Sentenza n. 359/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento dell'ordinanza n. -OMISSIS- del 14 settembre 2015 con cui il Comune di -OMISSIS-, ha ordinato la sospensione lavori e ha ingiunto la demolizione delle opere già realizzate dai ricorrenti nonché ogni altro atto preordinato, antecedente, connesso, collegato o conseguente a quello impugnato;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di sospensione dei lavori e demolizione di opere edilizie ritenute abusive, successivamente ribadita
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti, proprietari di un terreno, avevano presentato domanda di permesso di costruire per la realizzazione di un'abitazione trifamiliare e, ritenendo formatosi il titolo per silenzio-assenso, avevano iniziato i lavori. A seguito di sopralluogo comunale, il Comune aveva rilevato opere edilizie abusive e aveva ordinato la sospensione dei lavori e la demolizione delle opere già realizzate, reiterando poi l'ordine. I ricorrenti hanno impugnato tali provvedimenti chiedendone l'annullamento, ma il testo non riporta in dettaglio gli specifici motivi di illegittimità dedotti. Prima dell'udienza di decisione, hanno presentato una domanda di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La presentazione della domanda di permesso di costruire in sanatoria determina, secondo il Collegio, l'inefficacia dell'ordinanza di demolizione e priva il ricorrente dell'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione dell'ordine repressivo, poiché l'amministrazione deve procedere all'esame della domanda di sanatoria. Le spese di lite sono state compensate in ragione delle peculiarità della controversia e della natura della decisione.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
La presentazione della domanda di permesso di costruire in sanatoria rende inefficace l'ordinanza di demolizione e determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'impugnazione dell'ordine demolitorio.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Richiamato quale base normativa processuale della decisione di improcedibilità.
art. 73, comma 3, c.p.a.
Richiamato per la segnalazione alle parti, in udienza, del possibile profilo di improcedibilità derivante dalla domanda di sanatoria.
Massime di principio
- La presentazione di una domanda di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 rende inefficace l'ordinanza di demolizione precedentemente impugnata e determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul ricorso contro tale ordinanza.
- Quando, nel corso del giudizio contro un ordine di demolizione, il destinatario presenta una domanda di sanatoria edilizia, il giudice amministrativo può dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito i vizi dedotti contro l'ordine demolitorio.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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