Sentenza del 11/05/2020 n. 8719 - Corte di Cassazione
Riscossione - Tarsu - Agente della riscossione - Rapporto tra Comune e agente della riscossione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il condominio, venuto a conoscenza di ruoli TARSU notificati dall'agente della riscossione (Equitalia Nord) relativi agli anni 2001, 2002, 2003 e 2005, chiese in autotutela l'annullamento dei ruoli per prescrizione quinquennale dei crediti. Il Comune rigettò l'istanza sostenendo che eventuali contestazioni dovevano essere mosse contro l'agente della riscossione. Il condominio impugnò il diniego avanti la CTP (che gli diede ragione); la CTR riformò la decisione dichiarando il ricorso inammissibile per tardività e ritenendo legittimato passivo l'agente della riscossione. Il condominio ricorse in Cassazione contestando la qualificazione del ricorso come impugnazione delle cartelle, la tardività, la individuazione del legittimato passivo e chiedendo l'accertamento della prescrizione dei crediti TARSU.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del condominio. Ha ritenuto che il diniego di sgravio in autotutela sia impugnabile dinanzi al giudice tributario e che, quando l'impugnazione concerne l'accertamento dell'avvenuta prescrizione dei crediti affidati all'agente della riscossione, il legittimato passivo sia l'ente impositore (Comune) e non l'agente della riscossione. La Corte ha accertato che i crediti TARSU indicati nei quattro ruoli e nelle relative cartelle sono prescritti (applicando il termine quinquennale ex art. 2948, comma 1, n. 4 c.c.), ha annullato il diniego di sgravio e ha disposto la compensazione delle spese del giudizio d'appello; ha inoltre condannato il Comune al pagamento delle spese del giudizio di legittimità a favore del condominio.
Norme richiamate
d.lgs. n. 546 del 1992, art. 19, comma 3
Il diniego di sgravio in autotutela è un atto impugnabile davanti al giudice tributario perché incide sulla posizione giuridica del contribuente; pertanto può essere base per avviare il giudizio volto ad accertare la prescrizione dei crediti.
d.lgs. n. 546 del 1992, art. 21, primo comma
Riferito al termine per proporre ricorso nei procedimenti tributari; la Corte distingue tra impugnazione delle singole cartelle (decadenza di 60 giorni) e impugnazione del diniego di autotutela, che introduce la questione della prescrizione maturata successivamente.
d.lgs. n. 546 del 1992, art. 10
Norma sulle parti del processo tributario; la Corte ha ritenuto che, quando si impugna il diniego di autotutela, il legittimato passivo sia l'ente impositore che ha emanato il diniego.
d.lgs. n. 546 del 1992, art. 23, comma 3
Consente al chiamato in causa di essere introdotto nel processo; la Corte osserva che il Comune può chiamare in giudizio l'agente della riscossione per far accertare anche nei suoi confronti l'inesistenza di atti interruttivi della prescrizione.
c.p.c., art. 360, comma 1, n. 3
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
Norma sui motivi di ricorso per cassazione; qui invocata dal condominio per denunciare violazioni di norme processuali e di diritto sostanziale da parte della CTR.
codice civile, art. 2948, comma 1, n. 4
art. 2948, comma 1, n. 4 c.c.
La Corte conferma l'applicazione di questo criterio per fissare il termine di prescrizione quinquennale dei crediti TARSU.
codice civile, art. 2953
Richiamato per precisare che la prescrizione decennale dell'actio iudicati non si applica alle cartelle inoppugnabili; non è equiparabile all'effetto del giudicato.
Massime di principio
- Il diniego di sgravio (autotutela) emesso dall'ente impositore è impugnabile davanti al giudice tributario: non si tratta necessariamente di eludere i termini di impugnazione delle cartelle ma di proporre un'azione diretta ad accertare fatti estintivi (es. prescrizione) sopravvenuti.
- Quando l'oggetto della controversia è l'accertamento della prescrizione dei crediti affidati all'agente della riscossione, il legittimato passivo principale è l'ente impositore che ha emesso il diniego e non l'agente della riscossione.
- L'agente della riscossione va considerato come mandatario senza rappresentanza dell'ente impositore: l'ente può ottenere gli atti in suo possesso o chiamarlo in giudizio per far accertare anche nei suoi confronti l'inesistenza di atti interruttivi della prescrizione.
- Per i crediti TARSU la giurisprudenza prevalente della Corte ha fissato il termine di prescrizione in cinque anni (art. 2948, comma 1, n. 4 c.c.); non si applica la prescrizione decennale dell'actio iudicati alle cartelle esattoriali inoppugnabili.
- Impugnare il diniego di sgravio è la via processuale corretta per ottenere l'accertamento giuridico della prescrizione maturata per inerzia dell'agente della riscossione nel recupero dei crediti.
- Il Comune, se necessario, può chiamare a giudizio l'agente della riscossione per accertare l'eventuale responsabilità o per produrre atti interruttivi della prescrizione; la mera appartenenza degli atti all'agente non priva il contribuente del diritto di agire contro l'ente impositore.
- La distinzione fra impugnazione della cartella (termine di decadenza breve) e impugnazione del diniego di autotutela è cruciale: la valutazione della tempestività deve tener conto dell'oggetto sostanziale dell'azione proposta.
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