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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34357/2023 del 04/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bonna Placido ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Messina con tre motivi: 1) inutilizzabilita' delle intercettazioni per mancata connessione qualificata ex art. 12 cod. proc. pen., richiamando il principio delle Sezioni Unite n. 51/2019 (Cavallo); 2) illogicita' della motivazione riguardo al riconoscimento di una posizione qualificata nell'associazione (sovrapposizione tra organizzazione di singole gare e struttura associativa); 3) violazione di legge e vizio di motivazione nel diniego delle circostanze attenuanti generiche. Turiano Francesco ha impugnato sostenendo l'insussistenza di cause di colpevolezza e chiedendo il proscioglimento per evidenza ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen.; ha inoltre dedotto, in motivi aggiunti, violazione dell'art. 6 CEDU per il diniego della facolta' di rendere dichiarazioni spontanee in sede di appello (udienza in videoconferenza).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Quanto a Bonna: il primo motivo e' stato ritenuto infondato poiche' la Corte territoriale ha adeguatamente motivato la connessione teleologica tra i reati sulla base delle indagini e delle dichiarazioni del collaboratore Barbera Gaetano; il secondo motivo e' stato valutato come censura generica di fatto, non idonea a scalfire la motivazione che ha evidenziato il ruolo preminente del Bonna nell'organizzazione e la sua autorevolezza nel gruppo; il terzo motivo e' stato ritenuto infondato perche' il diniego delle attenuanti generiche e' motivato dai gravi elementi negativi della personalita' (precedenti e misura di sorveglianza speciale). Quanto a Turiano: il ricorso e' stato ritenuto infondato perchè non sussisteva la evidenza di innocenza richiesta dall'art. 129 cod. proc. pen. per pronunciare il proscioglimento d'ufficio dopo l'estinzione del reato per prescrizione; il motivo aggiunto relativo alla violazione dell'art. 6 CEDU e al diniego delle dichiarazioni spontanee e' stato dichiarato inammissibile perche' la nullita' e' relativa e doveva essere eccepita immediatamente in udienza ai sensi dell'art. 182, comma 2, cod. proc. pen. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 12 cod. proc. pen.

    richiesta connessione qualificata tra procedimenti per rendere utilizzabili intercettazioni; la corte ha ritenuto sussistente una connessione teleologica tra l'indagine sull'associazione mafiosa e le attivita' associative oggetto del processo

  • art. 270 cod. proc. pen.

    riferimento al concetto di procedimento 'diverso' in tema di utilizzabilita' delle intercettazioni; la Corte ha interpretato come procedimento diverso quello non collegato da connessione qualificata

  • art. 606, comma 2, lett. c) cod. proc. pen.

    norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione per vizio di motivazione; invocata da Bonna per censurare la valutazione delle intercettazioni

  • art. 416-bis cod. pen.

    reato di associazione mafiosa richiamato nel contesto delle indagini e rispetto al quale sono state disposte intercettazioni poi ritenute utili per accertare reati connessi

  • art. 575 cod. pen.

    omicidio (citato come uno dei reati per i quali erano state disposte intercettazioni nel decreto autorizzativo) e indicativo del quadro investigativo complessivo che giustificava le captazioni

  • art. 74 DPR 309/1990

    riferimento alla normativa sulle sostanze stupefacenti, citata come una delle ipotesi investigative originarie rispetto alle quali era stata autorizzata l'attivita' intercettiva

  • art. 129 cod. proc. pen.

    previsione del proscioglimento per evidenza nel caso di estinzione del reato; la Corte ricorda che per ottenere il proscioglimento deve emergere inequivocabilmente l'estraneita' dell'imputato, ben oltre la mera insufficienza o contraddittorieta' delle prove

  • art. 62-bis cod. pen. (richiamo alla riforma d.l. 23/05/2008 n.92 conv. L. 24/07/2008 n.125)

    richiamo alla normativa che ha reso piu' rigorosi i criteri per il riconoscimento delle attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti alla luce dei precedenti e della sorveglianza speciale

  • art. 182, comma 2, cod. proc. pen.

    norma che disciplina l'eccezione di nullita' da sollevare immediatamente; la Corte ha ritenuto che il mancato tempestivo rilevamento della presunta nullita' relativa (diniego dichiarazioni spontanee) ne comporti la sanatoria

  • art. 6 CEDU

    diritto a un giusto processo; invocato da Turiano per contestare il diniego delle dichiarazioni spontanee, ma la Corte ha ritenuto la questione inammissibile per carenza di tempestiva eccezione e connessione col ricorso principale

  • Sez. U, n. 51 del 28/11/2019 (Cavallo)

    giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo cui la utilizzabilita' delle intercettazioni dipende dalla sussistenza di connessione qualificata tra procedimenti; la Corte nel caso ha ritenuto che le sentenze di merito abbiano adeguatamente applicato tale principio riconoscendo una connessione teleologica

Massime di principio

  • Perche' intercettazioni disposte per un procedimento siano utilizzabili in un diverso giudizio e' necessaria la connessione qualificata tra i procedimenti: la motivazione deve mostrare un rapporto teleologico o tecnico-funzionale tra i reati indagati
  • La semplice critica di fatto alla valutazione probatoria dei giudici di merito, senza indicare specifici vizi logico-giuridici della motivazione, difficilmente supera il controllo di legittimita' (spesso ritenuta manifestamente infondata)
  • Per ottenere il proscioglimento per 'evidenza' ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen. dopo l'estinzione del reato occorre che l'estraneita' dell'imputato emerga in modo incontrovertibile e non che vi sia solo insufficienza o contraddittorieta' delle prove
  • Il diniego di circostanze attenuanti generiche puo' essere legittimamente motivato sulla base di elementi negativi della personalita' (precedenti, misure di prevenzione); la riforma dell'art. 62-bis ha reso piu' rigoroso il loro riconoscimento
  • Le nullita' di carattere relativo (es. diniego della facolta' di rendere dichiarazioni spontanee) devono essere eccepite immediatamente in udienza secondo l'art. 182 cod. proc. pen.; in difetto sono sanate e la questione puo' essere dichiarata inammissibile in sede di Cassazione
  • I motivi aggiunti devono avere connessione con il contenuto del ricorso principale: l'introduzione tardiva di questioni non connesse puo' comportare inammissibilita'
  • In sede di Cassazione le questioni prevalentemente di merito probatorio e le valutazioni complesse delle risultanze istruttorie sono difficilmente rimesse al sindacato di legittimita', salvo errori di diritto o manifesta illogicita' della motivazione

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