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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47631/2023 del 28/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza del 22/11/2022 con vari motivi. Fallica: contestava il riconoscimento del ruolo direttivo nell'ambito dell'associazione mafiosa ex art. 416 bis c.p., denunciando travisamento della prova e assenza di autonomia decisionale rispetto ai vertici; contestava inoltre il diniego delle attenuanti generiche. Monaco: censurava l'identificazione del ricorrente con l'utilizzatore dell'utenza telefonica indicata (soggetto 41), rilevando la cessazione dell'utenza e possibile cessione a terzi e quindi indeterminatezza dell'attribuzione; inoltre impugnava il riconoscimento dell'aggravante armi ritenendolo basato su mere intenzioni non riscontrate. Rizzo: sosteneva che la partecipazione a riunioni non dimostrava un inserimento stabile e un apporto concreto richiesto per la punibilità ex art. 416 bis c.p. (mancanza di affectio societatis e contributo concreto), e chiedeva la censura del riconoscimento della recidiva reiterata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. Ha ritenuto che la corte d'appello avesse fornito adeguata e specifica motivazione sul punto: per Fallica sono stati valorizzati plurimi elementi (incontri organizzati, contatti con altri esponenti, esecuzione di direttive) idonei a sostenere un ruolo direttivo; il diniego delle attenuanti è stato motivato con circostanze di fatto specifiche. Per Monaco la doppia pronuncia conforme sull'identificazione non consente nuovo sindacato in sede di legittimità salvo specifiche circostanze non prospettate; l'insieme degli elementi (intercettazioni, servizi OCP, dichiarazioni di collaboratori) conferma la sua posizione e l'incarico di procurare un'arma giustifica l'aggravante. Per Rizzo la partecipazione alla riunione composita e gli interventi sulle questioni criminali sono stati ritenuti apporto concreto e indice di stabile inserimento; la recidiva reiterata è applicabile se al momento del fatto l'imputato è gravato da più sentenze definitive per reati che denotano pericolosità sociale. Conseguentemente i ricorsi sono inammissibili ai sensi dell'art. 606 c.p.p. comma terzo; i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416 bis cod. pen.

    riferimenti al secondo e quarto comma (partecipazione ad associazione mafiosa; aggravante per disponibilità di armi)

    La corte ha interpretato l'art. 416 bis richiedendo per la condanna la dimostrazione di stabile inserimento e apporto concreto alla vita associativa; ha ritenuto integrato il ruolo direttivo quando l'agente sovraintendeva alla gestione e assumeva compiti decisionali; l'aggravante del quarto comma si applica quando è dimostrata la disponibilità o l'incarico di procurare armi, anche se l'arma non risulta poi materialmente utilizzata

  • art. 606 cod. proc. pen.

    lett. b) ed e) e comma terzo

    Gli artt. 606 b) ed e) indicano i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione, travisamento della prova); il comma terzo consente la declaratoria di inammissibilità per motivi manifestamente infondati. La corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili ai sensi del comma terzo, ritenendo adeguata la motivazione di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    sanzioni a carico dei ricorrenti dichiarati inammissibili

    Sanziona il pagamento delle spese processuali da parte dei ricorrenti in caso di declaratoria di inammissibilità; la corte ha applicato anche il versamento alla Cassa delle ammende

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamato per il riassunto dei motivi

    Norma procedurale utilizzata per il riassunto dei motivi di ricorso in sede di cassazione; nella sentenza i motivi sono stati sintetizzati ex art. 173

Massime di principio

  • La partecipazione a riunioni mafiose nelle quali si discutono ripartizioni territoriali, infiltrazioni e programmazione di attività illecite può costituire un apporto concreto e stabile alla vita dell'associazione, sufficiente per la punibilità ex art. 416 bis quando sia dimostrato il carattere operativo e deliberativo dell'incontro
  • Il riconoscimento di un ruolo direttivo comporta la valutazione complessiva di elementi (intercettazioni, incontri, rapporti con il vertice, interventi decisionali) e non può essere escluso solo per l'assenza di un singolo elemento; la motivazione del giudice di merito sul punto deve essere specifica ma è sindacabile in Cassazione solo nei limiti previsti dall'art. 606 c.p.p.
  • Nei casi di doppia pronuncia conforme la possibilità di denunciare travisamento della prova in Cassazione è molto limitata: occorre che il ricorrente dimostri che l'argomento probatorio ritenuto travisato è stato valutato per la prima volta in appello e che la deduzione sia specificamente prospettata
  • L'attribuzione di una utenza telefonica a un imputato può essere valutata attraverso un complesso di elementi probatori; la mera cessazione o cessione formale dell'utenza non esclude la possibile attribuzione se vi sono altri elementi indicativi di uso e riconoscimento
  • L'aggravante per associazione armata o per disponibilità di armi può trovare fondamento anche se la prova documenta solo l'incarico o l'intenzione concreta di procurare un'arma, quando tale incarico sia collegato al ruolo e alle funzioni nell'ambito dell'associazione
  • La recidiva reiterata, nell'ambito del giudizio di cognizione, può essere applicata se, al momento della commissione del reato, l'imputato è gravato da più sentenze definitive per reati che esprimono maggiore pericolosità sociale, senza che sia necessaria una precedente dichiarazione di recidiva semplice

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