Cassazione Penale, Sentenza n. 14889/2023 del 07/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catania del 18.7.2022 che aveva respinto l'istanza di riesame del provvedimento del GIP (1.6.2022) con cui era stata disposta la custodia cautelare in carcere per il reato di partecipazione al sodalizio di stampo mafioso denominato "Cosa Nostra" (famiglie di Catania, Caltagirone e Ramacca) per il periodo 10.8.2018 - luglio 2021. La difesa denunciava vizio di motivazione per mancata e contraddittoria risposta agli argomenti difensivi: mancata presa in considerazione della condanna per mera partecipazione e della sentenza "Iblis" che escludeva ruolo apicale; affermazione non provata che l'assenza dell'Oliva a summit fosse dovuta a misure restrittive mentre era libero di muoversi; indebite illazioni sul fatto che il comportamento sarebbe stato dovuto a ragioni di "prudenza"; travisamento delle prove andamenti relativi alle intercettazioni di terzi; contestazione della utilizzabilità delle dichiarazioni del collaboratore Scavone, richiamando anche la problematica della trasmissione di direttive dall'interno del carcere anche in regime 41-bis.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo complessivamente infondato. Ha richiamato i limiti del sindacato in sede di legittimità sulle valutazioni di merito (la Corte verifica la adeguatezza della motivazione e la presenza di manifesta illogicità, non rivede i fatti). Ha ritenuto la motivazione del Tribunale del Riesame congrua, esaustiva e priva di manifesta illogicità: il Tribunale aveva esaminato e replicato puntualmente alle censure difensive, aveva richiamato le emergenze investigative (intercettazioni, dichiarazioni del collaboratore Scavone, partecipazione tramite emissari come Alessandro Fatuzzo, episodi di richiesta di intervento per recupero crediti e contenziosi locali) e aveva ritenuto il quadro indiziario già solido e ulteriormente rafforzato dalle dichiarazioni del collaboratore. La Corte ha inoltre osservato che la considerazione sulla possibile veicolazione di direttive dal carcere riguardava specificamente la vicenda dello stupefacente e non intaccava il complesso degli indizi relativi al sodalizio mafioso. Con la dichiarazione di infondatezza del ricorso è stata pronunciata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Decreto-Legge 137/2020, art. 23, comma 8
Richiamata in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta del Procuratore Generale; non incide sul merito ma documenta l'intervento del PG con conclusioni sull'inammissibilità.
Art. 41-bis Ordinamento Penitenziario
Richiamato nella discussione sulla presunta permeabilità del regime del carcere duro: la Corte osserva che, anche assumendo che vi sia possibile comunicazione dall'interno del carcere in qualche vicenda (es. stupefacenti), questo non modifica il complesso quadro indiziario relativo alla partecipazione al sodalizio mafioso.
Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 2, n. 31553/2017 Paviglianiti; Sez. 6, n. 11194/2012 Lupo; Sez. 4, n. 18795/2017 Di Iasi etc.)
Ribadito il principio che in Cassazione il sindacato sulla motivazione di provvedimenti cautelari è limitato: la Corte verifica l'adeguatezza e la non manifesta illogicità della motivazione, non effettua una rivalutazione dei fatti o una diversa ponderazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito.
Massime di principio
- In sede di cassazione contro provvedimenti di riesame cautelare la Corte controlla la congruenza e la non manifesta illogicità della motivazione, non riconsidera i fatti né riformula una diversa valutazione dell'evidenza probatoria.
- Per ottenere accoglimento è necessario dimostrare una carenza logico-giuridica grave e manifesta nella motivazione del giudice di merito (omissione di risposte rilevanti, contraddittorietà insanabile, travisamento probatorio), non solo proporre una lettura alternativa dei fatti.
- Le memorie e i documenti difensivi devono essere specifici e segnalare chiaramente punti di fatto o di diritto che il giudice non avrebbe affrontato: è essenziale evidenziare lacune motivazionali nette piuttosto che discrepanze interpretative.
- Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia e le intercettazioni possono consolidare il quadro indiziario anche se parte delle conversazioni sono "de relato" o tra terzi; occorre contestarne l'attendibilità o la collegabilità probatoria in modo puntuale per scalfire la valutazione del giudice.
- Argomentazioni sulla presunta "prudenza" dell'imputato o sull'uso di emissari possono essere ritenute plausibili e oggetto di motivazione: sostenere che l'assenza da summit escluda il ruolo è difficilmente risolutivo se i giudici dimostrano l'esistenza di contatti, emissari, e ruoli riconosciuti dagli stessi interlocutori.
- Questioni legate al regime carcerario (es. 41-bis) e alla possibile trasmissione di direttive vanno affrontate con evidenze specifiche; l'affermazione generica di "permeabilità" non è di per sé decisiva rispetto al complesso degli indizi.
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