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Ordinanza

Ordinanza n. 132/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600276

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente aveva presentato domanda di conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato e aveva ottenuto il nulla osta. La posizione era stata successivamente riesaminata dall'amministrazione, che aveva rilevato la mancanza o incompletezza della proposta di contratto di soggiorno e dell'autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale sottoscritte dal datore di lavoro, l'assenza dell'attestazione relativa allo svolgimento di almeno tre mesi di regolare attività lavorativa stagionale prima della domanda e l'insufficienza del certificato di idoneità alloggiativa. Dopo la comunicazione del preavviso di revoca, notificata tramite il sistema SPI, e l'inerzia dell'interessato, era stata adottata la revoca del nulla osta. Con la domanda cautelare il ricorrente ha sostenuto che non sussistessero ostacoli sostanziali, ma soltanto carenze formali e ritardi nella trasmissione di documenti già nella disponibilità del datore di lavoro; ha inoltre dedotto la regolarità del lavoro svolto e dell'azienda e ha affermato, quanto all'idoneità alloggiativa, che il certificato, già utilizzato in altre procedure, avrebbe potuto valere per più lavoratori ove le condizioni abitative lo consentissero.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo che, allo stato degli atti, le censure non contrastassero efficacemente il provvedimento impugnato. Le affermazioni sulla regolarità del lavoratore e dell'azienda sono state considerate inconferenti rispetto alle specifiche ragioni della revoca, consistenti nelle carenze documentali, nella mancata prova dell'attività stagionale minima richiesta e nell'insufficienza dell'idoneità alloggiativa. Anche l'argomento relativo alla possibile validità del certificato per più lavoratori è stato ritenuto generico e non idoneo a superare il rilievo dell'amministrazione. La domanda cautelare è stata quindi rigettata per insufficiente fumus boni iuris, senza concessione della sospensione. Il ricorrente è stato condannato alle spese della fase cautelare, liquidate in € 1.000,00 oltre accessori di legge, se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    Richiamato quale fondamento del preavviso procedimentale di revoca notificato dall'amministrazione.

  • art. 8 l. 241/1990

    Richiamato insieme all'art. 7 l. 241/1990 in relazione alla comunicazione del preavviso di revoca.

  • art. 55 c.p.a.

    Applicato per la decisione sulla domanda cautelare; la domanda è stata respinta in ragione dell'inadeguata consistenza delle censure allo stato degli atti.

Massime di principio

  • In sede cautelare, le allegazioni generiche del ricorrente non sono sufficienti a dimostrare il fumus boni iuris quando il provvedimento amministrativo individua specifiche carenze documentali e sostanziali non puntualmente superate.
  • Le contestazioni relative alla generale regolarità del lavoratore o dell'impresa sono inconferenti se non incidono sulle autonome ragioni poste dall'amministrazione a fondamento della revoca del nulla osta alla conversione del permesso di soggiorno.
  • L'insufficienza del certificato di idoneità alloggiativa costituisce una ragione specifica di rilievo nella valutazione della domanda di conversione del permesso di soggiorno e deve essere contestata mediante allegazioni concrete e documentate, non con una generica affermazione della sua possibile utilizzabilità per più lavoratori.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelarePartecipazione procedimentaleOnere della prova e principio dispositivo

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