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Sentenza

Sentenza del 24/11/2016 n. 24016 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato le sentenze della Commissione Tributaria Regionale della Sardegna, che avevano annullato gli avvisi di accertamento relativi a IVA e IRAP della società per il 1999 e a IRPEF dei soci. Il primo motivo riguardava la violazione degli artt. 39 e 15 del D.P.R. n. 600/1973: secondo l'Agenzia, l'omessa indicazione analitica delle rimanenze per categorie omogenee e la mancata conservazione delle relative distinte rendevano inattendibile la contabilità e legittimavano l'accertamento induttivo. Il secondo motivo censurava l'insufficienza della motivazione della sentenza regionale, che aveva escluso i maggiori ricavi limitandosi a richiamare genericamente le contestazioni dei contribuenti, senza esaminarle né spiegare le ragioni del loro accoglimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto entrambi i motivi dell'Agenzia delle Entrate, ha riunito i procedimenti e ha cassato le sentenze impugnate. Ha stabilito che l'omessa tenuta o conservazione delle scritture ausiliarie di magazzino può determinare l'inattendibilità complessiva della contabilità e legittimare l'accertamento induttivo mediante ricostruzione dei ricavi, ad esempio attraverso la percentuale di ricarico. Ha inoltre ritenuto carente la motivazione della Commissione regionale, poiché il giudice non può aderire in modo acritico alle difese di parte senza indicarne il contenuto e spiegare le ragioni della decisione. La causa è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale della Sardegna, in diversa composizione, per un nuovo esame del merito e per la liquidazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 15, comma 2

    L'inventario ... deve indicare la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore e il valore attribuito a ciascun gruppo. Ove dall'inventario non si rilevino gli elementi che costituiscono ciascun gruppo e la loro ubicazione, devono essere tenute a disposizione dell'ufficio delle imposte le distinte che sono servite per la compilazione dell'inventario

    La mancata indicazione analitica delle rimanenze e l'omessa conservazione delle distinte impediscono il controllo effettivo dell'inventario e possono rendere complessivamente inattendibile la contabilità, legittimando l'accertamento induttivo.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39

    La norma consente il ricorso all'accertamento induttivo quando le irregolarità contabili siano tali da compromettere l'attendibilità complessiva delle scritture e impedire la ricostruzione analitica dei ricavi.

  • Costituzione, art. 111, comma 6

    Ogni provvedimento giurisdizionale deve essere motivato. Il giudice può utilizzare una motivazione per relationem, ma deve comunque rendere comprensibili le ragioni per cui aderisce alle argomentazioni richiamate.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5

    Sono stati utilizzati, rispettivamente, per denunciare la violazione di legge relativa ai presupposti dell'accertamento induttivo e il vizio della motivazione della sentenza regionale, secondo il testo applicabile ratione temporis.

  • Codice di procedura civile, art. 132, comma 2, n. 4, e art. 118 disp. att. c.p.c.

    La sentenza deve contenere una motivazione effettiva, con l'indicazione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione; l'adesione meramente acritica alle difese di una parte non soddisfa tale requisito.

  • Principio del litisconsorzio necessario nelle controversie tra società di persone e soci

    L'accertamento del reddito della società di persone e la conseguente imputazione pro quota ai soci costituiscono un rapporto unitario; normalmente società e tutti i soci devono partecipare allo stesso giudizio, salvo questioni personali.

Massime di principio

  • La mancata tenuta o conservazione di prospetti analitici delle rimanenze di magazzino non è necessariamente una semplice irregolarità formale: se impedisce il controllo dei dati contabili, può legittimare l'accertamento induttivo.
  • Quando l'Amministrazione ricostruisce i ricavi mediante percentuali di ricarico o altri metodi induttivi, il giudice deve valutare concretamente il metodo e gli elementi probatori utilizzati, non può limitarsi ad affermare genericamente che il calcolo non è attendibile.
  • Una sentenza può richiamare le argomentazioni delle parti, ma deve esporre, anche sinteticamente, quali argomentazioni accoglie e perché; il rinvio generico e non verificabile può comportare la cassazione della decisione.
  • Nelle controversie fiscali riguardanti una società di persone e la tassazione pro quota dei soci, la società e tutti i soci devono normalmente essere trattati come parti necessarie dello stesso processo.
  • La cassazione con rinvio non decide definitivamente che l'accertamento fiscale sia corretto nell'importo: stabilisce che il giudice di merito ha errato sui presupposti giuridici o sulla motivazione e deve riesaminare la causa.

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