Sentenza n. 1517/2026 - Catania, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Messina, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 947/2025 del Tribunale di Messina, Sezione Lavoro, con la quale era stato riconosciuto il suo diritto a fruire della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, prevista dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015, per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024, mediante accredito dell’importo complessivo di 1.500 euro, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria, senza cumulo. Nel corso del giudizio l’amministrazione ha depositato un estratto SIDI attestante l’avvenuta erogazione della carta docente; la ricorrente ha successivamente depositato la comunicazione di erogazione e, all’udienza camerale, ha confermato il soddisfacimento della propria pretesa, insistendo soltanto per la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo integralmente soddisfatta la pretesa azionata attraverso l’erogazione della Carta docente nel corso del giudizio. Le spese sono state poste a carico del Ministero dell’Istruzione e del Merito secondo il criterio della soccombenza virtuale, poiché l’amministrazione ha dato esecuzione al giudicato soltanto dopo l’instaurazione del giudizio di ottemperanza. Le spese sono state liquidate in 500 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione costituisce il fondamento del diritto della docente alla fruizione della Carta elettronica per gli anni scolastici riconosciuti dalla sentenza posta in esecuzione.
art. 34, comma 5, c.p.a.
a fronte di quanto allegato dalle parti e stante il soddisfacimento della pretesa azionata in giudizio, al Collegio non resta che dichiarare la cessazione della materia del contendere
Quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata viene integralmente soddisfatta dall’amministrazione, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’integrale esecuzione del giudicato da parte dell’amministrazione nel corso del processo determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- La sopravvenuta soddisfazione della pretesa sostanziale non esclude la decisione sulle spese, che possono essere poste a carico dell’amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale quando l’esecuzione del giudicato sia intervenuta soltanto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza.
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