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Ordinanza

Ordinanza n. 97/2026 - Genova, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, - del Decreto del Prefetto della Provincia di -OMISSIS-, senza numero, adottato in data 5/1/2026 e notificato in data 12/01/2026, portante divieto di detenere armi, munizione e materiali esplodenti, con obbligo di cedere le armi e le munizioni cautelativamente ritirate a terzi non conviventi entro 150 giorni dalla data di notifica, sotto comminatoria della loro confisca.

Giustizia amministrativa202600362

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto prefettizio recante divieto di detenere armi, munizioni e materiali esplodenti, con obbligo di cessione a terzi non conviventi delle armi e munizioni cautelativamente ritirate, sotto comminatoria di confisca

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Prefetto, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il provvedimento prefettizio era fondato sull'accertamento di una custodia negligente delle armi detenute. A sostegno della domanda cautelare, il ricorrente ha dedotto un pregiudizio connesso alla prospettata impossibilità di accedere a ipotetici concorsi o di accettare eventuali proposte di lavoro implicanti l'uso delle armi.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto, in via prima facie e con riserva degli approfondimenti propri della fase di merito, che il decreto impugnato avesse legittimamente rilevato la custodia negligente delle armi detenute. Quanto al periculum in mora, ha escluso la sussistenza di un pregiudizio grave e irreparabile, poiché l'impossibilità di accedere a ipotetici concorsi o di accettare eventuali proposte di lavoro implicanti l'uso delle armi era stata meramente affermata e non concretamente dimostrata. Le spese della fase cautelare sono state riservate al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare, in particolare la valutazione del fumus boni iuris e del pregiudizio grave e irreparabile.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento della tutela della riservatezza mediante oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la legittimità prima facie del provvedimento prefettizio fondato sull'accertamento della custodia negligente delle armi esclude il fumus boni iuris, salva la possibilità di ulteriori approfondimenti nella fase di merito.
  • Il periculum in mora non è dimostrato dalla mera prospettazione dell'impossibilità di partecipare a ipotetici concorsi o di accettare eventuali proposte di lavoro implicanti l'uso delle armi, quando tale pregiudizio non sia riferito a occasioni concrete e attuali.
  • La tutela cautelare richiede la dimostrazione di un pregiudizio grave e irreparabile concretamente riferibile all'esecuzione del provvedimento impugnato; allegazioni meramente ipotetiche non sono sufficienti.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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