Sentenza del 24/12/2020 n. 29505 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di avvisi di liquidazione dell'imposta sulle successioni e donazioni in relazione a due conferimenti di denaro effettuati a favore di un trust istituito dalla disponente. La questione principale era se la costituzione del trust e il conferimento dei capitali nel patrimonio vincolato costituissero subito un fatto imponibile ovvero fossero atti fiscalmente neutri fino al trasferimento effettivo della ricchezza ai beneficiari finali.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il terzo motivo di ricorso della disponente, ritenendo che l'istituzione del trust e il conferimento di beni nel medesimo non configurino di per sé un trasferimento imponibile ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni: tali atti sono, in linea di principio, fiscalmente neutrali in quanto non determinano un effettivo e stabile incremento patrimoniale dei beneficiari o del trustee. Ne consegue che l'imposta non è dovuta al momento della dotazione del trust, ma eventualmente al momento dell'effettivo trasferimento dei beni ai beneficiari finali. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata nei limiti del motivo accolto e, decidendo nel merito, è stato accolto l'originario ricorso della disponente avverso l'avviso n. (---). I primi due motivi sono stati rigettati, il settimo dichiarato inammissibile (per carenza di legittimazione della ricorrente a far valere profili del trustee) e le spese di lite compensate.
Norme richiamate
Decreto Legge n. 262/2006, art. 2, commi 47 e 49 (conv. L. n. 286/2006)
comma 47 (istituzione dell'imposta sulle successioni e donazioni estesa ai trasferimenti a titolo gratuito e alla costituzione di vincoli di destinazione)
La norma ha ampliato la base imponibile includendo anche gli atti di costituzione di vincoli di destinazione (es. trust), ma va interpretata alla luce del principio di capacità contributiva: l'imposta richiede un effettivo trasferimento di ricchezza, non la sola costituzione formale del vincolo.
Decreto Legislativo n. 346/1990 (Testo Unico), art. 1
richiamato dal comma 47 del D.L. 262/2006
Il richiamo al T.U. va letto in modo coordinato: il presupposto impositivo resta l'effettivo arricchimento del beneficiario, pertanto non tutte le fattispecie ricomprese nel rinvio comportano immediata imponibilità.
Decreto Legislativo n. 546/1992, art. 53
Disciplina l'onere di motivazione specifica dell'appello nel processo tributario; la Corte conferma che la riproposizione delle ragioni già svolte in primo grado può soddisfare tale onere se il dissenso investe la decisione nella sua interezza.
Codice Civile, art. 2645-ter (richiamato)
Rilevanza degli atti di destinazione e dei vincoli di destinazione, che rientrano nel novero degli atti suscettibili di disciplina fiscale, ma vanno valutati in base all'effetto patrimoniale reale.
Convenzione de L'Aia del 1 luglio 1985, art. 2 (ratificata con L. n. 364/1989)
Definizione internazionale del trust (disponente, trustee, beneficiario/fine); utile per qualificare la natura giuridica del trust nel diritto interno.
Costituzione, art. 53
Principio di capacità contributiva: l'imposta deve essere collegata a un reale indice di ricchezza; usato come parametro limitativo per l'applicazione dell'imposta sulle successioni e donazioni.
Codice di Procedura Civile, art. 81
Principio per cui non si possono far valere in giudizio diritti altrui in nome proprio: motivo per cui la disponente non poteva proporre censure tipiche del trustee (settimo motivo dichiarato inammissibile).
Codice di Procedura Civile, art. 360 (motivi di cassazione) e art. 384 c.p.c., comma 2
Regole processuali usate per inquadrare le censure e per decidere nel merito senza rinvio quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
Decreto del Presidente della Repubblica n. 131/1986, art. 57
Riferito dalla ricorrente in relazione alla responsabilità solidale del trustee; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura relativa a profili del trustee sollevata dalla disponente.
Massime di principio
- La sola costituzione del trust e il conferimento di beni nella dotazione (dotazione patrimoniale) non costituiscono automaticamente un fatto imponibile ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni: l'imposta richiede un effettivo e stabile incremento patrimoniale del beneficiario.
- L'imposta può trovare applicazione al momento dell'effettivo trasferimento dei beni ai beneficiari finali (o di altro atto che determini l'effettivo arricchimento), non al momento della mera segregazione patrimoniale nel trust.
- Il trustee, pur formalmente titolare dei beni conferiti, ha una titolarità strumentale e temporanea; in linea generale non si può considerare che acquisti una capacità contributiva autonoma per il solo fatto di avere la proprietà formale dei beni del trust.
- In giudizio tributario l'Amministrazione può assolvere l'onere di specificità dell'appello riproponendo le ragioni già formulate in primo grado quando il dissenso investe la decisione nella sua interezza; viceversa, il soggetto privato non può sollevare in proprio censure attinenti a diritti altrui (es. profili propri del trustee).
- Per applicare l'imposta occorre sempre una lettura conforme al principio di capacità contributiva (art. 53 Cost.): l'interpretazione normativa deve essere restrittiva quando solo l'atto formale non produce un effettivo indice di ricchezza.
- In caso di fatti già pacifici e non richiesti ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può decidere nel merito senza rinvio (art. 384 c.p.c., comma 2).
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