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Sentenza

Sentenza del 13/10/2022 n. 4441 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Violazioni tributarie e sanzioni - Tarsu - Soggetto contribuente - Denuncia inziale - Compiuto adempimento - Variazioni successive - Omessa Denuncia - Violazione sanzionata - Stessa indole - Rileva - Differenti periodi imposta - Rileva - Ente impositore - Sanzione base - Aumento meta/triplo - Mancata applicazione - Rileva Cumulo giuridico - Mancata applicazione - Sussiste - Illegittimità pretesa sanzionatoria - Consegue.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il Comune ha sanzionato il contribuente per l'omessa denuncia di variazioni rilevanti ai fini TARSU riferite a più periodi d'imposta. L'ente ha applicato le sanzioni separatamente per ciascun anno senza tenere conto del cumulo giuridico previsto per violazioni della stessa indole commesse in più periodi d'imposta.

La decisione

Il giudice ha ritenuto illegittimo l'accertamento sanzionatorio così calcolato: trattandosi di violazioni della stessa indole relative a più periodi d'imposta doveva operare il cumulo giuridico previsto dall'art. 12, comma 5, d.lgs. 472/97, con applicazione della sanzione base aumentata da una metà fino al triplo. Ne consegue l'illegittimità della pretesa sanzionatoria così formulata e la necessità di ricalcolare/annullare le sanzioni non conformi al cumulo giuridico.

Norme richiamate

  • d.lgs. 472/1997, art. 12, comma 5

    Per le violazioni della stessa natura commesse in più periodi d'imposta si applica la sanzione base aumentata dalla metà al triplo (cumulo giuridico).

    La norma impone, per violazioni omogenee ripetute su più annualità, di non irrogare sanzioni distinte e autonome per ciascun periodo ma di operare il cumulo giuridico aggiornando la sanzione base con il coefficiente previsto (da 1,5 a 3 volte).

  • Cass. sez. trib., sent. 13486/2019

    Conferma l'applicazione del principio del cumulo giuridico per violazioni della stessa indole su più periodi d'imposta e la conseguente modalità di determinazione della sanzione.

  • Cass. sez. trib., sent. 26434/2017

    Ribadisce che, in presenza di violazioni omogenee concernenti più annualità, la corretta logica sanzionatoria è quella del cumulo giuridico e non della sommatoria di sanzioni autonome per ciascun periodo.

Massime di principio

  • Se un contribuente commette violazioni della stessa indole che si estendono su più periodi d'imposta, il Comune deve applicare il cumulo giuridico e non infliggere sanzioni autonome per ogni anno.
  • La sanzione complessiva si determina partendo dalla sanzione base e aumentandola nella misura prevista (da 1,5 a 3 volte) a seconda dell'entità e delle circostanze, secondo art. 12, comma 5, d.lgs. 472/97.
  • In presenza di un accertamento che applica sanzioni anno per anno senza considerare il cumulo giuridico, il contribuente ha fondate ragioni per impugnare l'atto chiedendo l'annullamento o il ricalcolo secondo i criteri di cumulo.
  • Va sempre verificata la natura delle violazioni: solo quando sono della stessa indole e connesse temporaneamente/idoneità a rientrare nello stesso contesto sanzionatorio opera il cumulo giuridico.
  • In caso di ricalcolo disposto dall'ente, controllare anche il rispetto dei termini di prescrizione e l'eventuale rideterminazione degli interessi e degli importi dovuti a seguito dell'applicazione corretta del cumulo.

Testo integrale

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