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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40319/2024 del 04/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva convalidato il sequestro preventivo di due autocarri IVECO e di una pala meccanica, sostenendo l'assenza del periculum in mora (cioè la mancanza di un pericolo concreto e attuale di reiterazione della condotta illecita) e il difetto di proporzionalità del sequestro rispetto all'oggetto e allo scopo cautelare. Contestava inoltre la valutazione dei precedenti penali come elemento idoneo a fondare il pericolo di reiterazione.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la motivazione del G.i.p. fosse adeguata a ricostruire i fatti ai fini del fumus e che sussistesse un pericolo concreto e attuale: i mezzi erano stati utilizzati per prelevare e collocare sabbia al fine di trasformare la scogliera in arenile, su commissione, con corrispettivo. Il Tribunale del riesame ha logicamente dedotto dal precedente specifico la possibilità di reiterazione di lavori edili e movimento terra non autorizzati e ha ritenuto proporzionato il sequestro dei mezzi in funzione impeditiva per evitare l'ulteriore alterazione morfologica dell'area. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 44 lett. c) d.P.R. n. 380 del 2001

    Riferimento alla normativa urbanistica che incrimina le innovazioni edilizie non autorizzate; la Corte ha ritenuto che il precedente specifico per violazione di tale norma fosse indice rilevante del pericolo di reiterazione di lavori abusivi.

  • art. 181 d.lgs. n. 42 del 2004

    Norma del Codice dei beni culturali e del paesaggio relativa alle aree vincolate; è stata richiamata per sottolineare la tutela delle aree costiere vincolate e la rilevanza penale di interventi non autorizzati.

  • art. 54 cod. nav.

    Richiamato in relazione alla disciplina della demanialità marittima e dei limiti di utilizzazione delle aree demaniali; la Corte ha valutato l'illegittima trasformazione di area demaniale.

  • art. 1161 cod. nav.

    Ulteriore riferimento alla normativa marittima/demaniale usata per inquadrare la condotta illecita consistente nell'alterazione dell'area demaniale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che consente la condanna alle spese processuali nel giudizio di legittimità; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo può essere convalidato quando sussiste periculum in mora: è sufficiente una motivazione che ricostruisca i fatti ai fini del fumus e dimostri il rischio concreto e attuale di aggravamento o prosecuzione del danno.
  • L'impiego di mezzi utilizzati per compiere l'illecito (es. autocarri, pale meccaniche) può giustificare il loro sequestro in funzione impeditiva per evitare la reiterazione e l'ulteriore alterazione dell'area.
  • Precedenti penali, anche se non recentissimi, assumono rilievo se sono specifici rispetto alla tipologia di illecito e possono concorrere a fondare il pericolo di reiterazione.
  • La prova che l'attività illecita sia avvenuta su commissione e dietro corrispettivo rafforza l'esistenza di un pericolo concreto di prosecuzione dell'illecito.
  • In sede di impugnazione il gravame deve dimostrare l'insussistenza della concretezza e attualità del pericolo o l'irragionevolezza/proporzionalità della misura, altrimenti la valutazione dei giudici di merito, svolta anche in cognizione sommaria, difficilmente è ribaltabile.
  • Le misure cautelari devono essere adeguatamente motivate sotto il profilo della proporzionalità: se la finalità è impeditiva e la misura mira a evitare l'ulteriore danno, il sequestro dei mezzi operativi è normalmente considerato proporzionato.

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