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Sentenza

Sentenza n. 3142/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per l’ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato 2 luglio 2025, n. 5723.

Giustizia amministrativa202501130

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 5723/2025, che aveva definitivamente imposto la restituzione del fondo illegittimamente espropriato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario espropriato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto il persistente inadempimento del giudicato formatosi sulla sentenza del Consiglio di Stato n. 5723/2025. Nonostante la diffida del 3 luglio 2025, la società acquirente non ha restituito l’area né rimosso le opere medio tempore realizzate, mentre il Consorzio ASI non ha adottato alcuna misura idonea a garantire l’attuazione dell’obbligo restitutorio. È stata quindi chiesta la nomina di un Commissario ad acta, con poteri sostitutivi necessari alla rimozione delle opere, al ripristino dello stato dei luoghi esistente al momento dell’immissione in possesso e alla restituzione materiale del fondo.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accertato il perdurante inadempimento del giudicato, imputabile sia alla società detentrice del bene sia al Consorzio ASI, gravato dall’obbligo di conformarsi alla sentenza e di adottare le misure necessarie per assicurarne l’attuazione. Ha quindi accolto il ricorso per ottemperanza e ordinato all’amministrazione di dare esecuzione alla sentenza n. 5723/2025. Per il caso di ulteriore inerzia ha nominato Commissario ad acta il preposto all’Agenzia delle entrate - Territorio, Direzione Provinciale di Napoli, con facoltà di delega. Al Commissario sono stati attribuiti i poteri necessari per adottare gli atti amministrativi e materiali occorrenti, disporre la rimozione delle opere, ripristinare lo stato dei luoghi e assicurare la piena reintegrazione del ricorrente nel possesso del fondo. Le spese sono state poste a carico della società e del Consorzio, in complessivi euro 3.000,00 oltre accessori, pro quota.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Consente il ricorso per l’ottemperanza volto a ottenere l’attuazione del giudicato amministrativo, anche mediante poteri sostitutivi.

  • art. 114 c.p.a.

    Fondamento dei poteri del giudice dell’ottemperanza, compresa la nomina del Commissario ad acta per l’esecuzione della decisione.

Massime di principio

  • Il giudicato che accerta l’obbligo di restituzione di un bene illegittimamente espropriato deve essere integralmente eseguito anche quando il bene sia stato alienato o sia detenuto da un soggetto diverso dall’amministrazione soccombente.
  • La permanenza dell’occupazione sine titulo, unita alla mancata rimozione delle opere realizzate e alla mancata restituzione materiale del bene dopo la diffida, integra un persistente inadempimento del giudicato.
  • L’amministrazione obbligata a conformarsi al giudicato deve adottare tutte le misure necessarie per garantirne l’attuazione, anche quando il bene da restituire sia nella disponibilità di un soggetto privato.
  • Quando l’esecuzione del giudicato richiede attività materiali e amministrative complesse e coordinate, il giudice dell’ottemperanza può nominare un Commissario ad acta e conferirgli tutti i poteri necessari alla rimozione delle opere, al ripristino dei luoghi e alla restituzione del bene.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereEfficacia ed esecutorietà

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