Cassazione Penale, Sentenza n. 16459/2025 del 02/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Chiaradia aveva impugnato l'ordinanza del Tribunale che aveva respinto la sua richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La difesa aveva prospettato elementi nuovi: il fatto che il reato (incendio doloso aggravato da finalismo o metodo mafioso) fosse derivato da una situazione contingente, la disponibilità ad essere accolto in una struttura di volontariato a carattere riparativo distante dal luogo del fatto, e la quantificazione della pena in primo grado (rito abbreviato) rapportata al periodo già scontato. Il Tribunale aveva ritenuto la domanda una mera riproposizione di istanze precedenti e aveva invocato la presunzione relativa di adeguatezza della custodia in carcere, senza però valutare nel merito i singoli elementi di novità allegati dall'imputato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che il Tribunale aveva fornito una motivazione apparente e aveva omesso una verifica concreta degli elementi di novità prospettati (in particolare il luogo di esecuzione diverso e distante rispetto al luogo della commissione del reato e il lungo periodo già scontato rispetto alla pena inflitta). Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio al Tribunale di Catanzaro, Sezione per il riesame, con ordine alla cancelleria di provvedere agli adempimenti indicati (art. 94, co.).
Norme richiamate
art. 310 cod. proc. pen.
utilizzato per indicare la composizione del Tribunale che ha reso l'ordinanza; non centrale nella motivazione di merito ma rilevato come dato procedurale
art. 94 cod. proc. pen.
citato in relazione agli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia; riferimento formale alla trasmissione degli atti dopo la decisione
Massime di principio
- La presunzione relativa di adeguatezza della custodia cautelare in carcere non esime il giudice dal valutare concretamente elementi nuovi presentati dalla difesa: il giudice deve motivare in modo specifico se e perché tali elementi non incidono sulla misura.
- La disponibilità dell'imputato a scontare la misura in luogo diverso e in strutture riparative può costituire elemento rilevante per la sostituzione della custodia cautelare, specialmente se il luogo è distante rispetto al luogo di commissione del reato e riduce il rischio di reiterazione o inquinamento probatorio.
- Il tempo già scontato in custodia cautelare, rapportato alla pena definitiva o quantificata, è una circostanza da valutare concretamente: un periodo di carcerazione significativo rispetto alla pena residua può favorire la concessione di misure alternative.
- Le richieste difensive devono evidenziare chiaramente le novità rispetto alle istanze precedenti (es. indirizzo preciso per l'esecuzione della misura, disponibilità di strutture ospitanti, valutazioni su pericolosità e rischio di fuga) perché il giudice possa compiere la verifica di merito senza motivazione apparente.
- Se il giudice si limita a dichiarare che la domanda è mera riproposizione o si affida solo alla presunzione di adeguatezza senza una valutazione puntuale, la decisione è suscettibile di annullamento per vizio di motivazione.
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