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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16475/2025 del 02/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 17/10/2024 del Tribunale di Palermo che aveva rigettato la richiesta di correzione di un presunto errore materiale nella sentenza penale del 30/09/2021 diventata definitiva; l'errore denunciato riguarda la data indicata nel capo di imputazione sub A, dove figura "10/06/2010" anziché la data effettivamente accertata nella motivazione della sentenza, "10/06/2011". Il giudice dell'esecuzione aveva ritenuto che la data indicata fosse elemento coperto dal giudicato e non emendabile come mero errore materiale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha richiamato il principio secondo cui la modifica della data nell'imputazione deve essere valutata caso per caso: la data può essere un elemento essenziale che incide sulle possibilità difensive (es. alibi), ma quando la modifica non incide sull'individuazione del fatto e sul diritto di difesa può essere considerata mero errore materiale. Dalla lettura della sentenza di merito del 30/09/2021 emergono più passi in cui i giudici avevano indicato il fatto come commesso il 10/06/2011, per cui la Corte ha ritenuto doveroso esaminare nel merito l'istanza di correzione. Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e rinviato il procedimento al Tribunale di Palermo per nuovo esame dell'istanza.

Norme richiamate

  • art. 130 cod. proc. pen.

    Richiamato in rapporto alla correzione di errori materiali o refusi nella documentazione processuale; la Corte richiede valutazione caso per caso sull'incidenza dell'errore sulla cognizione del fatto e sulle difese dell'imputato.

  • art. 547 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione ai poteri del giudice dell'esecuzione e alle modalità di impugnazione delle sue decisioni; la Corte verifica se il rigetto dell'istanza di correzione sia stato conforme ai limiti del giudicato.

  • art. 665 cod. proc. pen.

    Richiamato con riferimento alla procedura per la correzione di errori materiali nelle sentenze e agli strumenti processuali per ottenerla; la Corte ha ritenuto necessario un esame di merito dell'istanza.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, 22/11/2001, n. 6977

    Principio espresso che la data dell'imputazione non è automaticamente elemento meramente accessorio: può assumere rilevanza decisiva in alcuni casi, per cui occorre valutare se la modifica della data incida sulle possibilità di individuazione del fatto e sull'esercizio del diritto di difesa; se non incide, la correzione è ammissibile.

Massime di principio

  • La correzione di una data nell'imputazione va valutata caso per caso: non è automaticamente un mero errore materiale perché in alcune fattispecie la data è essenziale per l'identificazione del fatto e per le difese (es. alibi).
  • Se la motivazione della sentenza di merito chiarisce in modo univoco la data del fatto diversa da quella riportata nel capo di imputazione, il giudice dell'esecuzione deve esaminare nel merito l'istanza di correzione e non limitarsi a considerare la data come coperta dal giudicato.
  • L'errore materiale può essere corretto quando la modifica non incide sulle possibilità di individuazione del fatto da parte dell'imputato né pregiudica l'esercizio del diritto di difesa; in presenza di dubbi rilevanti occorre il nuovo esame in sede di merito.
  • Il ricorso contro il rigetto di una richiesta di correzione di un errore materiale può essere accolto dalla Corte di Cassazione se emerge incoerenza tra la parte dispositiva e la motivazione della sentenza o se la valutazione del giudice dell'esecuzione è manifestamente insufficiente.
  • In caso di pronuncia di annullamento il procedimento viene rinviato al giudice competente per un nuovo esame, che dovrà valutare specificamente l'incidenza della modifica sulla posizione difensiva dell'imputato.

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