detenuti dalle istituzioni dell’Unione. È centrale anche l’articolo 4 del medesimo regolamento, benché la Commissione non abbia fondato il diniego su una delle eccezioni ivi previste, ma sull’asserita assenza di documenti detenuti.
In materia settoriale, rilevano la direttiva 2014/40/UE, in particolare gli articoli 2(28), 5(6), 5(7), 7(1), 7(7), 7(12), 11(1), 11(6) e 15(8), nonché la direttiva delegata (UE) 2022/2100 e il regolamento di esecuzione (UE) 2018/574, articolo 25(2).
Ragionamento del Tribunale: nozione di documento detenuto
Il Tribunale richiama la giurisprudenza secondo cui il diritto di accesso riguarda solo documenti esistenti e detenuti dall’istituzione e non può imporre la creazione di un documento nuovo. In applicazione della sentenza Typke, i dati estratti da una banca dati tramite strumenti di ricerca già disponibili costituiscono documenti esistenti; se invece l’estrazione richiede un investimento sostanziale, il risultato è un nuovo documento non coperto dal regolamento n. 1049/2001.
Applicando tali principi, il Tribunale distingue tra:
- Euromonitor, database commerciale con contenuti accessibili al pubblico, rispetto al quale la Commissione non poteva fondare il diniego sulla sola scadenza dell’abbonamento;
- EU-CEG e traceability system, per i quali la Commissione ha spiegato che l’estrazione dei dati necessari richiedeva ricerche complesse e iterative, con programmazione specifica e adattata alla struttura dei database.
Per EU-CEG e traceability system, il Tribunale ritiene che tali condizioni integrino un "investimento sostanziale" e dunque che l’estrazione avrebbe comportato la creazione di nuovi documenti. Il rifiuto di accesso è quindi confermato per queste banche dati.
Diversamente, per Euromonitor il Tribunale ritiene errata la posizione della Commissione: non è ammissibile far dipendere l’esistenza del documento dalla permanenza di una sottoscrizione commerciale. Poiché la Commissione aveva usato quei dati per motivare la direttiva delegata, la loro divulgazione non poteva essere esclusa sulla base dell’articolo 2(3) del regolamento n. 1049/2001.
Documenti intermedi e presunzione di legittimità
Quanto all’asserita esistenza di documenti intermedi, il Tribunale ricorda che, quando l’istituzione dichiara che certi documenti non esistono o non sono in suo possesso, opera una presunzione di veridicità e di legittimità, superabile solo con elementi seri, pertinenti e concordanti forniti dal richiedente.
Nel caso concreto, Herbert Smith Freehills LLP non è riuscita a dimostrare che le ricerche iterative avessero necessariamente prodotto documenti autonomi relativi a metodologie o risultati intermedi. Il fatto che i documenti divulgati recassero un numero ARES non prova che la ricerca fosse limitata ai documenti registrati in quel sistema. La pretesa di ottenere documenti intermedi viene quindi respinta.
Motivazione della decisione
Il Tribunale respinge anche la censura di difetto di motivazione. La decisione contestata indica chiaramente che la Commissione non deteneva altri documenti oltre a quelli divulgati e spiega perché i dati richiesti non erano accessibili, sicché il destinatario poteva comprendere la ragione del diniego.
Dispositivo
Il Tribunale annulla la decisione della Commissione solo nella parte in cui rifiuta di divulgare i dati estratti dal database Euromonitor. Per il resto, il ricorso è respinto. Le spese sono compensate, con ciascuna parte che sopporta le proprie.
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