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Ordinanza

Ordinanza n. 2444/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202604533

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato e ordinanza cautelare del TAR Lombardia, sezione staccata di Brescia, che aveva respinto la domanda di sospensione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'interessato ha proposto appello cautelare contro l'ordinanza del TAR che aveva respinto la domanda cautelare diretta a sospendere la revoca del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Dal testo emerge che la revoca era contestata nel giudizio di primo grado e che l'appellante invocava, in sostanza, la possibilità di attenuare il giudizio di pericolosità mediante il bilanciamento con i propri legami familiari. L'amministrazione ha resistito all'appello. Il Consiglio di Stato ha esaminato la legittimità del giudizio di pericolosità fondato su una condanna per reato ostativo in materia di stupefacenti e su plurimi procedimenti penali, tra i quali uno relativo a episodi recenti ed estremamente gravi di violenza familiare, per i quali l'interessato era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il giudizio di pericolosità fosse legittimamente fondato sulla condanna per il reato ostativo in materia di stupefacenti e sui plurimi procedimenti penali pendenti. Ha attribuito particolare rilievo al procedimento concernente episodi recenti ed estremamente gravi di violenza familiare, ritenendo tale elemento, anche autonomamente, idoneo a escludere che il giudizio di pericolosità potesse essere attenuato attraverso un bilanciamento con i legami familiari dell'interessato. L'appello cautelare è stato quindi respinto e l'ordinanza del TAR è rimasta ferma. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale dell'appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell'appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità dell'interessato mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel giudizio sulla revoca del permesso di soggiorno, una condanna per reato ostativo in materia di stupefacenti e la sottoposizione dell'interessato a plurimi procedimenti penali possono fondare legittimamente un giudizio di pericolosità.
  • La presenza di episodi recenti ed estremamente gravi di violenza familiare, soprattutto quando abbia comportato l'applicazione della custodia cautelare in carcere, può essere ritenuta autonomamente idonea a confermare il giudizio di pericolosità dello straniero.
  • Quando gli elementi di pericolosità risultano particolarmente gravi e attuali, essi possono escludere che il giudizio di pericolosità sia attenuato mediante il bilanciamento con i legami familiari dell'interessato.
  • Nel giudizio cautelare d'appello, la legittimità del provvedimento di revoca può essere valutata alla luce della consistenza e dell'attualità degli elementi posti dall'amministrazione a fondamento della pericolosità, senza che i legami familiari prevalgano automaticamente su tali elementi.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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