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Sentenza

Sentenza del 28/03/2018 n. 7639 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava un avviso di accertamento IRPEG e IRAP relativo al 1999, con recupero a tassazione di interessi passivi capitalizzati su beni strumentali, quote di ammortamento, costi per prestazioni di terzi e una sopravvenienza passiva. L'Agenzia contestava in particolare la riduzione equitativa della sopravvenienza passiva operata dai giudici di merito, mentre la società contestava la legittimità dei recuperi e l'insufficienza della motivazione sulla documentazione prodotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha riunito i ricorsi. Ha rigettato la maggior parte delle doglianze, confermando che gli interessi passivi sui finanziamenti per beni strumentali possono essere capitalizzati solo fino all'entrata in funzione dei beni e che i costi per prestazioni di servizi sono deducibili nell'esercizio in cui la prestazione è ultimata, non in quello della fattura o del pagamento. Ha invece accolto i motivi relativi alla sopravvenienza passiva, ritenendo illegittimo il ricorso a una determinazione equitativa da parte del giudice tributario e carente la motivazione sulla documentazione prodotta. La sentenza è stata cassata limitatamente a tali profili e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale della Basilicata, in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • Art. 335 c.p.c.

    riunione dei ricorsi proposti contro la stessa sentenza

    I ricorsi autonomamente proposti contro la medesima sentenza devono essere riuniti; quello successivo assume la forma di ricorso incidentale.

  • Art. 112 c.p.c.

    Non vi è ultrapetizione quando il giudice riduce la pretesa originaria di annullamento dell'atto, senza attribuire un bene diverso o introdurre nuovi fatti.

  • Art. 113 c.p.c.

    Il giudice tributario non può decidere secondo equità al di fuori dei casi tassativamente previsti dalla legge; non può quindi rideterminare liberamente un componente reddituale sulla base di una valutazione equitativa.

  • Art. 114 c.p.c.

    Il richiamo ai poteri equitativi del giudice non consente, nel processo tributario, una quantificazione svincolata dalla prova e dai criteri normativi applicabili.

  • Art. 57 del D.Lgs. n. 546/1992

    In appello non sono ammesse domande nuove, ma la richiesta subordinata di rideterminazione dell'imposta può essere considerata già compresa nella domanda originaria di annullamento dell'avviso.

  • Art. 76, comma 1, lett. b), del TUIR vigente ratione temporis

    gli interessi passivi relativi ai beni strumentali possono essere compresi nel costo fino al momento della loro entrata in funzione

    La capitalizzazione degli interessi passivi sui finanziamenti destinati all'acquisto o alla fabbricazione di beni strumentali è una deroga limitata: dopo l'entrata in funzione del bene, gli interessi non possono più essere incorporati nel costo ammortizzabile.

  • Art. 75 del TUIR vigente ratione temporis

    le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute dalla data in cui le prestazioni sono ultimate

    Il principio di competenza impone di imputare il costo dei servizi all'esercizio di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data della fattura o del pagamento.

  • Art. 43 del D.P.R. n. 600/1973

    Disciplina i termini di decadenza dell'Amministrazione dal potere di accertamento; la decadenza deve essere valutata con riferimento allo specifico componente e all'annualità oggetto di accertamento.

  • Art. 2909 c.c. e art. 324 c.p.c.

    Il giudicato formatosi su un'altra annualità vincola soltanto per elementi permanenti della fattispecie e non, di regola, per accertamenti di fatto o decadenze riferiti a tributi e periodi d'imposta diversi.

Massime di principio

  • Nel processo tributario il giudice deve decidere sulla base delle prove e delle norme applicabili: non può ridurre o determinare un reddito in via meramente equitativa quando la legge non gli attribuisce espressamente tale potere.
  • Gli interessi passivi relativi all'acquisto o alla costruzione di beni strumentali possono essere capitalizzati solo fino alla loro entrata in funzione; successivamente devono essere trattati secondo le regole ordinarie di deducibilità.
  • I costi per servizi seguono il principio di competenza e sono deducibili nell'esercizio in cui la prestazione è ultimata, non necessariamente nell'anno di emissione della fattura o del pagamento.
  • Chi invoca la deducibilità di una sopravvenienza passiva deve fornire documentazione idonea a dimostrarne origine, effettività, quantificazione e inerenza; il giudice deve spiegare specificamente perché la documentazione sia o non sia sufficiente.
  • Una sentenza relativa a un diverso anno d'imposta non produce automaticamente giudicato vincolante per annualità successive o precedenti, salvo che riguardi elementi strutturali e permanenti comuni alle diverse annualità.
  • La domanda di annullamento integrale dell'avviso può comprendere anche la richiesta subordinata di rideterminazione dell'imposta; la sua formulazione in appello non è necessariamente una domanda nuova.

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