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Sentenza

Sentenza del 19/10/2016 n. 21156 - Corte di Cassazione

Non disponibile

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale di Potenza che aveva ritenuto legittimo l'avviso di accertamento ICI con cui il Comune aveva attribuito all'area un valore venale di mercato superiore a quello dichiarato. I cinque motivi riguardavano: carenza e genericità della motivazione della sentenza; illegittima qualificazione del terreno come edificabile in assenza di un piano attuativo; asserita applicazione retroattiva della delibera comunale sui valori delle aree; insufficiente motivazione dell'avviso di accertamento e mancata allegazione delle delibere; mancata disapplicazione delle sanzioni per obiettiva incertezza normativa.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto generiche e non autosufficienti le censure sulla motivazione e sull'omessa pronuncia; ha escluso che la produzione documentale in appello fosse nuova, considerandola una regolarizzazione di documenti già prodotti e comunque ammissibile. Ha confermato che un'area è edificabile ai fini ICI quando tale qualificazione risulta dallo strumento urbanistico generale, anche senza piano particolareggiato o attuativo. La delibera comunale sui valori venali è stata considerata un elemento presuntivo utilizzabile anche per periodi anteriori alla sua emanazione, senza costituire applicazione retroattiva di una norma impositiva. È stata ritenuta sufficiente la motivazione dell'avviso fondata su una relazione tecnica e su delibere soggette a pubblicità legale. Infine, sono state confermate le sanzioni, poiché non sussisteva un'incertezza normativa oggettiva. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 5

    La base imponibile delle aree fabbricabili è costituita dal valore venale in comune commercio.

    Quando il terreno è qualificato come edificabile dallo strumento urbanistico generale, il valore imponibile deve essere determinato in base al valore venale di mercato e non al solo valore catastale.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 2, comma 1, lett. b)

    L'edificabilità dell'area, ai fini ICI, è collegata alla qualificazione attribuita dallo strumento urbanistico generale.

    È sufficiente la previsione di edificabilità nel piano regolatore generale adottato dal Comune; non sono necessari l'approvazione regionale definitiva o l'adozione di strumenti urbanistici attuativi.

  • D.L. 4 luglio 2006, n. 223, art. 36, comma 2, convertito dalla L. 4 agosto 2006, n. 248

    L'edificabilità di un'area si desume dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune.

    La norma, interpretativa della disciplina ICI, conferma che l'inserimento dell'area in uno strumento urbanistico generale con previsione edificatoria è sufficiente per applicare il criterio del valore venale.

  • D.L. 30 settembre 2005, n. 203, art. 11-quaterdecies, comma 16, convertito dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248

    La qualificazione urbanistica dell'area rileva ai fini della determinazione della base imponibile ICI.

    La disposizione concorre a chiarire che l'edificabilità urbanistica produce effetti sulla valutazione fiscale dell'area anche prima della concreta realizzazione delle opere edificatorie.

  • L. 7 luglio 2000, n. 212, art. 7

    Gli atti richiamati nella motivazione dell'avviso devono essere allegati quando non siano già conosciuti o conoscibili dal contribuente.

    Non è necessaria l'allegazione di atti generali soggetti a pubblicità legale, come le delibere comunali pubblicate all'albo pretorio, poiché si presumono conoscibili.

  • D.Lgs. 26 gennaio 2001, n. 32, art. 1

    L'obbligo di allegazione riguarda gli atti non conosciuti e non altrimenti conoscibili dal contribuente.

    L'obbligo documentale dell'amministrazione è limitato agli atti individuali o comunque non accessibili al contribuente attraverso forme legali di pubblicità.

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 59, comma 1, lett. f)

    Il Comune può determinare periodicamente i valori venali delle aree fabbricabili.

    I valori deliberati dal Comune hanno funzione orientativa e presuntiva: possono limitare l'attività di accertamento quando il contribuente dichiara almeno il valore predeterminato, ma non costituiscono una tariffa impositiva inderogabile.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 6

    Le sanzioni non si applicano quando la violazione è determinata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria.

    L'esenzione dalle sanzioni richiede un'incertezza normativa oggettiva, riconoscibile dal giudice e non superabile con gli ordinari strumenti interpretativi; non basta l'incertezza personale del contribuente.

  • L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 10, comma 3

    Le sanzioni non sono irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria.

    La tutela dell'affidamento e l'esclusione delle sanzioni operano solo in presenza di una reale e oggettiva ambiguità normativa, non quando la difficoltà deriva da una diversa valutazione soggettiva dei fatti o del diritto.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 546, art. 58, comma 2

    Nel giudizio d'appello le parti possono produrre nuovi documenti.

    La produzione documentale in appello è stata ritenuta ammissibile; inoltre, la regolarizzazione formale di documenti già presenti in atti non equivale a una nuova produzione sostanziale.

  • Codice di procedura civile, art. 366, n. 6

    Il ricorso per cassazione deve indicare specificamente gli atti e i documenti sui quali il motivo si fonda.

    Le censure relative a documenti, eccezioni o contenuti dell'avviso devono essere autosufficienti, indicando con precisione il loro contenuto e la sede processuale in cui sono reperibili.

Massime di principio

  • Ai fini dell'imposizione sulle aree edificabili, la qualificazione urbanistica contenuta nel piano regolatore generale adottato può essere sufficiente anche se mancano un piano particolareggiato, un piano attuativo o l'approvazione regionale definitiva.
  • Le delibere comunali che fissano valori medi delle aree edificabili costituiscono elementi presuntivi e parametri di stima, non valori automaticamente vincolanti né norme impositive retroattive. Possono essere utilizzate anche per annualità precedenti se risultano riferibili al periodo e alle caratteristiche dell'area.
  • Un avviso di accertamento può essere motivato per relationem mediante il richiamo a relazioni tecniche e ad atti generali pubblicati, purché il contribuente possa conoscerli agevolmente e comprendere le ragioni della pretesa.
  • Nel ricorso per cassazione non è sufficiente affermare genericamente che il giudice non ha esaminato varie eccezioni o documenti: occorre indicare quali fossero, quando siano state proposte e dove siano rinvenibili negli atti.
  • L'esclusione delle sanzioni per incertezza normativa richiede una situazione oggettiva di impossibilità interpretativa; la mera convinzione del contribuente, la complessità della controversia o l'esistenza di tesi difensive alternative non sono sufficienti.
  • Per contestare efficacemente il valore accertato di un'area edificabile è opportuno fornire elementi concreti sul suo valore venale effettivo, come limitazioni edificatorie, stato di attuazione urbanistica, costi di urbanizzazione, condizioni del mercato e comparabili.

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