Sentenza del 06/12/2017 n. 5150 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Accertamento - Induttivo - Presupposti - Antieconomicità della gestione aziendale - Criteri di individuazione - Congruità agli studi di settore - Elementi contrari - Gravità - Necessità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Amministrazione aveva ritenuto antieconomica la gestione aziendale, anche perché i compensi corrisposti ai soci sarebbero risultati incongrui rispetto alla retribuzione di un dipendente. Da tale valutazione aveva ricostruito induttivamente maggiori ricavi, nonostante quelli dichiarati fossero congrui rispetto agli studi di settore. Il ricorrente contestava che la corresponsione di compensi ai soci potesse essere considerata, di per sé, indice di antieconomicità e che la rettifica fosse sorretta da elementi sufficientemente gravi, precisi e concordanti.
La decisione
La pretesa impositiva è stata ritenuta non giustificata. Per valutare l'economicità della gestione devono essere considerati, oltre al reddito dichiarato, anche i consumi personali dell'imprenditore o dei soci e le quote di utile da essi percepite ad altro titolo. Nel caso esaminato, la redditività effettiva, pari al 14,7% del volume d'affari dichiarato, non evidenziava una situazione di antieconomicità. Non era quindi illegittimo corrispondere compensi ai soci né era sufficiente confrontarli con la retribuzione del dipendente per dimostrarne l'incongruità. La ricostruzione induttiva dei ricavi è stata ritenuta priva di adeguati indizi, anche perché i ricavi risultavano congrui e coerenti con lo studio di settore.
Norme richiamate
Norme in materia di accertamento induttivo dei ricavi
La rettifica induttiva richiede elementi presuntivi idonei a dimostrare l'inesistenza o l'incompletezza dei ricavi dichiarati. Una valutazione generica di antieconomicità non è sufficiente.
Studi di settore
La congruità e la coerenza con gli studi di settore costituiscono elementi favorevoli al contribuente. Per superarle sono necessari elementi contrari particolarmente gravi, precisi e concordanti, soprattutto quando riguardano parametri già considerati nello studio.
Massime di principio
- La corresponsione di compensi ai soci per attività effettivamente prestata non può essere considerata automaticamente antieconomica solo perché i compensi sono superiori a quelli di un dipendente.
- L'antieconomicità deve essere valutata considerando il quadro economico complessivo dell'impresa, inclusi i consumi personali dei soci e gli utili da essi percepiti con modalità diverse dal reddito dichiarato.
- La congruità e la coerenza con gli studi di settore non impediscono in assoluto l'accertamento, ma impongono all'Amministrazione di fornire una motivazione rafforzata e presunzioni particolarmente solide.
- Non è sufficiente confrontare isolatamente il compenso dei soci con quello di un dipendente: occorre dimostrare che il compenso sia effettivamente sproporzionato, privo di giustificazione economica e sintomatico di ricavi occultati.
- Quando gli elementi utilizzati dall'Amministrazione sono già stati considerati dagli studi di settore, essi non possono essere riproposti automaticamente per superarli senza ulteriori elementi specifici e convergenti.
- Una rettifica induttiva è legittima solo se l'Amministrazione dimostra, con indizi gravi, precisi e concordanti, che i ricavi dichiarati non riflettono la reale redditività dell'impresa.
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