Sentenza n. 2682/2026 - Catania, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: delibera del Consiglio comunale di Taormina del 7 marzo 2025, recante l’adozione preliminare del Piano di utilizzo del demanio marittimo (PUDM), con gli atti presupposti e connessi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato l’adozione preliminare del PUDM, deducendo un unico motivo di eccesso di potere per travisamento dei fatti, errore sui presupposti e difetto di istruttoria, nonché violazione o falsa applicazione dell’art. 4 della l.r. Sicilia n. 15/2005 e delle Linee guida regionali. Ha sostenuto che il piano ricomprendesse illegittimamente aree di sua proprietà esclusiva, già individuate come private all’esito della delimitazione risultante dal verbale n. 68/1992 e confermata dal decreto ARTA n. 942/2009. Ha inoltre riferito che, a seguito di tale procedura, le era stata riconosciuta una compensazione di 830,24 mq di area demaniale, per conservare una concessione estesa complessivamente a 2.746,24 mq. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità per carenza di interesse, trattandosi di atto preliminare privo di lesività immediata, e ha riferito di aver sospeso il subprocedimento VAS e avviato la predisposizione di un nuovo schema di PUDM. La società ha replicato che la sospensione riguardava la sola VAS e che il piano impugnato non era stato ritirato né aveva cessato di produrre effetti. L’Assessorato regionale ha chiesto l’estromissione per difetto di legittimazione passiva, poiché gli atti impugnati erano imputabili al Comune.
La decisione
Il TAR ha accolto l’eccezione dell’Assessorato regionale e ne ha disposto l’estromissione: il ricorso riguardava esclusivamente atti comunali e il PUDM era stato soltanto adottato in via preliminare, non ancora approvato dalla Regione. Ha inoltre accolto l’eccezione comunale di carenza originaria di interesse e ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza esaminare nel merito il motivo relativo alla proprietà delle particelle e ai vizi di istruttoria. Secondo il Collegio, la piena efficacia esterna del PUDM e i suoi ulteriori effetti si producono con l’approvazione regionale; l’adozione preliminare consente al Comune, nelle more, soltanto di rilasciare nuove concessioni conformi al piano. In assenza di un successivo atto applicativo che renda concreto e attuale il pregiudizio dedotto, la mera adozione preliminare non legittima l’impugnazione immediata. Un eventuale provvedimento comunale di rilascio di concessioni lesivo potrebbe essere impugnato insieme al PUDM presupposto. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 2, comma 1, l.r. Sicilia n. 32/2020
Nelle more dell’approvazione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo (PUDM) di cui all’articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2005, n. 15 e successive modificazioni, è consentito il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime, per una durata di sei anni, purché coerenti con le previsioni del piano di utilizzo già adottato in via preliminare dal Consiglio comunale ed in corso di approvazione.
La disposizione attribuisce al Comune, durante la fase che precede l’approvazione del PUDM, la sola facoltà di rilasciare nuove concessioni conformi alla pianificazione preliminarmente adottata; non determina, da sola, la piena efficacia esterna del piano né rende automaticamente attuale il pregiudizio allegato dal proprietario.
Massime di principio
- L’adozione preliminare comunale di un Piano di utilizzo del demanio marittimo, prima della conclusione della VAS e dell’approvazione regionale, non produce la piena efficacia esterna propria del piano approvato. Nelle more, essa consente al Comune di rilasciare nuove concessioni demaniali conformi alle previsioni del piano, ma tale limitato effetto non rende di per sé attuale e concreto il pregiudizio lamentato da un privato.
- L’impugnazione immediata del PUDM adottato soltanto in via preliminare è inammissibile per carenza di interesse quando manchi un atto successivo che renda concreta e attuale la lesione della posizione del ricorrente. Il provvedimento applicativo lesivo può essere impugnato insieme al piano presupposto.
- Quando il PUDM è stato soltanto adottato in via preliminare dal Comune e gli atti contestati sono esclusivamente comunali, l’amministrazione regionale non è legittimata passivamente rispetto alla domanda di annullamento; l’imputazione anche regionale del piano complesso rileva dopo la sua approvazione.
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