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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04173/2026 del 02/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale sorveglianza)

La controversia

La decisione riguarda la revoca della misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale, già concessa in precedenza, disposta dal Tribunale di sorveglianza di Milano per la ripetuta violazione delle prescrizioni da parte del condannato, che era stato diffidato per tre volte al rispetto delle stesse. Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza deducendo formalmente un vizio di violazione di legge, ma senza individuare specifici passaggi del provvedimento da censurare; in sostanza, il ricorso mirava a ottenere una nuova valutazione di merito dei presupposti della revoca. La difesa lamentava inoltre, implicitamente, la mancata applicazione della detenzione domiciliare, rispetto alla quale però il Tribunale non si era pronunciato perché non era stata formulata alcuna richiesta nel corso dell'udienza sulla revoca.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze non fossero dirette a specifici errori di legittimità, ma a sollecitare un riesame del merito non consentito in sede di legittimità. Ha inoltre osservato che il Tribunale di sorveglianza ha correttamente omesso di valutare la detenzione domiciliare, perché tale misura non era stata richiesta. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47 ord. pen.

    Richiamato implicitamente come base della misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale, la cui revoca è stata oggetto del giudizio.

  • art. 47 ord. pen.

    La revoca della misura alternativa è rimessa alla valutazione del Tribunale di sorveglianza, che deve però sorreggerla con motivazione logica ed esauriente.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità contro un'ordinanza di sorveglianza, il controllo della Corte di cassazione non consente una rivalutazione del merito dei presupposti applicativi o revocatori della misura alternativa, ma solo la verifica di violazioni di legge e di vizi della motivazione nei limiti della sua esistenza, coerenza e logicità.
  • La revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale rientra nell'apprezzamento discrezionale del Tribunale di sorveglianza, purché la decisione sia sorretta da motivazione logica ed esauriente, soprattutto in presenza di reiterate violazioni delle prescrizioni.
  • È inammissibile il ricorso che si limita a enunciare formalmente una violazione di legge senza individuare specifici passaggi del provvedimento impugnato, perché ciò finisce per richiedere una nuova valutazione del merito.
  • Il giudice non è tenuto a pronunciarsi su misure alternative diverse da quella richiesta o devoluta, se nel procedimento non sia stata formulata una specifica istanza in tal senso.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta, in assenza di elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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