Cassazione Penale, Sentenza n. 12612/2025 del 01/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Castrovillari che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di furto aggravato d'acqua (artt. 624 e 625 c.p.) per difetto di querela. Il Procuratore Generale ha censurato la decisione sostenendo che il Tribunale ha illegittimamente considerato tardiva la contestazione suppletiva dell'aggravante (destinazione al pubblico servizio dell'acqua) formulata dal pubblico ministero all'udienza predibattimentale del 5 luglio 2023 ai sensi dell'art. 517 c.p.p., contestazione idonea a rendere il reato procedibile d'ufficio nonostante il termine per la querela previsto dall'art. 85 d.lgs. n. 150/2022.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore Generale, rilevando che la contestazione suppletiva ex art. 517 c.p.p. effettuata dal P.M. durante l'udienza predibattimentale ha ripristinato la procedibilità d'ufficio del reato e non poteva essere considerata "tardiva" in ragione della sopravvenuta causa di improcedibilità. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio alla Corte d'appello di Catanzaro per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 569, comma 4, c.p.p.
Norme richiamate
art. 624 cod. pen.
La modifica introdotta dall'art. 2 d.lgs. n. 150/2022 ha trasformato in procedibile a querela parte del delitto di furto; la Corte riconosce che, pur con la novella, la contestazione suppletiva può ricostituire la procedibilità d'ufficio qualora ricorra l'aggravante contestata
art. 625 cod. pen.
art. 625, n. 2 e n. 7 c.p.
Richiamato a corredo dell'accusa per individuare le aggravanti rilevanti (es. destinazione al pubblico servizio) che possono incidere sul regime di procedibilità
art. 2 d.lgs. n. 150 del 2022
art. 2 d.lgs. n. 150/2022
Ha modificato il regime di procedibilità del reato di furto (art. 624 c.p.), rendendo alcune fattispecie procedibili a querela; la Corte considera però possibile il recupero della procedibilità d'ufficio tramite contestazione suppletiva
art. 85 d.lgs. n. 150 del 2022
art. 85 d.lgs. n. 150/2022
Fissa il termine per la proposizione della querela in conseguenza della nuova disciplina di procedibilità; la Corte ha rilevato che tale termine non può precludere gli effetti di una contestazione suppletiva operata nel corso del giudizio quando il P.M. non aveva avuto possibilità di agire anteriormente
art. 517 c.p.p.
Consente al pubblico ministero la contestazione suppletiva di circostanze aggravanti durante il procedimento; la Corte ne ha riconosciuto piena efficacia nel ripristinare la procedibilità d'ufficio quando la nuova aggravante venga tempestivamente contestata nel corso del giudizio
art. 569, comma 4, c.p.p.
Norma che consente l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata; applicata dalla Corte per rinviare il giudizio alla Corte d'appello di Catanzaro
Massime di principio
- La contestazione suppletiva ex art. 517 c.p.p., quando tempestivamente effettuata dal pubblico ministero nel corso del procedimento, può ripristinare la procedibilità d'ufficio di un reato anche se la fattispecie originaria è stata resa procedibile a querela da una modifica normativa successiva
- Il termine per la proposizione della querela previsto dalla normativa (es. art. 85 d.lgs. n. 150/2022) non impedisce automaticamente gli effetti di una valida contestazione suppletiva compiuta dal P.M. nel corso del giudizio, soprattutto se il P.M. non ha avuto la possibilità di adeguare l'imputazione prima dell'entrata in vigore della norma
- In caso di improcedibilità sopravvenuta occorre valorizzare il principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale: il giudice non deve preferire una lettura che rende inoperosa la capacità d'iniziativa del pubblico ministero di adeguare l'imputazione mediante contestazione suppletiva
- Per il difensore: verificare attentamente se e quando il P.M. ha esercitato la facoltà di contestazione suppletiva e valutare la tempestività e la forma di tale atto; per il P.M.: adottare tempestivamente la contestazione suppletiva durante le udienze per preservare la procedibilità d'ufficio
- In giudizi con mutamenti normativi intervenuti durante il procedimento, il giudice deve evitare interpretazioni che producano discriminazioni o che ostacolino l'obbligo di esercizio dell'azione penale da parte del P.M.
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